La violenza fisica e psicologica nella relazione

Nan after being batteredNan Goldin
Nan after being battered. 1984

È il ritratto fotografico dell’artista dopo essere stata picchiata dal compagno. Ritratto tradizionale, frontale, taglio altezza spalle. La donna è curata nell’aspetto, capigliatura riccia ordinata, filo di perle e orecchini, rossetto. Ma come il fondotinta non riesce a nascondere i lividi e le tumefazioni del volto, così l’espressione ferma e dignitosa non cancella il dolore dell’anima, e la dolente denuncia di cui l’immagine si fa testimonianza.

 

 

 

So  much I want to sayMona Hatoum: So much I want to say.  
1983, Video in bianco e nero, suono. Con una inquadratura stretta, imprigionante, il video mostra il volto di una donna a cui mani maschili cercano di tappare la bocca, come ad imbavagliarla, soffocarne la voce, ridurla al silenzio. Mentre l’audio scorre a velocità normale, le immagini appaiono a singhiozzo, e l’opera veicola un senso di tensione, di ribellione per non scomparire

 

 

 

 

 

Next time it will be on videotapeElle Krystufek

Next time it will be on videotape. 1991

 Collage composto dall’artista con due sue opere. Le due scritte in inglese, in alto e in basso, recitano: “Come se l’unica ragione possibile per una donna di rivelare se stessa fosse autoterapeutica”. “Perché si pensa che le donne umiliano se stesse quando mostrano la condizione della propria umiliazione?” Le scritte laterali traducono in inglese le due centrali in tedesco: “Volto del padre (gentile): Rilassati. Basta rilassarsi. Così. La mia bambina. La nostra bambina. Bene così. Lì, lì. È per te. Solo per te. Il nostro segreto. Appartiene solo a me e te. Tienilo per te. Solo per te. Così sarà bello”. “L’abuso ha sempre qualcosa a che fare con la confusione delle emozioni. Quando fai esperienza di qualcosa che non riesci a capire, e qualcuno ti dice: questo è bene per te, ma non dirlo a nessuno”.