Filiazione

fliazione ROTA cura di Chiara Rosso

Potremmo definire la Filiazione, dal latino filius “esser figlio” come un termine che accomuna il diritto, l’antropologia e la psicoanalisi e designa le regole in virtù delle quali un individuo acquisisce la sua identità sociale iscrivendosi in un processo di trasmissione di tipo patrilineare o matrilineare. Nella sua accezione originaria, la filiazione riguarda i sistemi di parentela e si struttura sulla base della differenza dei sessi e delle generazioni.(Roudinesco,1997)

FILIAZIONE IN PSICOANALISI

La Filiazione si intreccia col processo identitario dell’individuo, legando insieme il piano biologico con quello simbolico. Allo psicoanalista francese Guyotat(1980) dobbiamo uno studio approfondito dei molteplici aspetti della Filiazione. La filiazione istituita (o giuridica) è socialmente e culturalmente costruita e rappresenta l’ articolazione simbolica in cui l’individuo si colloca nella catena generativa, rispetto agli ascendenti ed ai discendenti. La filiazione immaginaria e narcisistica invece ha a che vedere con una dimensione psichica e fantasmatica che coinvolge il vissuto personale dell’individuo e il suo inserimento nella rete di relazioni presente fin dalla nascita. Infine una terza dimensione è quella della filiazione da corpo a corpo che indica il legame corporeo tra il genitore e il figlio. Quest’ultima dimensione, rispetto alle logiche del legame di filiazione, si situa sul versante del legame con la madre mentre la filiazione istituita su quello del legame col padre inglobando l’area più generale del ‘principio paterno’. Con l’avvento delle nuove frontiere procreative che separano l’atto sessuale da quello fecondativo, si assiste alla diffrazione del processo di concepimento e la filiazione che ne deriva si costituisce come una “rappresentazione biomedica del legame tra parti del corpo e prodotti del corpo” (Zurlo, 2013,5). La fecondazione eterologa ad esempio pone un problema complesso che sfocia su di una situazione ibrida; il sistema di filiazione in questo caso non appartiene né interamente a quella istituita basata sul legame biologico, dal momento che uno dei due genitori biologici è esterno alla coppia, né si struttura come indipendente da essa (come nell’adozione ) poiché il legame biologico non può essere negato né affermato od ancora ignorato per entrambi i membri della coppia .In questo modo la filiazione istituita entra in crisi e ciò è testimoniato anche dalle oscillazioni delle sentenze e dei provvedimenti in campo giuridico (frequenti le cause di disconoscimento di paternità) dove spesso si delega al magistrato prima che al legislatore il compito di introdurre nuove normative onde regolamentare un campo in divenire. Quando la filiazione istituita dunque, non riesce a render conto di quella biologica si crea una situazione di rischio psicologico e come osservano diversi Autori, la presenza di anomalie a livello della filiazione istituita si ripercuote in quella fantasmatica ed immaginaria, accentuandone la dimensione narcisistica. Nota infatti Zurlo :“Il sistema simbolico della filiazione rende pensabile e dicibile ciò che riguardo le origini e la morte, costituisce l’indicibile. Alle situazioni di anomalia della filiazione istituita, quindi corrisponde un vuoto di pensiero e di simbolizzazione che trova espressione sia a livello collettivo che individuale” (ibid.,59). La problematicità che investe la filiazione a seguito delle nuove tecniche di procreazione assistita costituisce un campo in parte inesplorato, oggetto di studi e riflessioni. Per capire il lavoro di elaborazione richiesto a livello individuale, sottolinea ancora Zurlo : “ (…)è necessario interrogarsi sulle fantasie che precedono e sono sottese al concepimento con tale procedimento.”(61) E’ dunque utile dirigere l’attenzione sugli aspetti narcisistici della filiazione e sulla evoluzione della tematica del desiderio in cui la filiazione si iscrive. Come già sottolineava Freud (1914) relativamente al narcisismo del bambino inteso come prolungamento del narcisismo del genitore, possiamo osservare come il bambino si collochi nella catena generazionale come il frutto del desiderio dei genitori. L’investimento narcisistico nei confronti della prole costituisce le basi dell’ individualità e ne garantisce lo sviluppo armonioso. Questi aspetti rinviano al concetto di contratto narcisistico della psicoanalista francese P. Aulagnier (1975)

