Cicli di Conferenze del CMP.2) Il trattamento psicoanalitico della patologia borderline:indici prognostici e fattori terapeutici

Dal 06/02/2013 to 19/06/2013

2) IL TRATTAMENTO PSICOANALITICO DELLA PATOLOGIA BORDERLINE:INDICI PROGNOSTICI E FATTORI TERAPEUTICI

(L. Bergamaschi, C. Davalli, G. Giustino, V. Greco, G. Mattana) 

MERCOLEDì 6 FEBBRAIO 2013

Il trattamento psicoanalitico della patologia borderline: indici prognostici  e fattori terapeutici.

(L.Bergamaschi, C. Davalli, G. Giustino, V. Greco, G. Mattana)

MERCOLEDì 27 FEBBRAIO 2013

Difficoltà cliniche nel trattamento di una paziente borderline (G. Giustino)

MERCOLEDì 27 MARZO 2013

Il carattere dell’aggressività nelle patologie borderline (L. Bergamaschi)

MERCOLEDì 24 APRILE 2013

L’ascolto delle organizzazioni patologiche della personalità nella patologia borderline  (V. Greco)

MERCOLEDì 22 MAGGIO 2013

Il difetto di funzione riflessiva e di empatia nel disturbo borderline di personalità (C. Davalli)

MERCOLEDì 19 GIUGNO 2013

L’analisi del paziente borderline: trauma, relazione analitica e transfert (G. Mattana)

DATE DEGLI INCONTRI H 21.00 – 23.30

Il nostro gruppo di ricerca lavora da quasi quattro anni su questo tema.Attraverso l’approfondimento di modelli psicoanalitici teorico-clinici (Bergeret,Kernberg, Gabbard, Fonagy e altri…) ci siamo proposti di confrontare lo “spettro” dei disturbi borderline di personalità, definendone la tipologia in base a criteri di psicopatologia psicoanalitica e studiando i modelli che appaiono più efficaci nel trattamento. Analizzando il materiale clinico, abbiamo cercato di mettere a fuoco quali siano le caratteristiche dell’intervento terapeutico,implicite ed esplicite, che in maniera rilevante favoriscono o non favoriscono l’evoluzione di questi pazienti. Accanto a parametri di natura descrittiva, abbiamo dato rilievo all’impossibilità di raggiungere la posizione depressiva, all’uso della rabbia come eccitante, alla presenza di organizzazioni narcisistiche della personalità e al controllo onnipotente dell’oggetto. Abbiamo inoltre evidenziato il ruolo del trauma come fattore dinamico-etiologico fondamentale.Fra gli indici prognostici favorevoli,abbiamo individuato la regolare presenza di quella che potremmo definire “parte residuale sana”,in altre parole una parte della personalità“sopravvissuta” all’esperienza traumatica.Le potenzialità di tale parte, sanamente dipendente e capace di evoluzione, sono tuttavia ostacolate dalle organizzazioni psicopatologiche che frequentemente abitano la personalità di questi pazienti,attaccando l’esperienza di dipendenza evolutiva dal terapeuta. Sul versante dell’analista, il fattore terapeutico decisivo sembra invece essere legato alla capacità di evitare la ripetizione degli attaccamenti traumatici del passato.Pensiamo che la psicoanalisi abbia detto e fatto molto in questo campo e ci siamo concentrati sullo sforzo di sistematizzare i diversi contributi. Nei seminari, il gruppo  proporrà all’attenzione e alla discussione alcuni indici, individuati come importanti  per l’ evoluzione favorevole o sfavorevole del trattamento.