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Profughi e noi

http://www.lafedequotidiana.it/L'Esecutivo della SPI fa proprio il testo relativo alla questione del protrarsi delle sofferenze dei profughi e dei migranti proposto d Antonio Albert Semi e sottoscritto da un grande numero di Soci. Si impegna a rendere pubblico questo appello e farsi portavoce presso la FEP perché intraprenda una analoga iniziativa.

 

" Noi psicoanalisti della Società Psicoanalitica Italiana siamo addolorati e preoccupati per il disumano protrarsi delle sofferenze di profughi e migranti, per le tragedie che coinvolgono e travolgono esseri umani i quali comunque giudicano la nostra Europa un'oasi di civiltà in un deserto di barbarie. Siamo consapevoli delle sfide umane, assistenziali e culturali che la presenza di tanti nuovi abitanti, stabili o temporanei, pone in modo ineludibile. Riteniamo che sia perciò necessario elaborare e mettere in pratica rapidamente un programma europeo approfondito e condiviso per l'accoglienza qualificata di questi nuovi venuti.
La ricerca psicoanalitica ha dimostrato ampiamente come i traumi psichici e le frustrazioni sadiche provochino danni gravi all'attività psichica e allo sviluppo affettivo, danni che si trasmettono anche da una generazione all'altra divenendo spesso inelaborabili e, in mancanza di interventi adeguati, fonti di azioni distruttive. Un programma di accoglienza adeguato serve anche a cercare di prevenire future crisi gravi della nostra società. Siamo ovviamente disponibili a partecipare all'elaborazione di progetti e misure civili di accoglienza.
Siamo consapevoli del fatto che limitare i nostri sforzi nell'ambito di un soccorso umanitario (la compassione verso il prossimo sofferente, verso il naufraghi sulle nostre coste) elude la complessità di una questione enorme. La posta in gioco non è una politica di umana carità, ma la sopravvivenza della nostra civiltà, la capacità di convivenza con l'altro. Dobbiamo attrezzarsi adeguatamente per un futuro, ormai alle porte, di una società multietnica, multiculturale, multireligiosa. Per disinnescare in tempo contraddizioni irrisolvibili e trasformare i conflitti inevitabili in un confronto arricchente. È tempo di pensare a una politica di integrazione reciproca tra tradizioni diverse. Non si tratta di assimilare le masse di esiliati in arrivo ai nostri usi e ai nostri bisogni produttivi, ma di assegnare loro un ruolo nella costruzione di una società più libera, più pluralista, più democratica. Non possiamo esportare la democrazia imponendola, ma possiamo allargare i suoi confini. Andare verso il compimento della democrazia verso il rispetto dell'altro dentro e fuori i nostri confini. L'unico modo perché una società democratica diventi il progetto di tutti i diseredati del mondo.
Facciamo appello alle istituzioni europee e nazionali perché intervengano rapidamente."

Antonio Alberto Semi

Hanno sottoscritto per primi questo testo:

Giuliana Barbieri, Angelo Battistini, Ferdinando Benedetti, Luigi Federico Bianchi, Nicoletta Bonanome, Carla Busato Barbaglio, Patrizio Campanile, Giovanna Cantarella, Mariagrazia Capitanio, Marta Capuano, Cinzia Carnevali, Claudio Cassardo, Maria Ceolin, Luisa Cerqua, Lorella Cerutti, Mariapina Colazzo, Maria Teresa Colella, Maria Vittoria Costantini, Patrizia Cupelloni, Ambra Cusin, Alessandra De Marchi, Rosamaria Di Frenna, Lucia Fattori, Roberta Guarnieri, Ana E. Juraga, Daniela Lagrasta, Donatella Lisciotto, Alberto Luchetti, Mario Marinetti, Patrizia Masoni, Silvia Mondini, Laura Montani, Matilde Monteleone, Gina Mori Ferrara, Franco Vittorio Mori, Roberto Musella, Patrizia Paiola, Valdimiro Pellicanò, Mario Perini, Fausto Petrella, Giana Petronio Andreatta, Emma Piccioli, Francesco Pozzi, Bianca Raffaele, Carla Rigoni, Maria Chiara Risoldi, Lucio Russo, Maria Patrizia Salatiello, Stefania Salvadori, Guglielmina Sartori, Cosimo Schinaia, Alberto Schön, Daniela Scotto di Fasano, Sarantis Thanopoulos, Anna Trevisan, Gabriella Vandi, Anna Viacava, Sisto Vecchio

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