Cultura e Società

Giovani migranti e studenti a tu per tu in scena a teatro. Corriere Romagna 17/5/22

23/05/22
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Aïda Muluneh

Parola chiave: migranti, adolescenti, progetto, narrazione

Giovani migranti e studenti a tu per tu in scena a teatro.Corriere Romagna 17/5/2022

La performance è prevista il 25 maggio al teatro Mulino di Amleto alle 20.30

Corriere Romagna, 17 maggio 2022

Introduzione: Il progetto curato da Cinzia Carnevali ha come obiettivo   la creazione di uno spazio nel quale adolescenti e migranti possono, attraverso la narrazione, conoscersi e ri-conoscersi nell’esperienza dell’Altro e aprirsi a nuove comprensioni e appartenenze. (Maria Antoncecchi)

Cinzia Carnevali Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e International Psychoanalytical Association (IPA)

Corriere Romagna, 17 maggio 2022

“Adolescenti e migranti. Racconti in cammino: Parole, identità e nuove appartenenze”.

A cura di Cinzia Carnevali

Si chiama così l’edizione 2021 – 2022 del progetto di psicoanalisi a cura della psicologa psicotearapeuta Cinzia Carnevali che ha come obiettivo la prevenzione contro la violenza e l’ascolto delle emozioni fra adolescenti, studenti e giovani migranti per rispecchiarsi ed empatizzare gli uni verso gli altri, per crescere, lottare contro la dispersione scolastica e per sensibilizzare al rispetto, all’accoglienza e all’integrazione.

L’appuntamento

Mercoledì 25 maggio al teatro Mulino di Amleto, alle 20.30, si svolgerà la performance finale aperta a tutti, rivolta specificamente studenti, insegnanti, operatori e genitori.

La rappresentazione si compone della narrazione e della messa in scena di esperienze significative della propria vita, permettendo un confronto e uno scambio tra gli attori.

A contribuire allo spettacolo, anche la collaborazione dei ragazzi e dei professori della sezione di grafica del liceo scientifico e artistico Volta-Fellini di Riccione, che hanno realizzato i due manifesti dell’evento. Nello specifico, il progetto “Adolescenti e migranti 2022” ha visto la partecipazione degli studenti delle classi 1L, 1F, 1M, 1H e dei loro insegnanti, coordinati dalla docente Rossana Righetti del liceo scientifico riccionese e delle classi 3E e 3G del liceo Scienze umane Cesare Valgimigli di Rimini, coordinate dalla docente Natascia Piccari.

Il progetto è stato proposto e realizzato dal Centro Adriatico di psicoanalisi della società psicoanalitica italiana (Spi-Ipa), con il Centro didattico Rimini-Bologna della Società italiana di psicodramma analitico (Sipsa-Coirag), e con l’associazione Arcobaleno. Hanno preso parte ragazzi migranti e studenti, le insegnanti e le psicoanaliste e psicoterapeute Spi, Sipsa-Coirag, l’attore Beppe Chirico, gli operatori e le operatrici delle Associazioni Arcobaleno, di Istituto scienze dell’uomo, Progetto interazioni, Cad e Cento Fiori.

L’integrazione tra migranti studenti e psicoanalisti

“Racconti in cammino. Parole, identità, nuove appartenenze” lo spettacolo a teatro

Si intitola “Racconti in cammino. Parole, identità, nuove appartenenze” lo spettacolo patrocinato dal Comune che si terrà con ingresso gratuito domani alle ore 20.30 presso il Mulino di Amleto Teatro di Rimini. Durante la serata il pubblico assisterà a una lettura scenica di narrazioni e testimonianze scritte da alcuni studenti del liceo “Cesare – Valgimigli” (indirizzo Scienze umane) in sinergia con i ragazzi migranti accolti dalle cooperative Cad e Cento fiori. Gli aspetti grafici del progetto, iniziato tra ottobre e novembre e concluso a maggio, sono stati curati dal Liceo Volta-Fellini di Riccione. A raccontare «una bella e commovente esperienza di vita e di conoscenza» per studenti, migranti, ma anche per docenti, nonché mediatori che si occupano di inclusione è la psicoanalista della Società italiana di psicoanalisi e analista di gruppo Sipsa-Coirag, Cinzia Carnevali. «Durante l’anno scolastico un centinaio di studenti che frequentano due scuole, dalla classe prima alla quarta, si sono confrontati prima tra loro e poi con 40 giovani migranti dai 18 ai 24 anni», spiega. Le classi sono state invitate a lavorare «su brevi racconti, poesie, disegni e video a partire dalla lingua materna originaria intorno all’esperienza della scoperta della natura, del mondo e dell’identità». Un progetto denso significati che, nato nel 2017, torna ora in presenza dopo lo stop di due anni dettato dalla pandemia. Rimarca la dottoressa Carnevali: «I traumi non possono esser cancellati, ma elaborati. Il gruppo risulta un luogo stimolante per narrarli e condividerli grazie alla testimonianza reciproca. Il che porta a una trasformazione interiore, dove le parti scisse si reintegrano e l’aggressività torna a essere gestibile».Lo scopo del progetto, prosegue Carnevali, è proprio «la crescita dell’identità dei ragazzi come prevenzione da atteggiamenti aggressivi o devianti, perciò il più sincero ringraziamento va alla consigliera delegata alle pari opportunità della Provincia, Barbara Di Natale per il sostegno e la sensibilità che sempre la contraddistingue». Tornando al clima di lavoro, la dottoressa lo definisce «molto buono sin dal principio, seppur non esente da qualche stereotipo o timore iniziale». Sciolti i nodi con la reciproca conoscenza, il progetto è entrato nel vivo, rispettando tre step fondamentali. Primo. «Offrire ai giovani un luogo e delle coordinate per esprimere il proprio vissuto e creare poi il luogo della relazione che è spazio fondamentale – sottolinea – anche per immaginare, sognare o desiderare, non solo per ricordare». La dottoressa lo reputa infatti strumento utile «per dare dignità ai ragazzi, invitandoli a esprimersi nella loro individualità». Il secondo punto indispensabile era creare «un’atmosfera calda, accogliente e non giudicante che resistesse a tutte le turbolenze possibili. Narrare la propria storia spezza infatti certe stereotipie e immagini negative di sé», chiarisce. Il terzo passaggio era infine la reverie, la capacità «di esprimere con il pensiero quello che si è sperimentato nelle emozioni, creando una mente più permeabile dove raccoglierle e alfabetizzarle, mostrando poi maggior coscienza e maturità nella relazione con l’altro». In merito Carnevali nota che si è creato «un buon rispecchiamento grazie al quale è emersa non solo la parte più fragile di ognuno ma anche quella più luminosa e ricca di potenza, entusiasmo e comprensione». E conclude: «I giovani vanno sempre aiutati a vedere il loro sviluppo nel futuro. Anche le storie hanno una casa: a edificarle è chi le narra, creando un nuovo senso di appartenenza». I laboratori di scrittura sono stati condotti dall’attore Beppe Chirico e da psicoanaliste e psicoterapeute del gruppo SPI e SIPsA-Coirag, in partenariato con l’Istituto di Scienze dell’uomo Rimini, cooperative Cad e Cento Fiori, con il coordinamento dell’associazione Arcobaleno.

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