Olivotto C.

“TI E’ VENUTA IN MENTE UN’IDEA?”
Lisa e Zoe in viaggio verso la soggettivazione

Let me take you down, ‘cause I’m going to Strawberry Fields.
Nothing is real and nothing to get hung about, Strawberry Fields forever.
Living is easy with eyes closed, misunderstanding all you see.
It’s getting hard to be someone but it all works out, it doesn’t matter much to me.
Let me take you down, ‘cause I’m going to Strawberry Fields.
Nothing is real and nothing to hung about, Strawberry Fields forever.
(Strawberry Fields forever, The Beatles, 1967)

Nella Gradiva di Jensen, Norbert esce lentamente dal suo stato “delirante” attraverso l’incontro “curativo” con Zoe, che “nascosta” prima nelle sue fantasie permette poi, nel graduale suo ritrovamento all’esterno, l’uscita dall’isolamento del protagonista.
Vorrei provare a ritrovare questo filo in alcuni aspetti del trattamento di Lisa, 12 anni, in analisi da quando ne aveva quasi 5 ed era una bambina con difese di tipo autistico che parlava appena, chiusa nel suo mondo. Nel corso del tempo si è molto evoluta; ora è piacevolmente “immersa” nella realtà che la circonda, incuriosita e desiderosa di partecipare, relazionandosi con adulti e coetanei, nonostante le difficoltà ad interagire in modo adeguato e il grande timore che ancora prova nel contatto on l’altro.
Il passaggio alla Scuola Media attiva forti angosce legate al crescere e, nella via della soggettivazione, al potersi sentire la stessa, con i suoi, ora differenti, bisogni e desideri, quando cerca di integrare dentro di sé qualcosa di nuovo, sconosciuto ed estraneo.
A partire da una recita incentrata sul bullismo, Lisa sviluppa un piccolo delirio che, assorbendola completamente, sembra mettere in scena in un palcoscenico esterno, la sua angoscia di incontrare fuori e dentro di lei una estraneità pericolosa che non può fronteggiare. I “bulli” che lei “anima” attraverso pupazzi di peluche diventano un pensiero assillante e ricorrente e la scissione organizzatrice buono/cattivo si degrada ad una scissione interno/esterno: tutto succede ai personaggi che mette in scena, niente la riguarda. I pupazzi diventano i depositari di angosce troppo forti e inelaborabili; il pensiero di Lisa si disorganizza e vive attimi di disintegrazione.
A proposito della scissione dice Steiner (1996) “se l’angoscia persecutoria diventa eccessiva … il soggetto sente minacciata la propria sopravvivenza. Questa minaccia può indurre un’ulteriore frammentazione difensiva che comporta una scissione in minuscoli frammenti che poi vengono violentemente proiettati. Bion (1957) ha descritto come ciò porti alla creazione di oggetti bizzarri: il paziente si sente impazzire, il che aggrava la sua angoscia persecutoria. Ne risultano un’intensa paura e un senso di caos e confusione (50).”
Durante il “racconto” o “la mise en scène” ho sempre la sensazione che i peluche siano per lei in quel momento veri, fatti di carne e ossa, resi umani dalle sue forti emozioni. Nello stesso tempo però lei anche sa che sono solo dei pupazzi, che é lei ad animarli, ad interpretarli. Questi due livelli si avvicinano, si sovrappongono, si confondono e si allontanano di nuovo in una specie di danza avvolgente che diventa una sorta di involucro protettivo – la gabbia del canarino nella Gradiva – impermeabile alla realtà esterna. Lisa sembra esserne rapita…. E anche io, a volte… Mi ritrovo allora ad accompagnarla, inoltrandomi con lei in queste “storie”, cercando con lei e per lei parole che possano contenere quello che sente. Lisa mi segue, riappropriandosi lentamente di qualcosa quando faticosamente lo riviviamo attraverso il transfert nella nostra relazione potendo così ritrovare il contatto con se stessa … comincia allora a riconoscersi in quello che sente: la paura, l’angoscia, la rabbia, l’eccitazione diventano sue emozioni. Abbandona le “storie” e mi parla di quello che la spaventa, la fa felice, la preoccupa o la emoziona nelle prime reali e nuove esperienze alle Medie.

