Dibattito sulle Strutture Adattive Patogene a cura di F. Carnaroli

"STRUTTURE ADATTIVE PATOGENE E AZIONE
TERAPEUTICA DELLA PSICOANALISI.

RIFLESSIONI A MARGINE DEL LIBRO DI
ANDREA SEGANTI, TEORIA DELLE MINE VAGANTI
"

Dibattito online dei soci
S.P.I. aperto dall’1/3/2011 al 31/5/2011

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Su questo tema sono intervenuti, con due relazioni introduttive:

Andrea Seganti,  "Strutture adattive patogene e azione
terapeutica della psicoanalisi
"

Giuseppe Moccia, "L’influenza
dell’altro: trasmissioni psichiche intersoggettive e strutture patologiche  del sé
"                                                                                    

Entrambi i relatori sono membri ordinari con funzioni di
training della Società Psicoanalitica Italiana.

A partire da tali relazioni si è poi sviluppato il dibattito sul
tema, con interventi di Michele Bezoari, Francesco Carnaroli, Jones De Luca,
Amedeo Falci, Alessandro Grignolio, Giuseppe Moccia, Mario Pigazzini, Andrea
Seganti, Luigi Solano.

 Alla fine del Dibattito vi è una Bibliografia con tutti i testi
citati in esso.

Con questo forum sul tema "Strutture Adattive Patogene e
azione terapeutica della psicoanalisi" prosegue uno spazio di dibattito (dei
soci della Società Psicoanalitica Italiana) dedicato ad argomenti teorico-clinici,
con particolare riguardo al confronto fra prospettive diverse in campo
psicoanalitico.


Nella psicoanalisi contemporanea si è avuto progressivamente il
riconoscimento di un pluralismo teorico e tecnico, presente anche all’interno
di ogni associazione di psicoanalisi o di psicoterapia psicoanalitica.

Il dialogo in atto fra le varie posizioni teorico-cliniche
attuali costituisce un valore aggiunto, nella misura in cui esso si articola in
una viva dialettica, in cui ciascuna posizione è sollecitata a chiarificare se
stessa in massima misura, ed è anche disposta ad assimilare ed integrare (sul
piano scientifico e clinico) le evidenze emergenti dall’altrui piano di ricerca
teorico-clinica (e/o clinico-teorica).

Nella misura in cui ciò avviene (e di fatto tende ad avvenire):

a) il pluralismo può muoversi dialetticamente verso una
integrazione;

b) si formano per così dire gli anticorpi contro
posizioni parrocchiali, dogmatiche, autoreferenziali.
Come ha affermato Ricardo Bernardi (2002): "la presenza di una diversità
di posizioni ha imposto di chiarire quali fossero i punti di accordo e di
disaccordo fra tali posizioni, e di identificare non solo i casi di reale
consenso ma anche i punti aperti alla discussione. I dibattiti scientifici sono
diventati inevitabili per aprire la strada all’avanzamento della disciplina
attraverso una molteplicità di opinioni".

 

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