6 novembre 2015, GENOVA, Da Sigmund Freud Totem e Tabu

06/11/2015, 09/11/2015

venerdì 6 novembre alle ore 17.30 – Inaugurazione della mostra

lunedì 9 novembre alle ore 17.45 – convegno

“Da Sigmund Freud Totem e Tabu”

Si inaugura il 6 novembre 2015 alle 17.30 a Genova presso Palazzo Ducale ( spazio aperto Cortile Maggiore) la mostra di Claudio Costa: “Da Sigmund Freud TOTEM e TABU’”. Resterà aperta da martedì 10 novembre a domenica 15 novembre (ore 15.00-19.00, ingresso libero ).
L’opera TOTEM e TABU’ dell’artista Claudio Costa (1942-95), resa pubblica per la prima volta e ispirata all’omonimo saggio di Freud (1912-1913), si presenta come un libro illustrato (20 pagine più le 4 di copertina) realizzato direttamente sulle pagine dell’opera di Freud.

Claudio Costa “mischia sapientemente (ma anche oniricamente, seguendo libere associazioni e reveries) spunti, tecniche, correnti, simbologie e riferimenti che spaziano dalla storia dell’arte alla psichiatria, dalla sociologia alla religione, dall’antropologia e dalla psicoanalisi alla mitologia” (Chiara Pasetti, in “Il giornale dell’arte” http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2015/11/125195.html).

La vicenda artistica di Claudio Costa incrocia la storia dell’ex ospedale psichiatrico di Genova-Quarto diretto dal 1978 al 1994 da Antonio Slavich, primo collaboratore di Franco Basaglia nell’esperienza dell’Ospedale Psichiatrico di Gorizia. Claudio Costa aveva trasferito a Quarto il suo atelier e fondava nel 1988 insieme a Slavich “L’Istituto Materie e Forme Inconsapevoli (IMFI)”, nome ispirato al “Museo do Incosciente” di Rio de Janeiro, fondato dalla psicoanalista Nise de Silveira, che Slavich aveva conosciuto in un suo soggiorno brasiliano.
Negli anni in cui Costa aveva lavorato a Quarto era stato importante in particolare il rapporto con l’artista Davide Mansueto Raggio, ricoverato da molti anni nell’Ospedale Psichiatrico di Quarto.
Nel 1995 con l’improvvisa morte di Costa l’IMFI si trasforma in “Museattivo Claudio Costa” che nel tempo avrebbe ospitato opere non soltanto di pazienti di vari atelier, ma anche di artisti professionisti italiani e stranieri (oltre a Davide Mansueto Raggio, Daniel Spoerri, Aurelio Caminati, Rocco Borrella, Stefano Grondona).

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