Edoardo Weiss e “la giustizia penale”, Francesco Migliorino, Bonanno Editore (2016)

Migliorino copertinafreschiDa Vienna a Zurigo, da Trieste a Roma, questo libro prende ad oggetto le zone di contagio tra il discorso giuridico della penalità e quello terapeutico dell’analisi. Il nostro racconto si avvia con la magistrale lezione di Freud agli studenti viennesi di diritto (1906): sullo sfondo il sodalizio con il giovane Jung e il suo originale contributo alla «psicologia criminale». In Italia la perdurante ipoteca lombrosiana — declinata con la medicina costituzionale, la biotipologia e l’antropologia criminale — dava fiato, in quel torno d’anni, a una diffusa avversione per l’inconscio freudiano.

Toccherà a Edoardo Weiss, l’«autentico e tenace pioniere» del movimento psicoanalitico italiano, impegnarsi nelle riviste e nei congressi  per mettere al riparo la giovanissima scienza dalle malevoli allusioni e da toni di inaudita durezza che venivano anche da filosofi e letterati di formazione idealistica. Ma c’è di più: a Roma, dal 1932, egli seppe costruire una fitta rete di relazioni con i giuristi (e i criminologi) della prestigiosa rivista La Giustizia penale. Quando, nel 1934, le gerarchie cattoliche ottennero la chiusura della ‘scandalosa’ Rivista italiana di psicoanalisi, la SPI poté contare su una tribuna che vantava una vasta diffusione tra gli operatori del diritto. Un dato, questo, finora ignorato dalla storiografia. Le infami leggi razziali e i venti di guerra misero fine a questo straordinario (e impensato) sodalizio tra i pionieri della psicoanalisi e una delle più influenti riviste penali.

Notizie sull’autore

Francesco Migliorino è professore ordinario di Storia del diritto medievale e moderno nel Dipartimento di Giurisprudenza di Catania. Tra i suoi interessi di studio: la testualità della canonistica classica, i codici di comportamento nell’agire sociale pubblico, la costruzione della soggettività moderna, la longue durée della Lex Mercatoria, la coppia Human/Inhuman nelle maglie del diritto. Tra i suoi saggi monografici: Fama e infamia (Giannotta, Catania 1985); In terris Ecclesiae (Il Cigno Galileo Galilei, Roma 1992); Mysteria concursus (Giuffrè, Milano 1999); Il corpo come testo (Bollati Boringhieri, Torino 2008). È anche autore di un cortometraggio dal titolo Aria. Voci scritture immagini dal manicomio criminale di Barcellona Pozzo di Gotto.

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