Gemma Bovery

Dati sul film: regia di Anne Fontaine con Fabrice Lucchini e Gemma Arterton, Francia, 99’.

Genere: drammatico

Trailer: 

Trama. Si muore di noia in Normandia. Nonostante la dolcezza della natura, il calvados, la trasparenza dell’aria e quella luce. Emma Bovary e Flaubert ne sapevano qualcosa. Sarà anche per questo che la gente non si fa gli affari suoi. Così un fornaio malinconico e sognatore comincia a interessarsi della coppia di inglesi che si è stabilita nella casa di fronte, colpito dalle coincidenze: si chiamano Charles e Gemma Bovery, il nostro fornaio e’ un colto lettore di Flaubert e siamo in Normandia.
Gemma è una giovane donna che conserva l’incanto di un’adolescente appena sbocciata. Ovviamente il fornaio ne è sedotto: “dieci anni di tranquillità sessuale andati in fumo” e un’ossessione che si sviluppa. Gemma sembra assomigliare sempre di più a Emma: lui teme che finisca per avvelenarsi con l’arsenico. La vita in certi momenti, dice a Gemma citando Oscar Wilde, imita l’arte.

Andare o non andare a vedere il film. Andare, senza dubbio. Un film delicato, raffinato, originale, con un buon ritmo e momenti di irresistibile comicità. Gli si perdona lo sguardo che a volte troppo indugia sulla protagonista e una certa aria da Mulino Bianco che soffia nella panetteria.

La versione dello psicoanalista. Il desiderio è uno dei temi del film. Il desiderio che succeda qualcosa. Il desiderio che arrivi qualcuno a movimentare l’esistenza, a ridestare i sensi. Il desiderio di desiderare del fornaio e il desiderio di essere desiderata di Gemma. La conclusione sembra suggerire un’ interpretazione di Emma/Gemma come vittima di quel desiderio maschile che ha bisogno di suscitare.
Più interessante l’implicito invito a riflettere sul rapporto fra letteratura e vita, fra arte e vita grazie alla mise en abyme di una storia dentro una storia dentro un film. Costretta ad aderire a Emma, Gemma si ribella e rivendica una sua identità, personaggio in cerca di un autore che la rappresenti e le dia vita propria. “La vita in certi momenti imita l’arte”: la regista mostra, attraverso il conflitto Emma/Gemma e la sorprendente conclusione della vicenda, come la vita arrivi a superare l’arte, ma lo mostra dentro a quella forma d’arte che è, appunto, un film. L’arte si prende cosi una rivincita sulla vita: perché la vita supera sempre l’arte. E l’arte lo sa, di qui la sua malinconia.

Febbraio 2015