Il trauma: il trattamento psicoanalitico

trauma1A cura di Rosa Spagnolo

Hai vissuto un’esperienza traumatica e quindi  sei assalito  da emozioni che non controlli  e/o da ricordi improvvisi e spaventosi che ti lacerano?  Da allora vivi come se fossi in costante pericolo;  ti senti incapace di affrontare gli eventi quotidiani perché sovraccaricati di ansie e preoccupazioni che rendono ogni decisione difficile da assumere?

Oppure

ti senti intorpidito, strano, quasi distante  da quanto avvenuto, come se  l’evento  non ti riguardasse e quasi non  riesci più a fidarti di nessuno?

A volte

ti senti ipervigile, sempre in allarme ed anche un piccolo evento ambientale (un rumore, una luce, un insieme di persone ecc.)  ti irrita e ti infastidisce senza un motivo apparente?

 

Non sempre è importante l’evento oggettivo che ha scatenato questa tempesta emozionale:  un  disastro naturale, la perdita di una persona cara, un improvviso abbandono, un furto, violenza privata, vessazioni ripetute in ambito familiare o professionale, la perdita del lavoro, tutto può agire da causa scatenante. Ciò che conta è la reazione emotiva abnorme che non ti permette di reagire adeguatamente e con lucidità.

In questo articolo:

 

Quando parlare di trauma

trauma2Il trauma psicologico è il risultato di un evento particolarmente stressante o di una serie di eventi  apparentemente non stressanti, ma capaci di agire nel tempo con effetto cumulativo. L’effetto traumatico di un evento si traduce in  perdita delle nostre certezze sul presente e sul futuro, messa in allarme costante con tensione emozionale e fisica. Sentimenti ricorrenti di impotenza e vulnerabilità.

Non necessariamente e non sempre ricorrono gli estremi  di morte o minaccia per la propria incolumità, ma qualunque situazione che induce sentimenti di impotenza e sopraffazione, anche senza danni fisici è potenzialmente traumatica. Infatti non sono gli eventi esterni a determinare la portata di un trauma, ma il vissuto soggettivo del trauma legato alla persona (storia, costituzione  psichica e costellazione affettiva).

Un evento può rivelarsi traumatico quando:

▪      Si ripete nel tempo oppure la minaccia dell’evento è ripetuta e continuativa, anche se poi questo non si verifica

▪       La sua portata  è  superiore alla  forza di resistenza individuale

▪      Si è in balia di qualcuno o di qualcosa (causa del trauma), dai quali non si può sfuggire

▪      Si è verificato  durante l’infanzia

▪      E’ stato completamente inaspettato ed ha agito improvvisamente in maniera incontrollabile, interrompendo il normale flusso della vita

▪      Quando viene a mancare la protezione che aiutava a sopportare eventi tendenzialmente traumatici

 

Quando cercare aiuto

trauma3I grandi eventi traumatici dovrebbero essere immediatamente accompagnati da un sostegno psicologico che aiuti a superare le difficoltà del momento, per passare poi al lavoro di ripristino di una funzionalità psichica non più centrata intorno all’immediatezza dell’ evento traumatico ma sul restauro di difese in grado di far fronte al trauma.
Un intervento psicoanalitico specifico aiuta a superare il momento traumatico (riavviare il futuro liberando il presente dal peso del trauma) attraverso il  processo di rielaborazione  del trauma.
Come avviene questo lavoro?

 

Il trattamento: Cenni di terapia psicoanalitica  del trauma

trauma4Il trattamento del trauma con tecnica psicoanalitica consiste essenzialmente in un lavoro condiviso terapeuta e paziente di elaborazione e superamento delle condizioni che hanno prodotto il trauma, storicizzandolo e includendolo in un momento passato non continuamente riattualizzabile. Cioè la finalità della cura comporta la possibilità di relegarlo ad un esperienza del passato, esperienza trasformativa, ma non più generativa di ulteriori elementi traumatici.

Attraverso una prima fase di recupero della fiducia delle proprie possibilità di affrontare il trauma, sperimentata nella relazione con il terapeuta vissuto come  figura rassicurante e sostenitiva,  si avvia il processo analitico sulla strada che porta al recupero di tutti quegli elementi della vita del paziente che possono offrire un sostegno attivo alla cura. Questi elementi variano da paziente a paziente perché intrinsecamente connessi alla sua storia, al suo temperamento, a modalità proprie di affrontare il trauma. Modalità che possono aver prodotto sintomi quali: ansia, caduta del tono dell’umore, evitamenti fobici, incubi persistenti, attacchi di angoscia improvvisa con o senza ricordi legati all’evento.

