Dibattiti IPA: le nuove famiglie

Le nuove famiglie

Il modello tradizionale di famiglia, fondato sui legami biologici e su una concezione definita dei ruoli maschile e femminile, sta attraversando una profonda trasformazione dovuta sia a fattori socioculturali sia ai progressi nel campo scientifico e tecnologico. Nuove configurazioni rispetto al genere e alle connessioni biologiche sfidano le nostre teorie e ci invitano a esplorare questi temi, così da permetterci di aiutare i nostri pazienti ad affrontare i rischi e le opportunità offerte da questi nuovi legami d’amore.

Il dibattito online “Nuove Famiglie: cos’ha da dire in proposito la psicoanalisi” che ha preso avvio il 3 febbraio e si concluderà il 28 marzo, sarà coordinato da Kimberly Scholefield Kleinman, The Contemporary Freudian Society, CFS, USA

Tre brevi presentazioni di:

-Mali Mann, American Psychoanalytic Association, APsaA, USA,

-Anna Maria Nicolò Corigliano, Società Psicoanalitica Italiana, SPI, Italia, 


-Janine Puget, Asociación Psicoanalítica de Buenos Aires, APdeBA, República Argentina

apriranno il dibattito. 

Benvenuti al dibattito online inaugurale dell’IPA sulle Nuove Famiglie

Introduzione al dibattito da parte della chair Kimberly Scholefield Kleinman

Vorrei ringraziare Mali Mann, Anna Maria Nicolò e Janine Puget per i loro contributi e lo staff dell’IPA, soprattutto Rhoda Bawdekar, per il suo impegno nel mettere in moto questo dibattito.

I nostri relatori hanno scritto contributi creativi sui problemi di teoria e di clinica che vengono posti dalle nuove famiglia e sui quali per estensione noi tutti dobbiamo riflettere, al fine di padroneggiare le fantasie sull’alterità che queste nuove configurazioni ci suscitano.

Tutti e tre questi scritti evidenziano tre nuove tendenze di fondo.

La prima concerne i cambiamenti culturali che riguardano la rimozione sessuale e su come si costituisca una famiglia. Mentre un tempo l’unica famiglia socialmente accettata era costituita da un uomo e una donna uniti in matrimonio, ora ci sono madri single, genitori dello stesso sesso e famiglie ricomposte.

La seconda tendenza riguarda i progressi nella tecnologia medica e riproduttiva. Questi includono la maternità surrogata, la fecondazione in vitro, l’inseminazione artificiale informale e formale, l’intervento medico intensivo sulla fertilità, così come i progressi della medicina neonatale.

La terza tendenza è nel cambiamento nelle pratiche di allevamento del bambino che comprendono il parlare di riproduzione ai bambini in modo meno folkloristico e più realistico. Tuttavia, la capacità dei bambini di capire cosa sia la riproduzione varia in base al loro livello di sviluppo. In Europa, nelle Americhe e nelle Filippine si usava dire ai bambini che era la cicogna a portare i nuovi nato. Che cosa dovremmo dire loro adesso?

In “L’avvenire di un’illusione (1927), S. Freud fa riferimento al racconto della cicogna: “Anche qui stiamo dicendo la verità in forma simbolica, perché sappiamo che cosa significhi il grande uccello”. La cicogna era un mito dominante nel parlare con i bambini dei fatti della procreazione. Tuttavia, possiamo anche pensare al tempo in cui la storia della cicogna era dominante, come a un tempo in cui il fatto evidente che alcune famiglie si formavano al di fuori delle condotte riproduttive e sessuali socialmente sancite, era spesso nascosto come vergognoso. Anche se ora pensiamo alla storia edipica come a un modello per descrivere la gelosia e la rabbia tra le generazioni, ci racconta anche la rabbia pericolosa e omicida del bambino adottato, una dinamica che troviamo anche implicita nella commedia ” The Bad Seed”. Forse queste storie sono esemplari, racconti che mettono in guardia contro la rottura delle norme su cui si costruisce la famiglia. Ma il coraggioso nuovo mondo è qui e dobbiamo negoziare le fantasie di pericolo che i bambini, ma anche gli adulti hanno nell’attraversare questo territorio inesplorato .

I nostri tre autori delineano i concetti con cui è alle prese la nostra società e le singole famiglie e aprono la porta all’esplorazione  di nuovi modi nel creare la relazione genitore-figlio .

Anna Nicolò mette in luce perdita dei miti con cui deve confrontarsi la famiglia adottiva, in particolare nell’adozione internazionale. Sottolinea  anche come le famiglie migranti sperimentino una simile perdita di “tradizioni e atmosfere familiari, storie e miti , idiomi e silenzi, riferimenti culturali e sociali “.

Mali Mann tratta dell’impatto prodotto nella psicologia del genitore e del bambino dall’uso delle tecniche riproduttive. Cosa viene comunicata al bambino? Che cosa è tenuto segreto? Ma noi possiamo fornire un ambiente di holding sicuro per i genitori e per i bambini che sono i pionieri di questi nuovi territori.

Janine Puget ci offre un’introduzione agli strumenti concettuali che ci aiuteranno a vedere e a capire la struttura di base della famiglia. Che forma prendono i legami quando non sono stabiliti per dovere? Possiamo iniziare a pensare alla struttura familiare come separata da ruoli di genere e concentrarci sull’attaccamento o sui legami di cui i bambini hanno bisogno.

Tutti e tre gli autori evidenziano il fatto che, attualmente,  le nuove famiglie sono all’opera senza i miti e tradizioni tramandate dalle generazioni precedenti. Questo comporta sia libertà sia incertezza. Nelle generazioni precedenti si raccontava la storia della cicogna per spiegare come si era costituita la famiglia. Forse grazie a questo dibattito, o a questa la discussione, potremo iniziare a pensare cosa dire ai bambini ora . 

Kimberly Scholefield Kleinman

Contemporary Society freudiana

New York City 

Traduzione a cura di Cristina Saottini

Febbraio 2014

Per accedere al dibattito clicca QUI

Traduzione di Anna Maria Nicolò

 Traduzione di Mali Mann