“Cinema e Psicoanalisi”, Eidos. Cinema, psyche e arti visive

Recensione di Elisabetta Marchiori

N37, marzo-giugno 2017, 8,50 euro, a cura di Antonella Antonetti e Luisa Cerqua

Il nuovo numero della Rivista trimestrale “Eidos, cinema, psiche e arti visive”, distribuito nelle maggiori librerie, è dedicato a “Cinema e Psicoanalisi”, un tema classico che le curatrici Antonella Antonelli e Luisa Cerqua riattualizzano con creatività e competenza.

Già l’immagine di copertina è accattivante: la profondità dello sguardo di Freud, la cui foto si staglia sullo sfondo rosso di un’opera di Keith Haring, con le figure stilizzate intrecciate come circonvoluzioni cerebrali, induce il lettore ad aprire incuriosito la rivista, senza rischiare di richiuderla.

L’efficace impostazione grafica, la ricchezza iconografica e la leggibilità dei contenuti rende piacevole la lettura dei diversi argomenti che si dipanano dal tema centrale, le “affinità elettive” che legano, sin dalle loro origini, “Cinema e Psicoanalisi”.

Nati insieme alla fine del secolo scorso, e insieme cresciuti, hanno creato tra loro, nel tempo, una relazione profonda, duratura e feconda, le cui potenzialità Freud aveva intuito, e i suoi successori, in prospettive diverse, riconosciuto e studiato. Entrambi hanno contribuito alla profonda trasformazione della percezione della realtà esterna e del mondo interiore che ha preso avvio nel sorgere del secondo millennio. Ancora oggi, che siamo nel terzo millennio, la loro sinergia continua a produrre pensiero creativo e vitale, messo in luce nelle pagine di questo numero.

Le curatrici, nell’editoriale da loro firmato, ripercorrono e sintetizzano con efficacia, negli aspetti fondamentali, le principali tappe evolutive di tale relazione, soffermandosi su alcune delle molte analogie teorizzate tra l’apparato psichico e quello cinematografico, in particolare tra film e sogno, e ricordando le molteplici possibilità di utilizzo dei film in ambito formativo, didattico e terapeutico.

Gli altri contributi sono scritti da psichiatri, psicoanalisti junghiani e freudiani, esperti di cinema: L. Cappelli, P. Catarci, D. Chianese, F. Fabbri, L. Figà Talamanca, B. Genovesi, P. R. Goisis, E. Marchiori, B. Massimilla, M.G. Minetti, A. Moroni, L. Pascalino, P. Pede, A. Piccioli Weatherhogg, F. Pizzino, L. Vagnetti.

Si tratta di interviste, recensioni di film recenti e pellicole cult, lavori che mettono in relazione psicoanalisi e arti visive, oltre ad un approfondimento particolarmente significativo da citare in questa sede. Si tratta dell’articolo di P. R. Goisis “L’interesse per il cinema di una Società Psicoanalitica. L’esempio della S.P.I.”, che valorizza le molte e diverse iniziative sul cinema, in contesti pubblici, della nostra Società e dei suoi Centri in Italia. Ricorda la nostra costante partecipazione al European Psychoanalytic Film Festival che si tiene a Londra dal 2001 con cadenza biennale, la ricca messe di pubblicazioni sul tema che si arricchiscono di anno in anno. L’articolo di Goisis infine sottolinea l’importanza dello Spazio Cinema del nostro Sito, da lui stesso creato nel 2004 e curato sino a pochi mesi fa, ricchissimo di materiale che spazia dalle recensioni di film e serie televisive, cronache da eventi, da Festival e dalla Mostra del Cinema di Venezia, segnalazioni delle iniziative e pubblicazioni, che riecheggiano sulla nostra pagina Facebook.

Queste sono tutte iniziative da considerarsi a pieno titolo di “outreach”, ovvero di apertura e dialogo della psicoanalisi verso il mondo che la circonda, attitudine che la rivista Eidos dimostra di cogliere appieno.

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Giugno 2017