3 ottobre 2014 CPB Giornata sulla consultazione protratta a futuri genitori e a genitori e figli in tenera età

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Centro Psicoanalitico di Bologna
3 ottobre 2014

Report a cura di Cristina Nanetti

La consultazione protratta a futuri genitori e a genitori e figli in tenera età

Venerdì 3 ottobre si é svolta a Bologna Presso il Centro Psicoanalitico una mattinata di studio sulla Consultazione protatta a futuri genitori e a genitori e figli in tenera età e psicoterapia .Ospite della giornata é stata la dott.ssa Daniela Montelatici Prawitz Psicoanalista con funzioni di training presso la Società Psicoanalitica Svedese di Stoccolma.
L’iniziativa aperta, oltre che ai soci SPI, anche a psicoterapeuti di altre Società, é stata proposta e realizzata per merito del dott. Mastella, Segretario Scientifico del CPB che ha aperto i lavori. L’idea dell’incontro è nata dal desiderio di fare conoscere il pensiero e il lavoro della dott.ssa Montelatici e poter aprire un confronto con i due gruppi di lavoro “Consultazione Genitore -Bambino Piccolo” e sulla “Maternità Interiore” attivi da anni presso il CPB; con i colleghi dell’Osservatorio sul Bambino e Adolescente del CPB; con il servizio di consulenza psicologica presso l’Ospedale S. Orsola di Bologna coordinato e rappresentato dal dott. Franco D’Alberton.

I due gruppi di studio-lavoro sono stati ideati e attivati già da anni dal dott. Mastella presso il CPB e sono formati da psicoterapeuti con formazione analitica e da analisti SPI: un gruppo lavora sulla Consultazione Genitori Bambino piccolo (0-5) l’altro gruppo lavora sulla Maternità Interiore, sulla esplorazione del mondo interno della donna che aspetta un bambino, gruppo che funziona già da 8 anni.
Il gruppo Consultazione Genitori Bambino piccolo si riforma ogni anno ma le persone, nella maggior parte, sono le stesse da alcuni anni. Entrambi i gruppi funzionano con una memoria che viene redatta con il metodo che si utilizza per l’Infant Observstion. Ogni incontro inizia con la lettura della memoria a cui seguono associazioni libere sugli echi sollecitati dalla lettura, successivamente viene fatto l’aggiornamento su un caso che viene discusso e nella seconda parte degli incontri viene presentato un nuovo caso. É accaduto che alcuni casi sono stati seguiti dal gruppo anche per un paio di anni.

La dott.ssa Montelatici inizia il suo discorso descrivendo il lavoro che svolge da anni in Svezia, a Stoccolma. Fa parte di un gruppo di 11 psicoanalisti che, dagli inizi degli anni 2000, ha cominciato a lavorare in modo organizzato anche con i bambini più piccoli.
L’ispiratore fu J. Norman che cominciò a lavorare nel suo studio con i bambini più piccoli e le loro madri con un setting intensivo a quattro sedute settimanali. Registrava le sessioni che venivano ascoltate e discusse nelle riunioni del venerdì. Norman era interessato a fare sentire come “parlava” con questi infanti, uno dei suoi punti base e innovativi era che lui pensava fosse possibile avere una comunicazione emotiva che poteva raggiungere il bambino e la madre attivando nuovi movimenti comunicativi. Il gruppo si interessò a questo modello e cominciarono a seguirlo creando anche un training formativo. Cominciarono a lavorare a quelle che Norman definiva “analisi degli infanti” ma che loro preferirono definire “trattamenti psicoanalitici dei neonati e dei loro genitori”. La frequenza era di 4 volte la settimana per periodi di qualche mese.
Björn Salomonsson, uno degli psicoanalisti che faceva parte del gruppo, effettuò anche uno studio di ricerca su questi trattamenti.
Ora, che per fattori economici sta diventando sempre più difficile effettuare queste terapie, il loro gruppo ha pensato di organizzarsi per aprirsi al territorio.
In Svezia esiste un sistema molto ben funzionante di consultori pubblici per la prima infanzia e le donne in gravidanza. Tutti i bambini appena nati sono automaticamente collegati a questi consultori insieme alle loro famiglie. A Stoccolma ci sono 150 consultori e le famiglie sono seguite per anni, non sono le persone che devono rivolgersi al servizio ma è proprio iniziativa di questi consultori che, attraverso i suoi operatori, infermiere specializzate e medici, direttamente contattano le famiglie. Ogni famiglia è affidata a una infermiera che durante il primo mese li vede una volta alla settimana e una volta va a casa loro. Durante i primi quattro mesi è previsto un contatto mensile poi ogni due mesi, in seguito sono fatti check-up quando il bambino ha un anno e mezzo, poi a 3 e a 5 anni. Le infermiere sono formate anche per somministrare il PDS, il questionario per valutare lo stato depressivo delle madri nel pre e post-partum al fine di contenere gli esiti depressivi. Un tempo esistevano anche gli psicologi in questi servizi ma con la riorganizzazione delle strutture, agli inizi del 2000, sono stati spostati nei servizi psichiatrici che sono in numero inferiore: esistono 14 centri psichiatrici per bambini.
Salomonsson cominciò a lavorare in uno di questi consultori avendo ottenuto un finanziamento. In questo modo poté riconoscere l’estremo bisogno di queste strutture sia per il personale che per i genitori; così é nato il progetto che ha portato ad ottenere un finanziamento per 10 psicologi/psicoanalisti che dedicano 6 ore settimanali regolari, 1 ora dedicata al personale e 5 ai genitori.
Dopo una descrizione dettagliata del progetto e del modo di lavorare, la dott.ssa Montelatici presenta alcuni esempi clinici molto interessanti a cui seguono vivaci interventi da parte del pubblico che pare desideroso di avere ulteriori precisazioni e soddisfare diverse curiosità anche legate alle differenze tra la nostra situazione italiana e quella svedese. Emerge anche che i centri di lavoro con infanti e genitori sono aumentati in tutte le parti del mondo ed esiste un grande interesse per questo tipo di lavoro. La specificità del metodo del gruppo di Stoccolma é proprio quella dell’attenzione al neonato, vedere il neonato nella sua soggettività, cosa che modifica un po’ il modo di lavorare. Il gruppo é anche molto attento al ruolo del padre anche se la maggior parte tende non tanto a convocarlo negli incontri ma a cercare di problematizzare, di portare l’osservazione sulle figure eventualmente mancanti.
Nella seconda parte della mattinata viene presentato, dalla dott.ssa Gaddoni, un caso di consultazione genitore bambino piccolo.
La dott.ssa Gaddoni fa parte del gruppo “Consultazione Genitori Bambino Piccolo” e il caso che viene presentato fa vedere come il gruppo lavora e quanto possa essere d’aiuto questo tipo di condivisione.
Il caso presentato con estrema chiarezza, evidenza il profondo lavoro che é stato fatto e le importanti trasformazioni che si sono realizzate. L’iniziale consultazione protratta si é trasformata in una consultazione prolungata, nonostante le evidenti ambivalenze mostrate dai genitori, per concludersi con un vero e proprio lavoro psicoterapico con la bambina. Il caso ha suscitato grande interesse nel pubblico che ha partecipato attivando un interessante scambio, soffermandosi su i diversi momenti significativi di questo trattamento. Un passaggio molto importante si è rivelato il delicato cambiamento dalla fase di consultazione alla psicoterapia individuale.

Leggi il Report di Loris Zanin sulla giornata 

7 ottobre 2014