COPPIE.La coppia nella contemporaneità: dall’incontro amoroso alla psicopatologia

Report del Convegno


"COPPIE. La coppia nella contemporaneità: dall’incontro amoroso alla psicopatologia"

Genova, 16 Ottobre 2010, Hotel Bristol

(Rossella Valdrè)


Si è tenuto a Genova, il 16 Ottobre scorso, il I Convegno organizzato dal Centro Psicoanalitico di Genova, che ha avuto per tema il complesso e variegato universo della coppia nel mondo contemporaneo, dal titolo "Coppie. La coppia nella contemporaneità: dall’incontro amoroso alla psicopatologia".
Nato nel 1988 intorno al primo nucleo di analisti fondatori, il Centro genovese ha voluto dedicare questo suo primo convegno, aperto a tutti gli operatori del settore che vi hanno partecipato in misura persino superiore alle aspettative, ad un tema capace non solo di suscitare interesse, ma anche di coniugare in sè lo specifico della riflessione psicoanalitica con lo sguardo aperto al sociale, alla cultura e alle sue conflittualità. La giornata di studio ha infatti percorso, attraverso le varie relazioni, l’universo della coppia nella contemporaneità a partire da un vertice squisitamente psicoanalitico (con il lavoro di Laurenzia Carrara), passando poi attraverso la difficile scelta della genitorialità e della genitorialità adottiva (con Leonardo Luzzato), per poi dedicare il pomeriggio alla coppia in difficoltà, quella che si presenta in Tribunale (la testimonianza di Gino Zucchini), e chiudere infine ritornando alla stanza d’analisi, con il lavoro di Laura Tognoli.
Dalla fisiologia alla psicopatologia, potremmo dire. Dalla coppia che incontra dentro il proprio cammino le prime difficoltà, alla coppia che diventa famiglia (oggi famiglia sempre più allargata, è vero, ma al tempo stesso nucleare, isolata), che si trasforma in terreno di scontro e di guerra giudiziaria, per poi tornare al cuore della riflessione psicoanalitica, e al contributo che la psicoanalisi può dare sotto il profilo sia della clinica che della teorizzazione.
La scelta del tema e la particolare declinazione che si è voluta dedicare al rapporto tra psicoanalisi e Tribunale, o meglio psicoanalisi all’interno del Tribunale, è anche frutto della ormai consolidata esperienza di fruttuosa collaborazione maturata a Genova tra alcuni psicoanalisti esperti e noti in ambito peritale, quali l’attuale Presidente Gian Luigi Rocco, e le aule giudiziarie. Presenti fra il pubblico, infatti, non pochi avvocati, consulenti e giudici minorili.
La particolare attenzione che il Convegno ha voluto dedicare al sociale, in senso lato, è stata testimoniata anche dalla presenza, nei saluti d’apertura, dell’assessore alle Politiche Sociali per il Comune.

Nella sua bella presentazione alla giornata, Anna Maria Risso (Segretario scientifico del Centro) riprendendo le parole di Ronald Britton ha messo in rilievo come la coppia, l’idea di coppia, costituisca qualcosa di universale, eterno ed ineludibile nella nostra vita psichica, presente dalla nascita, e con cui il soggetto umano si troverà a dover fare i conti lungo tutto il percorso di vita, sia che realizzi o meno una coppia nella vita reale, che la ami o la odi, la apprezzi o la neghi, sono sempre le parole di Britton. La negoziazione interna con i primi oggetti e con le vicende primarie di ciascuno, è spesso un passaggio necessario, ancorchè doloroso, per poter accedere alla possibile relazione adulta con l’altro da sè.
Di queste difficoltà e di questi inciampi necessariamente rivissuti nella stanza d’analisi, si è occupata la prima relazione del mattino, "Una coppia in cammino", dove attraverso un ascolto attento e delicato Laurenzia Carrara (Centro Psicoan. Genova) ci ha introdotti lungo il percorso di una coppia in analisi, seduta per seduta.


