CVP – La melanconica terra di nessuno. Padova, 29 settembre 2018

29/09/2018

CENTRO VENETO DI PSICOANALISI

La melanconica terra di nessuno

Padova

“Terra di nessuno, ombelico della psiche, cripta del silenzio” sono le metafore che Patrizia Cupelloni adotta per indicare
quell’area dello psichico in cui si colloca la melanconia, dove l’Io e l’oggetto sono così indifferenziati che stentano a costituirsi come identità separate, dove sembra che l’oggetto manchi, sfumi nell’informe, e si produca una sorta di identificazione con il nulla.
Un luogo che rimanda a una nostalgia di un legame in formazione, un’area affettivizzata condivisa, dove non può formarsi rappresentazione, al più “qualcosa si sente”, pur essendo una risorsa generativa di affetti in cerca di parola.
A questo livello è necessario uno “sguardo”, un riconoscimento che faccia da ponte verso l’altro, verso la parola.
La parola è nesso e strappo, unisce e separa, ma prima della parola? Silenzio.
Eppure senza una disposizione alla melanconia non c’è psichismo. Per questo carattere universale, costitutivo della condizione umana, la melanconia, delicato e doloroso livello dell’organizzazione psichica, è legata al dolore dell’oggetto assente e alla relativa ricerca di senso.

 

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