Presentazione di Spiweb al 27° Congresso FEP , Torino, 9-13 aprile 2014

1. Chi siamo. Questa è una presentazione di Spiweb, il sito internet della Società Psicoanalitica Italiana. Cominciamo dunque con le presentazioni.

Jones De Luca è Segretario della SPI e, per statuto, Direttore responsabile del sito.
Stefania Nicasi, io, sono Caporedattore: sono stata scelta da Jones De Luca.
La Redazione è composta da poche persone, otto:
Laura Contran, Gabriella Giustino, Roberto Goisis, Maria Ponsi, Cristina Saottini, Maria Grazia Vassallo, Silvia Vessella.
In stretta collaborazione con la Redazione lavorano:
due colleghe che seguono gli Eventi: Luisa Masina e Rossella Vaccaro.
Un collega che coordina i Dibattiti: Giorgio Bambini.
I collaboratori più esterni, che inviano contributi occasionali, sono invece moltissimi, più di cinquanta.

Paolo Sard è il webmaster, coadiuvato da una segretaria della SPI, Monica Castellini.

Subito si possono fare alcune considerazioni.

Il Direttore del sito è il Segretario della Società, a differenza del Direttore della Rivista di Psicoanalisi che fa parte dell’Esecutivo ma che non riveste alcuna altra carica all’interno dell’Esecutivo. Questa è una caratteristica del sito: essere una diretta emanazione dell’Esecutivo. Vedremo che Spiweb ha un’area pubblica, rivolta a tutti, e un’area privata riservata a Soci e Candidati. Nell’area privata vanno tutti i documenti relativi all’attività dell’Esecutivo. Visitando l’area privata si può essere aggiornati quasi in tempo reale della vita interna della Società. Cercando una metafora che raccontasse Spiweb, lo abbiamo rappresentato prima di tutto come una casa. L’interno della casa, dove la vita si svolge al riparo dagli sguardi indiscreti, è un luogo di conoscenza e di aggregazione. Spiweb, è bene dirlo subito, è multitasking: ha molte funzioni e molti compiti. L’area privata è la zona a più stretto servizio dell’Esecutivo e dei Soci e a più stretto controllo dell’Esecutivo. Nell’area privata ci preoccupiamo soprattutto di essere utili: efficienti, esaustivi, rapidi. A differenza che nell’area pubblica, nell’area privata non aspiriamo a essere liberi: la creatività della redazione è piegata in funzione del mandato istituzionale e si spende tutta nel tentativo di rendere le informazioni più chiare, meglio organizzate, più facilmente reperibili. Non siamo liberi, ma siamo democratici e amichevoli: rispondiamo all’esigenza dell’Esecutivo di tenere un filo diretto con i Soci e i Candidati. Anche i Candidati sono ammessi nell’area privata: all’inizio, per la verità, si è trattato di una svista. I Candidati avevano imparato a entrare! Ma la svista si è trasformata nella scelta di far partecipare gli allievi anziché tenerli nella condizione di bambini esclusi dalla stanza dei genitori.

La redazione è piccola: prima eravamo in pochi a interessarci di questo settore, poi abbiamo mantenuto il numero esiguo perché ci siamo resi conto che una redazione piccola è più coesa, più rapida nel prendere decisioni, meno costosa da muovere quando deve riunirsi fisicamente. Nella redazione, ciascuno è responsabile di un settore, per esempio del Cinema o della Ricerca, ma cerchiamo di evitare che ne diventi il signore assoluto. Le decisioni importanti, e spesso anche le piccole, si prendono insieme attraverso un fitto scambio di posta e appuntamenti via skype, e tutto comunque passa al vaglio del Direttore e del Caporedattore, il quale provvede a inviare in redazione il materiale perché venga pubblicato. La fluidità e la velocità sono per noi qualità indispensabili.

Fatta eccezione per Roberto Goisis, la redazione è tutta al femminile. Forse si tratta di un caso o forse no: ho detto che Spiweb è multitasking e sappiamo che le donne hanno imparato nei millenni a fare molte cose alla volta!