Leonardo Luzzato (Centro Psicoanalitico Romano, consulente per il Tribunale dei Minori e Presidente del Centro Aiuto Adozioni di Roma), con un interessante e ricco lavoro dal titolo "Fare di sè un genitore: uno spazio per l’affiliazione, tra corpo e psiche. Genitorialità biologica, genitorialità adottiva", ha invece esplorato il complesso retroterra che sta dietro al concetto di genitorialità. Nel desiderio di diventare genitori si intrecciano infatti sollecitazioni culturali, richieste narcisistiche che già Freud aveva ben descritto, spinte riparative alle proprie ferite, il tutto complicato dalle storie personali, da quelle vicessitudini interne prima citate che possono portare, soprattutto nella genitorialità adottiva, a desiderare un bambino immaginario, ideale, dolorosamente lontano dal bambino reale col quale invece la coppia adottiva avrà a che fare. E’ proprio nello scarto tra figlio immaginato e bambino reale, che possono fallire, o risultare oltremodo difficili, i progetti di adozione, configurandosi infatti l’adozione come un terreno in cui questo rischio, peraltro presente in ogni genitorialità, è particolarmente intenso.
Nel pomeriggio, anche la relazione di Gino Zucchini (membro AFT del Centro Psicoan di Bologna, con alle spalle una vasta esperienza peritale, confluita anche nei lavori di Psyche/Dike), ci ha illustrato come lo psicoanalista può portare la sua competenza davanti al Giudice, senza rinunciare allo specifico della nostra disciplina ma, anzi, contribuendo ad arricchire il campo da entrambi i versanti. "Psyche dike: il giudice e lo psicoanalista davanti alla coppia in tribunale", il titolo della stimolante riflessione di Zucchini, dove egli ha inteso sottolineare efficacemente come non solo non vi sia antitesi tra i due linguaggi, quello peritale e quello psicoanalitico, ma come proprio la procedura peritale analiticamente orientata possa immettere sulla scena dello scontro un Super Io non distruttivo, ma capace di negoziare democraticamente, di proporre riparazioni e mediazioni.
"Meglio lasciarci che non esserci mai incontrati", cantava il poeta De Andrè. Con queste parole, e mi pare non ve ne fossero di migliori, Zucchini ha chiuso il suo contributo.

Infine, il lavoro di Laura Tognoli (Centro Psicoan di Genova, membro anche della Società britannica e del Commitee on Women and Psychonalisis), "La coppia tra nodi e legami" ha concluso la giornata, e chiuso il cerchio, riportando l’attenzione all’intimità della coppia analitica, a quello sciogliere nodi che analista e paziente fanno quotidianamente nello spazio privilegiato della stanza d’analisi. I nodi del passato persistono nell’inconscio, danno forma al presente e si proiettano nel futuro: essi costituiscono, bionianamente, la memoria del futuro.
Torniamo alle parole d’apertura di Britton, e dunque al cuore del lavoro analitico: dipanare i nodi del passato, senza il cui scioglimento è ostacolata quella passione, ha sottolineato la relatrice, che ci permette buoni legami, la passione che è motore del mondo,che apre al futuro, alla scoperta, e ha fatto sì che i partecipanti al convegno fossero lì, uniti da un legame appassionato verso il conoscere (il K di Bion).

A conclusione della giornata, terminati i lavori del Convegno chi lo desiderava ha potuto spostarsi nei locali del Centro, dove Ignazio Senatore (collega psichiatra e regista), ha proiettato il cortometraggio "La coppia nel cinema – frammenti cinematografici", con introduzione e breve commento di Marjian Parini.
La coppia, la coppia amorosa in particolare, è da sempre la protagonista principale dell’immaginario cinematografico, a cui noi analisti dobbiamo tanto…immagini, rappresentazioni, sogni, e molto altro ci rende immediatamente parte di un linguaggio condiviso, in quanto linguaggio del cinema. Non poteva mancare un piccolo omaggio, per salutarsi, all’arte del nostro secolo.

Una giornata che ha portato la psicoanalisi nei suoi diversi campi di applicazione – la terapia individuale, di coppia, il sociale, la consulenza peritale, il cinema – attenta alla contemporaneità e ai suoi continui mutamenti, ma senza appiattirsi in essa. Mi vengono in mente le parole di Green, che in suo testo molto personale, Uno psicoanalista impegnato, definisce "lavoro dello psicoanalista" tutte quelle occasioni, dalla seduta alla psicoanalisi cosiddetta applicata, in cui lo psicoanalista "è chiamato a portare la sua competenza".