In memoria di Anna Maria Galdo

Alla Vigilia di Natale ci colpisce una notizia tristissima: se ne è andata la decana della Società Psicoanalitica Italiana, la professoressa Annamaria Galdo, all’età di 97 anni. Già Professore Ordinario di Psicologia Dinamica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Membro Ordinario e Didatta della Società Psicoanalitica Italiana (SPI), esperta per la psicoanalisi dei bambini e degli adolescenti contribuì alla costituzione del Centro Napoletano di Psicoanalisi (1981).

Ciò che ha caratterizzato la sua vita è stata una continua, intensa e appassionata curiosità agli aspetti emotivi degli esseri umani e, da quanto più volte raccontato, il suo interesse per i bambini fu stimolato nell’osservare i bambini vittime della guerra, orfani, traumatizzati, bisognosi. “Per me questo era stato determinante per la scelta di diventare psicoanalista. Poi, proprio nel riflettere sulle problematiche dei bambini vittime di guerra, non ho più abbandonato l’interesse per la psicopatologia infantile e per la sua terapia. Questo ha influito su tutta la mia formazione di psicoanalista e sulla mia professionalità che ha acquistato in questo senso e per quell’epoca caratteristiche specifiche e per la mia città anche uniche“(Nota 1).

Coltivò il suo interesse frequentando vari ambienti. Incontrò il Prof. Giuseppe Giulio Giordano, Neuropsichiatra Infantile, che negli anni ‘49-’50 stava organizzando a Napoli un centro di psicopedagogia così come lo aveva già aperto a Roma il Prof. Giovanni Bollea con cui la Galdo aveva collaborato.  

Grazie alla sua formazione psicoanalitica con Perrotti e Servadio, nel 1955 incontrò Lebovici e Diaktin a Parigi e, successivamente, presso il Child Psychotherapy Departement del Massachusset Hospital di Boston,  conobbe anche Helene Deutsch e la sua famiglia. Collaborò con il gruppo di psicoterapeuti della Tavistock Clinic di Londra e con Gianna Polacco fondando a Roma un centro di formazione di psicoterapeuti infantili e collaborò costantemente  con Donald Meltzer e Martha Harris.

Nel 1959 lasciò Roma dove lavorava presso l’Istituto di Psicologia del CNR e tornò a Napoli. Lì iniziò una collaborazione con il prof. Gustavo Iacono dove curò tanto la formazione degli studenti e la ricerca.   

I suoi interessi, nell’ambito della ricerca psicoanalitica, sono stati indirizzati alle problematiche riguardanti la separazione, lo sviluppo del linguaggio e la trasformazione della relazione primaria con contributi, tra gli altri, sul significato delle parole e sull’origine dell’amore per il padre (Nota 2).

Ha continuato fino a poche settimane fa a studiare generosamente con tutti noi, a riflettere e a cercare di comprendere le dinamiche psichiche. Ciò che ha caratterizzato il suo modo di essere è stata la fiducia riposta costantemente nel metodo analitico e la fiducia nel proprio setting interno che rappresentano (così dichiarava) il vero sostegno dello psicanalista, fantasmi di continuità e protezione presenti anche quando all’esterno della stanza sono andati perduti. E’ proprio il setting interno che, attraverso il silenzio, l’ascolto e la fiducia   accompagna e prepara alle novità dell’incontro, permette l’irrompere delle emozioni, la comprensione e la loro modulazione non solo con il paziente adulto ma soprattutto nelle analisi dei bambini e degli adolescenti che consentono di esperire l’irruzione repentina dell’inconscio.

Note:
1-Sito SPIWEB – 
Intervista ad Annamaria Galdo a cura di Mirella Galeota 2011
2- 
Ricordo e narrazione nella clinica psicoanalitica in Rappresentazioni e narrazioni (a cura di Ammaniti M.; Stern D.N.)- Editori Laterza – Bari-1997
L’immaginario nella pratica analitica in Fantasia e realtà nelle relazioni interpersonali (a cura di Ammaniti M.; Stern D.N.) – Editori Laterza – Bari-1995

Ricordandola a tutti vorrei riportare una sua poesia del suo I libro di poesie:

Ottanta sono gli anni

6 dicembre 2001
La palma ricca
cresce nell’abbraccio
di una cipressa antica
oscura lo spazio
ed è ricordo di queste sequoie lontane.
Il pensiero si estende
in rami millenari
nel verde del silenzio
gli uomini sono insetti vivi
hanno passi soffici e veloci.
La parola è terra l’erba la ricopre.

Mirella Galeota