Essere pochi comporta molto lavoro per ciascuno: questo è uno svantaggio del quale soffriamo abbastanza. L’altro è un minore apporto di idee nuove, una minore diversificazione. A questo cerchiamo di rimediare attraverso un grande numero di collaboratori: in pratica tutti i Soci e i candidati sono invitati a contribuire all’attività e alla crescita di Spiweb.

2. Breve storia di Spiweb. Durante la Presidenza di Fernando Riolo, anni 2005-2009, il Segretario Sarantis Thanopulos aveva promosso l’apertura di un sito. Il contributo più significativo era fornito da Roberto Goisis che pubblicava recensioni di film e da Laura Contran con una rubrica sui Libri. Così i Libri e il Cinema, che attualmente è una delle zone più visitate, sono alle origini di Spiweb.

Ma è con la Presidenza di Stefano Bolognini, anni 2009-2013, che il sito riceve, in poco tempo, un grande impulso grazie al Segretario Romolo Petrini che intuisce le enormi potenzialità di un’espansione della psicoanalisi in rete. Il sito viene da Petrini battezzato “Spiweb” e con questo nuovo nome inizia una carriera folgorante sotto la direzione di Jones De Luca, allora caporedattore, la signora che ha deciso di “cambiare musica” nella comunicazione della psicoanalisi italiana.
Jones De Luca riunisce attorno a sé una minuscola redazione: Goisis, Contran, Nicasi, Vassallo, alla quale presto si aggiungono Giustino e Vessella.
Il principio è stato duro e il lavoro durissimo! Ma anche, come sempre agli inizi, pieno di idee e di entusiasmo. Il sito si divide in area privata e area pubblica. Nell’area pubblica si incrementa soprattutto il Cinema e la Cultura mentre nasce l’idea dei dibattiti online che sono affidati a Francesco Carnaroli. In seguito, Maria Grazia Vassallo propone di realizzare delle video interviste sia a psicoanalisti sia a personaggi della cultura, della politica e dello spettacolo. Silvia Vessella, che già cura la Rassegna Stampa, ha l’idea dei dossier cioè di una raccolta tematica di contributi psicoanalitici.

Nell’Esecutivo seguente e attualmente in carica, con la Presidenza di Antonino Ferro, Jones De Luca diventa Segretario Nazionale e dunque Direttore del sito. Stefania Nicasi è nominata caporedattore e la redazione rimane la stessa con l’aggiunta di Maria Ponsi che segue la Ricerca e le Neuroscienze.

Poiché Spiweb è ancora giovane, quasi un bambino, decidiamo di non cambiare le persone che se ne prendono cura e così il nucleo storico, fondativo, rimane lo stesso. Questo mancato ricambio di persone e di generazioni comporta il grave rischio di un irrigidimento, di un isterilimento, di un arroccamento in una posizione che può diventare di potere. E’ un rischio che dobbiamo correre nel timore che il lavoro da poco iniziato si disperda. Ma pensiamo che al prossimo turno, fra tre anni, sia assolutamente necessario lasciare il posto a forze nuove.
Spiweb continua a crescere in molte direzioni diventando sempre grande e sempre più complesso. Attualmente riceve……visite al giorno e chi clicca in Google la parola “psicoanalisi” trova Spiweb in prima o in seconda posizione in quotidiana gara con Wikipedia.

3. Geografia di Spiweb. Seguitemi adesso in una breve escursione in Spiweb che vedete qui rappresentato nella sua veste attuale anche se fra poco verrà completamente ristrutturato, nel senso che avrà una nuova impaginazione mentre le suddivisioni e i contenuti resteranno quasi gli stessi. Come vedete, è diviso in Area Privata e in Area Pubblica.

Dell’Area Privata, alla quale ciascuno accede con una sua password, vi ho già detto. Contiene i verbali delle riunioni dell’Esecutivo, le comunicazioni ai Soci e altro ancora, compresa la funzione “scrivi all’Esecutivo”.

In Area Pubblica, oltre al “Chi siamo”, troviamo la Psicoanalisi con le sezioni Ricerca e Neuroscienze, il Training, gli Eventi, il Cinema, la Cultura, la Rassegna stampa, le Biblioteche, Spipedia.

