La Nachtraeglichkeit e l’idea di trasformazione

Discussione al lavoro di Rolf Kuenstlicher

La discussione del lavoro di Rolf Künstlicher si concentra sull’idea di Nachträglichkeit e di trasformazione. Come scrivono Serge Frisch e Franzyska Ylander nella loro Introduziuone al tema della Conferenza: “La situazione analitica è contemporaneamente un movimento di avanti-indietro tra qualcosa che è privo di forma verso qualcosa che ha forma e di nuovo verso diversi modi di essere informe. Proprio quando l’informe prende qualche forma, quando prende nome, immediatamente si trasorma verso qualcosa d’altro”. Il lavoro di Künstlicher si concentra sulla relazione tra la posizione asimmetrica dell’analista e i processi di trasformazione a cui questa può dare luogo. La posizione asimmetrica dell’analista crea incertezza e, a sua volta, questa incertezza provoca l’attualizzazione dei conflitti infantile nella situazione analitica. L’A. esplicita la sua posizione teorica attraverso una vignette clinica. Nella situazione clinica presentata dall’A., il fenomeno della Nachträglichkeit significa un’elaborazione dei messaggi enigmatici che l’analista comunica come oggetto di transfert.

La discussione del lavoro riguarda proprio l’uso del concetto di Nachträglichkeit e l’idea di trasformazione. Il materiale clinico viene discusso a partire dall’idea che la Nachträglichkeit non si limita ad esprimere una doppia direzione temporale che dal presente va al passato e viceversa, ma che riguarda l’operare del trauma stesso. Le parole dell’analista, nel caso presentato dall’A., sbloccano la situazione traumatica per la quale la paziente non aveva mai avuto parole e aprono la strada all’elaborazione. Nella situazione transferale il trauma si ripete per essere accolto e ascoltato. In questi momenti è la mente dell’analista al lavoro che si costituisce come “posteriorità” e attraverso l’ascolto recupera il significato profondo della vicenda traumatica. La Nachträglichkeit nella cura rappresenta il secondo tempo della messa in parole e della elaborazione del trauma, ma anche il tempo in cui la vicenda traumatica esce dalla relazione primitiva, si lega a un terzo (l’analista) per aprirsi al movimento immaginativo rivolto al futuro. Il movimento della Nachtraeglichkeit esprime un meccanismo che non solo riguarda il modo di procedere dello psichico, ma regola anche il modo di procedere dello stesso percorso clinico. L’ambiguità della posizione asimmetrica, così ben sottolineato dall’A., che oscilla tra un massimo di vicinanza e prossimità e un massimo di estraneità, le potenti forze suggestive e seduttive che mette in moto (Blass e Bennett, 1994), gli aspetti enigmatici presenti contribuiscono attivamente non solo all’evocazione di ricordi infantili, esperienze traumatiche, scene seduttive reali o fantasticate, ma alla loro stessa “costruzione”. Come afferma J. André, “la psicoanalisi è una scena di seduzione, quella che nasce dall’incontro tra il più intimo e il più estraneo e che permette al fenomeno d’ après-coup, scoperto con la teoria della seduzione, di ritrovarsi in terra natale” (…..). In questo senso possiamo intendere il racconto di A e dei nostri pazienti come “ricordi di copertura”, il cui contenuto non solo si riferisce all’esperienza del passato, ma esprime anche qualcosa che riguarda l’attualità e il presente, sollecitato dalla stessa situazione analitica (Marion, 2012). L’ambiguità e la disposizione asimmetrica del dispositivo analitico riproducono qualcosa che è all’origine dell’esperienza umana. Essi non si limitano rendere possibile l’emergere del conflitto infantile, si costituiscono come “messaggi enigmatici” (Laplanche), potenzialmente traumatici in sé, in grado di avvicinare la realtà psichica del paziente e dare avvio al processo trasformativo. Alla luce di questa evoluzione, anche l’ideale terapeutico ha potuto cominciare a modificarsi da obiettivi più esplicitamente riparativi (annullare il sintomo, il disagio) a un processo orientate e governato dall’idea di trasformazione.