Cicli di Seminari del CMP. VI) Il campo analitico

Dal 13/02/2013 to 26/06/2013

6)IL CAMPO ANALITICO

(F. Mazzacane)

MERCOLEDI 13 FEBBRAIO 2013

Aspetti storici e idee base del modello di campo

MERCOLEDI  6 MARZO 2013

Fattori terapeutici

MERCOLEDI 10 APRILE 2013

I personaggi come indicatori diagnostici

MERCOLEDI 8 MAGGIO 2013

Aree di confine: la personalizzazione del modello

MERCOLEDI 29 MAGGIO 2013

Il modello di campo nelle istituzioni

MERCOLEDI 26 GIUGNO 2013

Effetti collaterali del modello di campo

Il concetto di campo analitico nasce negli anni sessanta dai lavori di W. e M. Baranger., la loro premessa è che la coppia analitica crei un campo dinamico tra due persone che “rimangono ineluttabilmente connesse e complementari fintanto che condividono la situazione analitica e coinvolte in un singolo processo dinamico. In questa situazione nessun membro della coppia può essere capito senza l’altro.” La prospettiva bi-personale del modello di campo presuppone che la patologia del paziente non entri nel campo se non in r pporto alla persona dell’analista, il quale contribuisce inevitabilmente,  con le sue macchie cieche, al manifestarsi della patologia del campo. Questo modello contiene già in sé, nel suo riferirsi ad un concetto polisemico (quello di campo) un alone di indeterminatezza che richiede di essere definito attraverso processi di contaminazione, sia  con il pensiero di vari analisti sia con discipline diverse. In Italia, nello sviluppo che ha avuto attraverso autori come Corrao, Gaburri, Ferro è stata fondamentale l’integrazione con il pensiero di Bion e con la narratologia. I seminari presenteranno l’evoluzione che hanno avuto alcuni concetti fondamentali della psicoanalisi in un modello di campo (transfert, controtransfert, interpretazione, acting out, reazione terapeutica negativa).Da un punto di vista clinico, cercheranno di sviluppare l’idea della psicoanalisi come crisi, un susseguirsi di malattie del campo analitico più o meno gravi che la coppia analitica deve affrontare, cercando di superare gli assetti relazionali patologici per sviluppare una “memoria anticorpale” che il paziente porterà con sé.