Successivamente, una volta consolidata la relazione terapeutica, inizia il lento lavoro di rielaborazione del trauma per sottrarlo, a seconda dei casi, alla ripetitività, all’attualizzazione di memorie angoscianti o al diniego dell’avvenimento. Quest’ultimo meccanismo  produce grandi dissociazioni che non permettono di  rivivere il trauma perché confinato in uno spazio fisico o mentale non accessibile all’elaborazione. E’ questo il caso del Trauma Relazionale Precoce di cui riportiamo in seguito il processo di cura.

 

Per saperne di più

 

Cause frequenti di trauma

trauma6Le cause in grado di produrre un trauma psicologico sono altamente variabili. Un evento può essere causa di un trauma sia per l’intensità con cui aggredisce, che per la frequenza ripetuta nel tempo oppure per  una  particolare debolezza fisica o psichica di chi subisce l’evento. In quest’ultimo caso anche un evento minimo, che mai avrebbe potuto generare un trauma, legandosi a vissuti di fragilità interiore  ha la capacità di traumatizzare.

 

CAUSE FREQUENTI DI TRAUMA

  • Grandi eventi e catastrofi naturali
  • Incidenti d’auto
  • Perdite significative
  • Perdita del lavoro e mobbing
  • Rotture di relazioni amorose
  • Malattie gravi o invalidanti
  • Episodi  ricorrenti di delinquenza
  • Malvessazioni e umiliazioni familiari e professionali
  • Violenza privata
  • Lesioni in parti del corpo necessarie per lo svolgimento di particolari attività (ad esempio patiche professionali o sportive che comportino perdite di udito o vista

 

Vulnerabilità al  trauma

trauma7Esiste molta letteratura su come resistiamo o non resistiamo al trauma e quindi su come il trauma sollecita o meno la nostra reazione; l’importante è sapere che non tutti gli eventi con le caratteristiche sopra descritte sono traumatici e molte situazioni apparentemente non traumatiche invece, alla lunga generano traumi e danni psichici permanenti.

Ne sono un esempio i traumi infantili i quali durante l’infanzia non hanno mai dato alcun segno di sé (traumi silenti e traumi cumulativi), e che successivamente, in età adulta manifestano la loro potenzialità traumatica generando effetti psicologici devastanti. E’ la condizione descritta anche dagli psicoanalisti come aprés coup: un evento distante nel tempo (apparentemente senza forza traumatica) riprende vigore  successivamente  in seguito ad un banale evento attuale. La causa scatenante dell’evento è attuale, ma le motivazioni sono da cercare nel precedente evento rimasto a lungo silente.

 

I sintomi

Alcuni sintomi appaiono nell’immediatezza e sono da considerarsi reazioni fisiologiche all’evento traumatico, questi possono organizzarsi in un complesso sintomatologico  (DSM-5: Trauma and Stressor-Related Disorders) attraverso cui in maniera patologica, promuovono  l’adattamento al reale.

Nell’immediato

  • Shock, incredulità
  • Rabbia e irritabilità
  • Confusione e disperazione
  • Ansia e paure accentuate
  • Tensione muscolare
  • Tachicardia
  • Nervosismo e agitazione

Successivamente nel tempo

  • Negazione
  • Intrusione improvvisa di ricordi legati all’evento
  • Intorpidimento
  • Difficoltà di concentrazione
  • Stanchezza e spossatezza
  • Sbalzi d’umore o tristezza
  • Ritiro e senso di vergogna
  • Gli incubi, i  ricordi improvvisi e persistenti  o le reazioni stereotipate (nei bambini sotto forma di gioco ripetitivo e stereotipato) possono manifestarsi fin da subito o nel tempo; la loro caratteristica è la persistenza anche quando l’evento traumatico sembrava essere stato superato.

Il dolore è una normale reazione al trauma e non può essere considerato un sintomo da alleviare con terapie e farmaci.  E’ indotto dall’evento traumatico e serve  per rimanere in contatto con il proprio mondo interno, pertanto  deve essere considerato come un prezioso alleato per superare le difficoltà attuali.

Il Trauma  Relazionale Pecoce

(in collaborazione con il Dr. Francesco Castellet y Ballarà)

trauma9Possiamo definire il Trauma Relazionale Precoce(TRP) in termini di disconferma dello stato del Se’  dell’infans (il bambino da 0 a 2 anni di età)  da parte di una figura di attaccamento,  ovvero come la disconferma della propria realtà affettiva interna in cerca di validazione nel rapporto con l’altro.

