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9-11 giugno 2017 VIENNA Parlare ai pazienti di cose che non vogliono sapere

Vienna Psychoanalytic Academy, 9-11 Giugno 2017

A Vienna, anche quest’anno la VPA- che comprende colleghi appartenenti alle due società psicoanalitiche viennesi- organizza due interessanti giornate di intenso lavoro clinico e discussione in piccoli gruppi con moderatore, strutturate secondo il metodo CCM ( Comparative Clinical Methods) che è stato sviluppato nel corso degli anni dai gruppi di lavoro ad hoc della FEP. Il CCM viene utilizzato per lavorare approfonditamente sul materiale – di solito si tratta di due sedute- presentato al gruppo da un collega.

La discussione si struttura in due momenti: nel primo ci si focalizza sul lavoro dell’analista in seduta, concentrandosi sulla funzione di ciascuno dei suoi interventi (step one); nel secondo si cerca di costruire quale sia il modello di lavoro psicoanalitico del presentatore (step two). Quanto viene fuori dalla discussione di gruppo viene poi riportato e ulteriormente discusso nei mesi successivi nel gruppo dei moderatori, e le ulteriori elaborazioni che emergono vengono inviate e condivise con coloro che hanno fatto parte del gruppo di lavoro e con il presentatore.

Il tema di quest’anno è stato scelto a partire dalla constatazione che nel corso di un’analisi, ad un certo punto, accade che l’analista ritiene utile parlare al paziente di quanto l’altro non vuole o ha timore di conoscere- termini come inconscio, scissione, rimozione e negazione sono spesso invocati per descrivere ciò che i pazienti non sanno e/o in che modo riescono a non sapere.

Gli analisti spesso ritengono che i pazienti che non vogliono venire in contatto con i propri pensieri, o riconoscere di sentirsi vulnerabili, o magari bisognosi, dipendenti, odiosi, amabili, criminali, crudeli, invidiosi o altro. Tuttavia non sempre risulta chiaro come ciò funziona o in che modo un analista ritiene possa essere affrontato ed elaborato, e su questi interrogativi l’incontro di Vienna invita i partecipanti a confrontarsi.

(a cura di M.G. Vassallo)

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