Acting cure – Talking cure

torinoL’enactment come precursore della simbolizzazione: seminari aperti al Centro Torinese di Psicoanalisi 

Seminari aperti

Acting cure – Talking cure

L’enactment come precursore della simbolizzazione

corso Galileo Ferraris 18 – 10121 TORINO

Pure se i modelli interpretativi del funzionamento mentale sono profondamente mutati – e dunque non vi è più ragione di considerare l’azione e il pensiero come alternative che si escludono a vicenda – ciò nondimeno il concetto di acting out persiste in psicoanalisi, mantenendo spesso un significato resistenziale o di attacco alla cura e al pensiero. Da circa vent’anni questo concetto è stato progressivamente affiancato da quello di enactment, usato da alcuni autori per indicare un’interazione tra paziente e analista  – nella quale si realizza una fantasia inconscia di uno dei due ma possibilmente da evitare – che acquista una qualche utilità solo se a posteriori identificata ed esaminata. Utilizzato in questo senso il termine enactment rischia di essere solo un eufemismo che ci toglie dall’imbarazzo di un nesso teorico per certi versi obsoleto (l’azione come scarica dell’impulso concorrenziale al pensiero) ma che sottende in realtà una visione che implica comunque il fallimento dei processi rappresentativi del paziente e dell’analista. Una posizione diversa è sostenuta da quegli autori che concepiscono invece l’enactment non come uno o più eventi particolari che a volte si verificano nella cura, ma come una dimensione costante a tutti gli eventi del trattamento, dei quali solo una parte viene riconosciuta attraverso la comprensione di come le motivazioni inconsce del paziente e/o dell’analista si siano espresse nell’hic et nunc della relazione.

Ci appare dunque oggi particolarmente significativo esplorare sul piano clinico e discutere sul piano teorico tutte quelle numerose vicende analitiche nelle quali solo in seguito a questo impegnativo ma indispensabile transito interpersonale le esperienze fino a quel momento non rappresentabili – ora vissute e/o rivissute emotivamente in prima persona dalla coppia analitica – potranno accedere alla simbolizzazione e a una comprensione autentica e mutativa.

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Vedi anche:

In neuroscienze:

Commento a “Un cambiamento di paradigma”, di Allan Shore, a cura di G.Moccia

in Interviste all’Autore:

Intervista a Marie Rose Moro, a cura di Cristina Simonini

In Libri/Recensioni:

Passaggi segreti, di Stefano Bolognini (Bollati Boringhieri, 2008), recensione a cura di Rossella Valdrè