PSICOPATOLOGIA DEL LEGAME DI FILIAZIONE

Guyotat sottolinea come il disturbo del legame di filiazione si possa realizzare sia nei confronti degli ascendenti che in quello dei discendenti. Nel primo caso annoveriamo ad esempio il delirio di filiazione in cui la persona sostituisce i propri genitori reali con dei genitori immaginari illustri. Nel 1910 gli psichiatri francesi Serieux e Capgras dettero il nome di “interpretatori filiali” a questo tipo di pazienti. Freud si occupò dell’argomento a proposito del Romanzo famigliare dei nevrotici (1909) e nel Caso clinico del Presidente Schreber (1911). Le psicosi puerperali possono invece essere considerate come un delirio di filiazione proiettato sulla discendenza. La madre non si figura di partorire un bambino reale ma bensì un doppio di sé stessa, grandioso e pericoloso al tempo stesso e il bambino immaginario si sovrappone e si sostituisce a quello reale.

FILIAZIONI PSICOANALITICHE

Nella storiografia freudiana Il tema della Filiazione si inscrive nella trasmissione del sapere psicoanalitico dal maestro all’allievo attraverso l’analisi personale o didattica. La filiazione psicoanalitica ripropone una sorta di sistema di parentela poiché la comunità psicoanalitica è paragonabile ad una famiglia patriarcale. Nel 1927, Ferenczi fu il primo ad interessarsi all’analisi degli analisti affrontando la tematica della fine dell’analisi mentre Balint approfondì il processo di formazione degli analisti . Il termine specifico di Filiazione venne introdotto nel corso di un seminario aperto ( Filiations, l’avenir du complexe d’Oedipe 1974-1975) da Granoff , psicoanalista francese di origini russe, influenzato da Ferenczi. La Filiazione psicoanalitica che si sviluppa tra analista e candidato assume una dimensione particolare poiché implica la presenza sul piano transferale e controtransferale di processi consci ed inconsci di grande intensità che, a seconda del grado di elaborazione, influenzano sia il presente che il divenire del futuro analista. Ad un livello istituzionale invece, la natura esplosiva di questi processi qualora essi non siano stati sufficientemente analizzati , sfocia su attitudini di disaccordo, fratture o ancora di atteggiamenti caratterizzati da eccessive lealtà. La funzione dell’IPA ( Associazione Psicoanalitica Internazionale) esprime a tal proposito la necessità di esercitare un ruolo di sostegno e di mediazione tra i vari gruppi locali, all’interno della comunità psicoanalitica.(De Mijolla, 2002, Napolitano 1999)

BIBLIOGRAFIA

Aulagnier P. (1975). La violence de l’interprétation. Du pictogramme à l’énoncé. Paris, PUF.
Balint M.(1948) On The Psychoanalytic Training System. Int.J.Psycho-Anal., XXIX,p.163-173. Trad.it.: Il sistema didattico in psicoanalisi. In: L’Analisi didattica in psicoanalisi (a cura di Gino Zucchini). Rimini, Guaraldi, 1975,p.17-47.
De Mijolla A.(2002) Dictionnaire International de Psychanalyse. Paris, Calmann-lévy.
Ferenczi S. (1927)Il problema del termine dell’analisi. In: Opere vol.IV, Milano, Raffaello Cortina,2002, p.14-22.
Freud S.(1909) Il romanzo familiare dei nevrotici. O.S.F.,5.
Freud S.(1911) Caso clinico del presidente Schreber. O.S.F.,6.
Freud S.(1914) Introduzione al narcisismo.O.S.F.,7.
Granoff W(19759. Filiations. Paris, Minuit,1975.
Guyotat J. (1980) Mort, naissance et filiation. Etudes de psychopathologie sur le lien de filiation.Paris, Masson.
Napolitano F.(1999)La filiazione e la trasmissione nella psicoanalisi.Sulla consegna transgenerazionale del sapere.Roma, Franco Angeli.
Roudinesco E. Plon M. (1997) Dictionnaire de la Psychanalyse.Paris, Fayard.
Zurlo M.C (2013)La filiazione problematica. Saggi psicoanalitici (a cura di).Napoli, Liguori.

Ottobre 2014