Gohar Homayounpour: Risposta a Piovano

Sono ancora della stessa opinione, ma questo non significa che se il soggetto ha il desiderio di prevalere sulla propria storia in qualche modo non possa farlo, come ho detto, se non ricordo male, anche nell’intervista, che la psicoanalisi possa essere utilizzata nello stesso modo, e infatti sono lì, in Iran, a fare psicoanalisi, mentre se non ci credessi me ne sarei andata…  A volte però, quando all’esterno le condizioni sono orribili, penso a Melanie Klein e ad Anna Freud, alle fantasie di cui parlavano nelle Discussioni Controverse, alla questione se la guerra in atto avesse un influsso sulla psicoanalisi, addirittura una bomba colpì una volta proprio la sede di una delle conferenze, e il commento di entrambe fu: “Signori e Signore, questo è un  evento reale, dobbiamo evacuare l’edificio perché è stato bombardato”. Quello che voglio dire è che ci sono alcuni terribili eventi esterni che non possiamo affrontare stando semplicemente lì seduti e dicendo “Ah, no, io no, io ho il ruolo di analista e prescindo da quegli eventi”… Dobbiamo essere insomma coscienti, molto coscienti di ciò che accade, il che non è in contraddizione con il fatto che posso utilizzare la psicoanalisi per cercare di ridurre la sofferenza. La psicoanalisi è uno dei pochi metodi di cui disponiamo per liberare il soggetto da questa sofferenza.