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Omosessualità. Simposio della Federazione Europea di Psicoanalisi BRUXELLES 4-5 marzo 2016

Dal

04/03/16

 al 

05/03/16

Simposio della Federazione Europea di Psicoanalisi

L’obiettivo primario del Simposio è quello di avviare e aprire un dialogo tra psicoanalisti di diversi Paesi e le Società europee. Durante le conferenze della FEP fino ad oggi si è trattato il tema dell’omosessualità per quanto riguarda il nostro lavoro clinico con i pazienti.  Pensiamo che sia tempo di iniziare a discuterne in rapporto a psicoanalisti  e candidati. Pensiamo che sia anche il momento di iniziare a riflettere su cosa stia accadendo all’interno delle nostre Società a questo riguardo.

La Federazione Europea di Psicoanalisi, riconoscendo l’importanza, l’attualità ed anche le controversie in tema di omosessualità, ha deciso nel luglio del 2013 di aprire un gruppo ad hoc su questo tema. L’obiettivo del gruppo era quello di studiare quanto fosse possibile svilupparee il punto di vista della psicoanalisi sull’omosessualità, così da poter aiutare la “Psicoanalisi Europea” ad affrontare questo tema in modo fondato e coerente. Il primo obiettivo del gruppo è stato chiarire che cosa Freud abbia e non abbia detto sull’omosessualità. A questo proposito il gruppo ha cercato di raccogliere I vari punti di vista che Freud ha espresso, che sembravano spostarsi in relazione alle sue preoccupazioni e alle sue intuizioni. Un’attenzione specifica è stata data alle costanti e alle contraddizioni che Freud ha espresso, non sempre nel tentativo di arrivare ad una risoluzione.

Una scoperta interessante di questa ricerca, che è rilevante rispetto agli obiettivi di questo Simposio, era che Freud non ha offerto nè una vision univoca nè alcuna posizione ferma su ciò che riguarda la normalità o la patologia dell’omosessualità. Molte questioni rimangono aperte. Per quello che abbiamo capito Freudha avuto, fin dagli albori della psicoanalisi, un atteggiamento aperto per quello che riguarda le implicazioni dell’omosessualità. Sembra sia stato più progressista dei suoi contemporanei e anche di molti che sono venuti dopo di lui. Le lettere che circolavano all’interno della Commissione Segreta 1921/22 a proposito dell’omosessualità, rivelano che Freud sconsigliava di applicare come regola generale il non accettare omosessuali come membri della comunità psicoanalitica,  in modo più fermo degli altri membri.

Il Board dell’IPA nel gennaio 2014 ha finalmente modificato la politica IPA sulla non discriminazione.  Ora recita: “Sulla base del suo impegno rispeto i valori etici e umanistici, l’IPA si oppone a ogni discriminazione illegale o ingiustificata di qualsiasi tipo. L’IPA è impegnata in una politica di uguaglianza, anche in materia di occupazione, per tutti i rilevanti motivi previsti dalla normativa del Regno Unito tra cui: età, disabilità, sesso o cambiamenti di sesso, matrimonio e unioni civili, razza, religione o credo e orientamento sessuale. La selezione dei candidati per la formazione psicoanalitica deve essere fatta solo sulla base delle qualità che riguardano direttamente la possibilità di imparare e di funzionare come psicoanalista. Questo stesso standard verrà utilizzato nella nomina e la promozione dei membri fegli istituti di training, compresi gli analisti con funzioni di training e I supervisori.”

Possiamo andare oltre questa affermazione “politicamente corretta”, e discutere i temi più apertamente, anche esplorando gli stati inconsci della mente che rimangono più o meno dormienti negli individui e nella società e possono portare al perpetuare silenziosamente le tradizioni? Possiamo confrontarci con il fatto che fin dai tempi delle lettere circolari del Comitato Segreto questo argomento è  stato affrontato  raramente in modo aperto?

Questo è solo uno dei tanti argomenti che speriamo di discutere apertamente durante il Simposio. Al di là del punto di vista personale e dell’atteggiamento che ogni psicoanalista può avere su questo tema e sulle sue implicazioni cliniche per il proprio lavoro clinico, la politica della Società Psicoanalitica a cui appartiene è di grande rilevanza. Le norme e i regolamenti deontologici di ogni Società, esplicitamente o implicitamente si riferiscono agli atteggiamento nei confronti dei candidati  e dei soci omosessuali e sono influenzati dalle tradizioni, dalla legge e dall’ambiente socio-culturale. Riteniamo estremamente utile per noi tutti saperne di più sulle pratiche quotidiane all’interno delle Società europee. Oltre a ciò questo scambio di esperienze e le successive discussioni potrebbero avere risonanze nella vita di ogni Società EPF.

Questa è la sfida che si propone l Simposio che si terrà il 4 e 5 marzo a Bruxelles nella Maison Gérard dell’EPF, con una plenaria il sabato mattina, discussione in piccoli gruppi nel pomeriggio di sabato e domenica mattina, e una plenaria di chiusura domenica mattina. I relatori invitati alla plenaria di sabato mattina sono Evelyne Séchaud (Parigi, APF) e Ilka Quindeau (Francoforte, DPV). L’accesso ad alcuni dei piccoli gruppi successivi è limitato ai membri dei Comitati di training per la discussione di casi concreti, mentre in altri gruppi si discuterà di come gli psicoanalisti si avvicinano al problema specifico dell’omosessualità nel loro lavoro clinico con i pazienti, e anche nelle loro Società. I Membri di questo gruppo ad hoc sono analisti appartenenti a diverse Società  Psicoanaltiche: Anders Carlberg (Swedish Assoc.), Sara Flanders (British Soc.), Petra Heymanns (German Assoc.), François Ladame (Swiss Soc.), Despina Naziri (Belgian Soc.), and Denny Panitz (Hellenic Soc.); it is chaired by François Ladame.

Lo spazio disponibile nella Maison Gérard è limitato. Pertanto, dobbiamo limitare le iscrizioni al 3 delegati per ogni Società, con almeno un delegato membro di un Comitato di training.