Vi segnalo alcune cose particolarmente interessanti.

La Biblioteche: è possibile vedere da qui tutto quello che si trova nelle biblioteche degli undici Centri di Psicoanalisi italiani.

In Libri, la rubrica “Freschi di stampa” pubblicizza i libri psicoanalitici appena usciti.

In Cinema, la rubrica “In sala” recensisce con una breve scheda i film appena usciti.

In Rassegna stampa si riportano tutti gli articoli di quotidiani e riviste che parlino di psicoanalisi. La rubrica “Punti di vista” mette a confronto l’articolo di un giornalista su un tema “caldo” con i commenti di uno o più psicoanalisti.

Spipedia è una piccola enciclopedia interattiva della psicoanalisi italiana. E’ organizzata in Voci – al momento sono una cinquantina. E’ “italiana” sia nel senso che gli autori delle Voci appartengono alla SPI sia nel senso che dedica una parte ai Maestri della Psicoanalisi Italiana: allo scopo di fare conoscere il pensiero dei Maestri anche all’estero, molte Voci dei Maestri sono tradotte in inglese. E’ interattiva nel senso che dall’Area Privata chiunque, secondo il principio di Wikipedia, può intervenire per integrare o correggere la Voce. E’ “piccola” perché non ha pretese di esaustività. Ma ambisce ad essere grande perché vorrebbe avvalersi di più contributi possibili da parte di Soci e Candidati.

I Dibattiti sono in genere molto partecipati. Si svolgono prima a porte chiuse, in Area Privata – tutti i colleghi IPA sono invitati a partecipare – e poi, epurati del materiale clinico, sono trasferiti in Area Pubblica. Il Dibattito si apre sulle relazioni di due colleghi relative al tema prescelto. Nell’ultimo dibattito dedicato alla funzione paterna, che si è appena concluso, le relazioni di apertura sono tradotte in inglese.

I Dossier compongono contributi di psicoanalisti e non. Questi i temi fino ad ora affrontati:
Il corpo della donna. Donne/madri/cattivi pensieri. Il lavoro. Femminicidio. Karl Jaspers. Psicoanalisi e guerre.

Da qualche tempo Spiweb lancia alcuni dei suoi contenuti sui social network, in particolare su face book.

4. “Sei proposte per il millennio”. Ricordate sicuramente le “Lezioni americane” di Italo Calvino: sei conferenze che avrebbe dovuto tenere ad Harward. Non ha fatto in tempo a tenerle e neppure a finirle. Così ne sono rimaste cinque: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità. Quando pensavamo a come organizzare questa presentazione, Gabriella Giustino ha suggerito che le qualità individuate da Calvino nella letteratura si prestassero bene a descrivere le qualità alle quali aspira un sito web, in particolare il nostro. Aveva ragione: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità.

Noi cerchiamo leggerezza nei testi. Rapidità nella capacità di sintesi (ricordiamo che un buon testo per Internet non deve superare le due cartelle) e rapidità nel comunicare una notizia ma anche nel cogliere il tema emergente nella cronaca che ci dia spunto per un commento e per un approfondimento. Esattezza, perché divulgare significa usare un linguaggio facile e comprensibile ma non approssimativo. Cerchiamo molteplicità di voci e di punti di vista: sia all’interno della psicoanalisi, che è sempre stata molteplice, sia aprendoci al mondo nel quale viviamo. Cerchiamo visibilità: anzi direi che la visibilità è il nostro primo intento, la nostra passione e la nostra ossessione. Quando come psicoanalisti rischiavamo di scomparire, Internet è venuto in soccorso offrendo un’opportunità da non perdere. Allestire una vetrina che tutti possano fermarsi a guardare. Magari incuriositi, alcuni poi avranno voglia di visitare l’intero magazzino. Visibilità significa anche ricorrere alle immagini. Il rotante è fatto essenzialmente di immagini e i testi sono corredati di figure in modo da sfruttare la forza, l’enorme potere evocativo dell’immagine.

