L’identità creativa. Psicoanalisi e neuroscienze del pensiero simbolico e metaforico, Stefano Calamandrei, FrancoAngeli (2016)

calamandreiStefano Calamandrei (2016)

L’identità creativa. Psicoanalisi e neuroscienze del pensiero simbolico e metaforico

FrancoAngeli

Le capacità creative ed elaborative individuali vengono generate dal meccanismo di correlazione associativa e di spostamento interiore che viene appreso nelle prime fasi dello sviluppo, quando si forma la mente infantile e il Sé narcisistico attraverso l’integrazione percettivo-sensoriale, il cross-modal matching promosso dalla madre. Il pensiero metaforico e simbolico si sviluppa insieme alla possibilità di decodificare le sensazioni somatiche in qualcosa di pensabile ma, al tempo stesso, condivisibile. Il simbolismo immaginativo non-convenzionale costituisce l’idioma, la “lingua fondamentale” attraverso la quale sogniamo, parliamo a noi stessi e manteniamo il contatto con gli altri, grazie allo scambio delle identificazioni. Il simbolismo convenzionale del linguaggio e del simbolo matematico permetteranno, invece, attraverso la costituzione del Processo Secondario, l’apertura delle porte del mondo culturale e sociale ad un livello più astratto. Le acquisizioni neuro-scientifiche e la storia dell’evoluzione umana ci consentono di comprendere la specificità del funzionamento sociale del pensiero umano e della sua creatività. Le Neuroscienze, una volta portate nella stanza d’analisi e confrontate con la tecnica psicoanalitica, generano nuove prospettive ma, soprattutto, confermano e spiegano, in maniera ancor più approfondita, molti aspetti della costruzione teorica freudiana e della sua prassi terapeutica. Il libro presenta le differenti ipotesi psicoanalitiche, insieme alle attuali conoscenze neuro-scientifiche ed antropologiche, sullo sviluppo della creatività artistica e del simbolismo metaforico e convenzionale, come l’acquisizione del linguaggio. La conquista del Processo Secondario e della Coscienza da parte di ogni bambino è un percorso graduale, lento, complicato e mai del tutto completato, che consente di uscire dal proprio mondo privato e idiosincrasico per poter usufruire dei vantaggi del rimanere in “contatto” identificativo con gli altri. La creatività è un aspetto costitutivo dell’identità e della soggettivazione, che prende vita quando la mente riesce a fare proprie le percezioni e le sensazioni corporee per poi procedere fino alla creazione di quel magnifico ponte, per comunicare con se stessi e con gli altri individui, che è l’oggetto artistico.

Stefano Calamandrei Psichiatra, coordinatore di strutture riabilitative per giovani psicotici, è Psicoanalista Membro Ordinario SPI, esperto di terapia gruppale, di adolescenti e di patologie gravi, è autore di numerosi articoli ed interventi su psicoanalisi e arte, patologie gravi, disagio giovanile e sua prevenzione.

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