I musicisti e la Shoah. Espressionismo e Dodecafonia 8-9 febbraio 2012 Genova

08/02/2012 alle 00:01

Giorno della Memoria 2012

 

La Biblioteca Universitaria di Genova
in collaborazione con l’Università di Genova
e con il Goethe-Institut Genua

ha il piacere di invitarLa

alle Giornate di studio

 

 

I musicisti e la Shoah

Espressionismo e Dodecafonia
mercoledì 8 e giovedì 9 febbraio 2012

 

Università degli Studi di Genova
Facoltà di Lettere e Filosofia – Aula Magna
Via Balbi, 2

 

Mercoledì 8 febbraio 2012

Ore 15

Saluti delle autorità e presentazione

 

“La totalità e l’eccezione. Il nazismo e la crisi della ragione, dagli anni di Weimar alla Shoah .”

Claudio Vercelli, Istituto di studi storici
Salvemini, Torino

 

Ore 15,45

“L’ottimismo del diavolo.
La crisi di un’epoca allo specchio di Kraus e di Canetti.
La frantumazione della soggettività e la sua aggregazione nella massa: politica, etica, estetica.”

Marco Brunazzi, storico contemporaneista,
Università di Bergamo

 

Ore 16,30

“Psicoanalisti nel naufragio del senso. Il riavvio del significato.
La psicoanalisi negli anni (anni ’30) in cui arrivo’ il nazismo e  il diverso incontro tra analisti emigrati in Inghilterra e Stati Uniti.”

Carmelo Conforto, già Professore Ordinario di Psichiatria,
Membro Ordinario della Società’ Psicoanalitica Italiana.

 

Ore 17,15

Discussione

 

Giovedì 9 febbraio 2012

 

Ore 15

“Specchio del tempo; la musica europea nel secolo della modernità. Il secolo breve della dodecafonia.”

Marco Guidarini, direttore musicale

 

Ore 15,45

“Testimoniare il futuro.
Musica e profezia in Schönberg .”

Fabio Galatola, cooperatore sociale
Ore 16,30

Proiezione del video “Pierrot Lunaire” Op. 21
di Arnold Schönberg,

con Christine Schafer (Voce Soprano), Natascha Osterkorn (Piano)
Pierre Boulez, direttore
Oliver Herrmann, regista

Pierrot Lunaire, introduzione all’opera
Marco Guidarini

 

Ore 17,05

Discussione
“Nati negli stessi anni, fra il 1912 e il 1913, il Pierrot Lunaire di Schoenberg e il Sacre du Printemps di Stravinskij, aprono il cammino della moderna musica e nel loro contenuto di fantasia sembrano prefigurare le tragedie e le lacerazioni che attenderanno l’umanità al varco del nuovo secolo; tuttavia il destino postumo di questi inquieti messaggeri è stato alquanto diverso: dopo il famoso scandalo della prima sera, la Sagra è diventata in breve un pezzo amatissimo dal pubblico, ai nostri giorni addirittura popolare, mentre il Pierrot, di Schoenberg anche oggi, si può dire familiare solo agli addetti ai lavori e non ancora assimilato dalla platea più vasta dei comuni appassionati. In realtà, per la sua natura intrinseca, una sua “normalizzazione” al gusto generale non avverrà mai; eppure vale lo sforzo di farlo penetrare come parte viva della coscienza di chiunque, musicista o no, creda alla facoltà della musica di testimoniare ogni avventura dello spirito umano…”

Giorgio Pestelli, Gli immortali. Come comporre una discoteca di musica classica, Einaudi, Torino, 2004

 

“Un incontro, si sa, può decidere di tutta una vita, o almeno  di un orientamento. E il mio orientamento fu deciso la sera  del 1° aprile 1924, quando vidi, sul podio della Sala Bianca di  Palazzo Pitti, Arnold Schönberg dirigere il suo Pierrot Lunaire.
Quella sera gli studenti del Conservatorio esibivano, con  latina gaiezza, il regolamentare fischietto prima che l’esecuzione avesse inizio: il pubblico, dal canto suo, scalpitò, tumultuò, rise. Ma Giacomo Puccini, quella sera, non rideva.
Ascoltava l’esecuzione con attenzione estrema, seguendo il testo sulla partitura. E, alla fine del concerto, chiese a Casella l’onore di essere presentato a Schönberg.

I due compositori conversarono per una decina di minuti in un angolo della sala degli artisti: nessuno ha mai saputo che cosa si siano detti; ma tutti coloro che li videro parlare ebbero l’impressione di una conversazione a viso aperto. Erano ancora tempi in cui due personalità di tendenze e di ideali opposti trovavano un punto di contatto nel comune amore per la loro arte.”

Luigi Dallapiccola, Parole e musica, a cura di Fiamma Nicolodi, Il Saggiatore, Milano, 1980

 

“E’ il preannuncio dell’imminente catastrofe; il crollo degli ideali, la consapevole certezza della distruzione. Se Pierrot Lunaire fosse stato scritto nel dopoguerra, lo si riterrebbe
specchio consapevole della disfatta; ne è invece profezia.”

Luigi Rognoni, La scuola musicale di Vienna, Einaudi, Torino, 1966
Legge 20 luglio 2000, n. 211

Istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti

Art. 1.

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della
propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Art. 2.

1. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.
Biblioteca Universitaria di Genova
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16126 Genova

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Ufficio Attività Culturali

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Orario

lunedì – venerdì 8.15 – 19.15 / sabato 8.15-13.45

 

Goethe-Institut Genua

Centro Culturale Tedesco
Via Assarotti, 19/12A
16122 Genova, Italia
tel: +39 010 574501
fax: +39 010 5745035

info@genua.goethe.org
www.goethe.de/genova

Orario

lunedì – venerdì 10.00 – 13.00 / 14.00 – 17.00