In memoria di Silvia Fornari

Queste poche righe per commemorare una persona ancora giovane, che si è conosciuta molto bene, e che è stata tanta parte del proprio percorso professionale.

Si è spenta prematuramente Silvia Fornari, psicoanalista e neuropsichiatra infantile, che ha dato un grosso contributo alla psicoanalisi infantile anche presso il Centro milanese.

Silvia è stata una delle protagoniste del periodo d’oro dell’Osservatorio per l’infanzia a l’adolescenza, nel corso degli anni 90, che ha avuto al suo interno personaggi come Dina Vallino, Marta Badoni e Maria Elvira Berrini (appartenenti alla generazione appena precedente).

Le più anziane di noi la ricordano quando con la sua acuta intelligenza mostrava il percorso necessario per accostarsi ai più piccoli, con una funzione di mentore per i più giovani, e la capacità di appassionare a un lavoro tanto delicato. Ha dato il suo contributo nel corso degli anni 90 alle elaborazioni sul tema dell’autismo infantile e si è impegnata con magistrati e avvocati sul tema del Diritto di famiglia.

Ha lavorato presso la II cattedra di Neuropsichiatria Infantile, prima ad Affori e poi a Monza, diretta da Mario Bertolini, alla formazione di psicoterapeuti e futuri psicoanalisti nell’ambito dell’infanzia e dell’adolescenza. Anche in riferimento a quel contesto molti di noi (oltre a me Francesca Neri, Simonetta Bonfiglio e Renata Nacinovich), la ricordano con amicizia  e affetto.

Era spesso brusca e un po’ austera nel carattere, molto forte e deciso, ma sempre disponibile ad insegnare alle nuove generazioni le difficoltà e la magia del particolare setting che si crea con i bambini e gli adolescenti.

Figlia di Franco e Bianca Fornari, nomi illustri della nostra disciplina, aveva ereditato dal padre, noto professore universitario, e pioniere della psicoanalisi nelle istituzioni, una lucidità e una capacità dialettica notevoli, un carattere apparentemente severo, ma sostanzialmente appassionato alla vita e al lavoro. Ribadiva l’importanza degli affetti, che devono venire prima di tutto, nella forma di “buona famiglia interna”, ma anche di reale appassionato amore per marito, figli e nipoti. Ed è soprattutto questo aspetto che ce la fa ricordare come amabile affettuosa e allegra.

Non dimenticheremo il suo sorriso e le tante risate fatte insieme nel corso della nostra gioventù. Anzi, direi nel corso della nostra vita.

Un pensiero va agli amatissimi figli Franco Mario e Valeria, e ai 4 nipotini, che l’hanno seguita e accudita fino all’ultimo, in quella che sembra essere stata una serena dipartita, in un’estate marina, nella sua carissima Bonassola, sulla riviera ligure di levante.

Paola Ferri