La violenza etnica e la guerra

Si tratta di una violenza che vuole imporre l’assoggettamento forzato dell’“altro” ritenuto diverso, pericoloso, interiore – altro che diviene l’oggetto su cui si proiettano le proprie parti oscure e minacciose – “altro” da umiliare psicologicamente, fisicamente e anche sessualmente, e le donne del “nemico” risultano sempre le vittime più indifese e accessibili su cui scatenare il proprio odio.

Kara Walker

Da: Bureau of Refugees 2007

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Kara Walker

Da: Bureau of Refugees 2007 particolare                        

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Kara Walker

Da: Bureau of Refugees 2007 particolare

Da lontano, i suoi lavori appaiono un raffinato esercizio di ombre cinesi, figurine che si stagliano con grazia settecentesca o stilizzati segni grafici. Leggendo i dettagli, la fragile eleganza dei ritagli di carta su carta disegna crudeli scenari di un catalogo di orrori innominabili: corpi smembrati, appesi, stuprati.

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Vanessa Beecroft

VB61 – Darfur still death! Still deaf? 2007

Performance organizzata sotto i portici del mercato del pesce a Rialto: trenta donne di colore, il corpo reso più scuro da una tinta nera, ammucchiate su una grande tela bianca stesa per terra. Il silenzio è rotto solo dal getto di secchiate di colore rosso rovesciate sulla loro inerme immobilità dall’artista, come a dipingere su quella tela, su quei corpi, il fiume di sangue di un massacro senza fine.
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