Leggendo Gradiva mi sono chiesta se, in qualche modo, l’assorbimento di Norbert nei suoi studi e nelle sue fantasie non potesse richiamare l’isolamento in cui Lisa era immersa all’inizio dell’analisi e poi nei suoi piccoli deliri difensivi: entrambi – Norbert e Lisa – lontani dalla realtà, “al sicuro” dalle forti angosce che si animerebbero nel contatto con ciò che è fuori.
Jensen ce lo racconta così quando ci presenta il protagonista “… il fatto che oltre a quegli oggetti risalenti ad un passato lontano lo circondasse una realtà presente, egli non l’avvertiva che in modo assai nebuloso; il marmo e il bronzo non erano per lui materia morta, bensì realtà vivente, scopo ultimo e valore della vita. Egli sedeva dunque tra le pareti di casa, tra libri e riproduzioni senza avvertire il bisogno di intrattenere nessun’altra relazione sociale, rifuggendone anzi, il più possibile …” (28)
Forme di quel “rifugio della mente” che, dice Steiner (1996) “fornisce al paziente un luogo in cui stare relativamente tranquillo, protetto contro le tensioni, nei periodi in cui ogni contatto significativo anche con l’analista (in quanto rappresentante della realtà) è vissuto come una minaccia. (17)”; e ancora “Allora il rifugio funziona come una zona della mente in cui non si deve affrontare la realtà, in cui le fantasie e l’onnipotenza possono esistere senza controllo e qualunque cosa è permessa. E’ spesso questa caratteristica che costituisce l’attrattiva del rifugio … (19-20).”
Secondo Rosenfeld (1971), nelle relazioni oggettuali narcisistiche anche gli elementi distruttivi possono essere idealizzati. Succede allora che una parte debole e dipendente del Sé (il Sé libidico) cerca di entrare in contatto con l’analista, ma non riesce a farlo perché esiste un’alleanza delle parti distruttive del Sé con gli oggetti distruttivi. Questa organizzazione narcisistica, che può essere espressa attraverso la fantasia inconscia di una gang o di una mafia – “i bulli” di Lisa da cui è spaventata, ma fortemente attratta e con i quali anche per alcuni aspetti si identifica – viene idealizzata e per questo sentita dal paziente come un soccorritore o un alleato. In realtà essa cela una trappola poiché impedisce lo sviluppo e la crescita.
Nel corso dell’analisi con Lisa mi sono sentita spesso soffocata, spenta e desiderosa di trovare un pensiero vivificante. Mi capitava di dirle “Lisa sto pensando …” Lei si girava e mi guardava, come risvegliata… Successivamente, in alcuni momenti di stallo in cui faticosamente cercavamo un appiglio o un nuovo spiraglio ed eravamo immerse nel silenzio, rese immobili da un isolamento imprigionante, all’improvviso si girava verso di me e mi chiedeva speranzosa “ti é venuta in mente un’idea?”. La domanda stessa sembrava renderla e rendermi viva e a volte diventava l’inizio di qualcosa di nuovo che lei poteva trovare lì, ormai pronto per essere colto, e che permetteva una nuova elaborazione delle fantasie angoscianti che inizialmente la costringevano all’indifferenziazione.
Il proseguire dell’analisi porterà Lisa a dare significato e parola al luogo in cui si rifugia e si ripara nei momenti di forte angoscia e soprattutto a riconoscerne il costo in termini di perdita di vitalità e di possibilità di procedere. Proprio come era successo a Norbert chino sui suoi libri.

Note

(1)Lascia che ti porti laggiù, sto andando a Strawberry Fields/ Niente è reale e non c’è niente da aspettare, Strawberry Fields per sempre/ Vivere è facile tenendo gli occhi chiusi, misconoscendo tutto quello che vedi/ Sta diventando difficile essere una persona, ma si risolverà … Non mi interessa molto/ Lascia che ti porti laggiù, perché sto andando a Strawberry Fields/ Niente è reale e non c’è niente da aspettare, Strawberry Fields per sempre.

Bion W.R. (1957). Criteri differenziali tra personalità psicotica e non psicotica. In Analisi degli schizofrenici e metodo psicoanalitico, Roma, Armando, 1970.
Freud S. (1906). Il delirio e i sogni nella “Gradiva” di Wilhelm Jensen. O.S.F., 5.
Jensen W. (1903) Gradiva. Fantasia pompeiana. In Saggi sull’arte la letteratura e il linguaggio. vol 2. Boringhieri, Torino, 1969.
Rosenfeld H.A. (1971), A Clinical Approach to the Psychoanalytic Theory of the Life and Death Instincts: an Investigation into the Aggressive Aspects of Narcissism, Int. J. psycho-anal., vol 52, 169-178Steiner J. (1993). I rifugi della mente. Torino, Bollati Boringhieri, 1996
The Beatles (1967) Strawberry Fields forever. In Magical Mistery Tour.