Barbara Piovano: Intervento dal pubblico

Grazie intanto a tutti. Dal canto mio, io vorrei riproporre a Gohar una domanda che le ho già fatto nell’intervista per Psiche (1/2008): allora le ricordavo le molte teorie elaborate sul trauma e sui pazienti traumatizzati, che concordano tutte sul fatto che esperienze traumatiche passate e presenti possono essere elaborate nella relazione di transfert e nella relazione analitica. Allora le avevo chiesto se il trattamento psicoanalitico può ridurre la sofferenza dovuta a esperienze traumatiche connesse a situazioni familiari e sociali distruttive e favorire il passaggio dall’essere soggetto alla propria storia all’essere soggetto della propria storia. Cioè, un agente attivo del proprio destino in maniera relativamente indipendente dal contesto sociale e culturale di appartenenza. Allora Gohar mi aveva risposto che secondo lei il soggetto di per sé è un artefatto culturale così come la sua modalità di liberazione, in questo caso la psicoanalisi. In altre parole, riteneva un’illusione pensare che si possa trascendere il proprio contesto sociale e culturale e diventare agente autonomo di se stessi. Ecco, vorrei che Gohar, adesso, ampliasse un po‘ questa risposta e che ci dicesse se è sempre della stessa idea.