L’utilizzo della parola disconferma di origine sistemico-cognitivo, per quanto pregnante  non ci aiuta a cogliere la dimensione affettiva e il vissuto dell’infans che sono invece il punto essenziale nella determinazione ed evoluzione del trauma.
Più accurato e’ il termine mortificazione, nel senso di messa a morte psichica, in quanto trattandosi di uno stato psichico nascente/emergente rende  meglio l’idea  della formazione di una difesa così massiccia, come la dissociazione patologica,  che viene messa in atto e mantenuta per tutta la vita ad un prezzo particolarmente alto.

Il trauma, quindi,  produce uno stato autoipnoide, come fuga dove non c’e via di fuga secondo la classica definizione di Putnam ( Putman F.W., Trickett P.K.,1997), che mantiene dissociato l’affetto traumatico legato a quella particolare  relazione Stato del Se’-Altro significativo disconfermante.
I confini tra i vari stati del Se’ e quello stato del Se’ disconfermato/mortificato /messo nella cripta, si irrigidiscono e non e’ più possibile che avvengano scambi internamente.

Allo stesso modo  anche gli scambi con l’esterno, ovvero con altre menti, risultano alquanto alterati.  Potremmo  dire che la mente, da allora in poi, lavora come in una economia di guerra: chiusa agli scambi sia internamente che esternamente, paranoica, affamata e ridotta al silenzio.
Il residuo affettivo,  inelaborato e inelaborabile in solitudine, del trauma relazionale precoce mantiene la mente in allarme come,  nella suggestiva metafora di Bromberg, un’ombra minacciosa:  l’ombra dello Tsunami della disconferma/uccisione di uno stato del Se’ nascente,  ma essenziale alla vita.

Tanto  più  si è  in  rapporto di dipendenza e inferiorità con l’altro (cioè impossibilitati ad affrontarlo/fronteggiarlo),  tanto più il  conflitto interpersonale si sposta  sul piano intrapsichico. Si accende così una grave conflittualità tra il Se’ traumatizzato e i restanti Se’ che non lo accolgono e non lo curano, il mosaico dei Sé  si irrigidisce e perde la sua intrinseca fluidità  e mobilità.

La  portata traumatica di un evento che avviene nell’infanzia successivamente ai 2 anni di etá non è facilmente prevedibile.

A volte l’adattamento infantile post traumatico è adeguato alla normale evoluzione verso l’età adulta, altre volte eventi traumatici che agiscono nell’infanzia lasciano un segno indelebile in termini di vulnerabilità o patologia manifesta.

Le situazioni potenzialmente traumatiche nell’ infanzia sono quindi tante, alcune ambientali ed altre soggettive. La risposta ambientale al trauma (il take care del care giver) è essenziale per meglio “ammortizzare”  gli effetti dell’evento stressante.

Si segnalano alcuni eventi ( a gradiente variabile)  in grado di  traumatizzare il bambino

  • abusi e maltrattamenti familiari
  • abusi e maltrattamenti extradomestici ( a scuola o tessuti  urbani ed extraurbani degradati)
  • alcoolismo e dipendenze da sostanze in famiglia
  • perdita di un genitore
  • esposizione alla malattia grave propria o di un familiare significativo
  • ambiente instabile (relazioni parentali instabili o spostamenti frequenti)
  • grandi interventi chirurgici o procedure mediche intrusive
  • negligenze e trascuratezza nella cura
  • abbandoni precoci
  •  l’elenco potrebbe arricchirsi di eventi significativi che possono indurre reazioni immediate o differite di stress traumatico

Trattamento del Trauma Relazionale Precoce

trauma10Il trauma dissociato nel passato, “come se non fosse mai avvenuto”, occupa il presente e il futuro come una profonda certezza, non necessariamente consapevole, che il rifiuto e il disconoscimento  del proprio stato del Se’ continueranno a verificarsi.

Il paziente traumatizzato rimane così sempre all’erta di una possibile ripetizione del trauma, con grande difficoltà a gestire le relazioni interpersonali.
Questo comporta  una forte sensibilità nello scambio con l’analista il quale quindi,  avrà una particolare attenzione alle comunicazioni non verbali, particolarmente delicate per non ri-traumatizzarlo. Aiuterà il paziente nel lavoro di simbolizzazione degli affetti dissociati partendo dalla condivisione non verbale/sub-simbolica della paura, del dolore e del non riconoscimento degli  stati di disconferma  del Sé traumatizzato.  Poter  sentire insieme l’esperienza riparatrice della rottura traumatica restituisce la fiducia di base nell’altro e permette il ripristino di una funzionalità psicoaffettiva bruscamente interrotta dall’esperienza di coinvolgimento traumatica.