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Nel nostro Congresso Nazionale (27-30 maggio 2010), svoltosi a Taormina presso l'Hotel S. Domenico, ci siamo incontrati per parlare di inconscio, dei mezzi tecnici, setting e assetto mentale, che abbiamo messo a punto per esplorarlo, per tastare i mobili confini con la coscienza e con il preconscio.
Come si esplora l'inconscio? Il paziente racconta, associa, fa dei lapsus, commenta, piange, ha dolori lancinanti alla testa, racconta un sogno..... Attraverso le parole, il pianto, il dolore, il sogno,l'inconscio si presenta. L'analista, attraverso l'attenzione fluttuante, le sue associazioni, le sensazioni somatiche, le immagini che lo colpiscono, e attraverso le sue teorie, cerca di dare un significato al divenire grezzo e caotico nella seduta.
L'inconscio è il nostro specifico, l'assunto teorico che caratterizza e distingue la nostra disciplina e la cura psicoanalitica. Ma, paradossalmente, esso è anche oscuro, è ciò che sfugge; inconoscibile di per sè, si lascia dedurre dai suoi derivati. Proprio per questo nel corso degli anni abbiamo sviluppato diversi modi di concepire l'inconscio, diversi modi di esplorarlo e diverse teorie per descrivere l'esperienza che facciamo con i nostri pazienti. Allora una occasione, come quella congressuale, è preziosa per favorire un confronto in cui non si tratta di allinearsi, nè di contrapporre i punti di vista, ma di:
- tastare meglio le differenze tra di noi, verificare quanto sostanziali esse siano sul piano clinico
- mettere a fuoco le coerenze interne di ciascuno dei modelli che adottiamo.
Il Congresso e' stato organizzato in modo da dare ampi spazi alla discussione e agli approfondimenti dell'attuale stato dell'arte.
Laura Ambrosiano
RASSEGNA STAMPA
Programma del Congresso
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