Anche la sesta lezione di Calvino, non scritta, ci riguarda: “consistency”. Consistenza nel senso di sostanziosità dei contenuti ma anche nel senso di densità. Per essere “visti” e indicizzati dai motori di ricerca, abbiamo bisogno di fare massa. Un sito deve perseguire non soltanto la leggerezza, ma anche la pesantezza.

La pesantezza è un punto centrale sul quale vale la pena di spendere due parole. Avete visto che Spiweb ha molte funzioni e si espande in molte direzioni. Una domanda ricorrente è quella di colui che, spaventato dalla mole di lavoro e dallo sviluppo così veloce da apparire incontrollato, alza la mano per porre un’alternativa. A domande del tipo: “Spiweb è pensato per gli psicoanalisti o per i non psicoanalisti?”; “Spiweb risponde alle esigenze della istituzione psicoanalitica nazionale o internazionale?”; “Spiweb pubblica articoli brevi come quelli di un giornale, saggi come quelli di una rivista o addirittura interi libri?”; “Insomma è un fastfood o un ristorante? Un’edicola o una biblioteca?”. La risposta che invariabilmente viene data è: “Tutte e due le cose” o meglio “Tutto”. “Tutto” nel senso che si rivolge sia all’interno che all’esterno, tiene contatti con le altre Associazioni psicoanalitiche, offre contributi veloci ma anche approfondimenti, ha una quota di contenuti effimeri, cose che stanno sulla cresta dell’onda come sulla prima pagina di un quotidiano ma contiene e conserva anche contributi pesanti, vecchi lavori che potrebbero andare perduti, saggi che potrebbero interessare uno studente per la sua tesi o uno studioso di psicoanalisi.

Abbiamo il problema di essere intercettati da coloro che navigano senza una meta precisa, di essere trovati da coloro che hanno già un’idea di quello che vogliono, per esempio uno psicoanalista o notizie sulla psicoanalisi e sulla SPI, come abbiamo il problema di far trovare al visitatore proprio quello che cerca. Passiamo molto tempo a cercare di fare ordine DIA perché noi stessi continuamente perdiamo le cose che abbiamo inserito. A proposito di pesantezza, le cose tendono ad andare a fondo e dobbiamo disporre di un eccellente motore di ricerca interno al sito.

Possiamo aggiungere altre qualità all’elenco? Almeno due.

La prima è umiltà, una qualità della quale lo psicoanalista è ampiamente dotato nel rapporto con il paziente ma della quale tende a fare difetto nel rapporto con i colleghi e con il mondo esterno. La molto citata battuta di Glauco Carloni, “Il narcisismo è la malattia infantile degli psicoanalisti” resta sempre vera specie se declinata come “Il narcisismo è la malattia infantile della psicoanalisi”. La psicoanalisi ha impiegato molto tempo ad accorgersi che il mondo della scienza, della cultura e della psicoterapia stava cambiando e stava organizzandosi senza tenere conto della psicoanalisi della quale tuttavia era inconsapevolmente imbevuto. Sempre più autoreferenziale, la psicoanalisi si è accorta con ritardo che la presenza degli psicoanalisti stava scomparendo dalle istituzioni di cura, dalle università e dai media. Ammettere che abbiamo bisogno di guadagnare visibilità ha richiesto un doloroso atto di umiltà. Ammettere che, se vogliamo che la gente ci ascolti, dobbiamo parlare in modo che la gente ci capisca è stato ed è tuttora molto difficile. La tentazione di evocare l’oscurità quando parliamo o scriviamo è sempre in agguato. La convinzione che basti asserire una verità perché tutti ne restino conquistati è dura a morire mentre le va di conserva l’idea che la ricerca sugli effetti terapeutici dell’analisi a noi debba essere estranea.
La rete offre una grande lezione di umiltà: chi non impara a comunicare, chi non sa essere leggero, rapido ed esatto, annega non visto.

La seconda qualità è responsabilità. Abbiamo una grande responsabilità nei confronti della psicoanalisi, nei confronti dei colleghi, nei confronti dei lettori.

Nei confronti della psicoanalisi abbiamo il compito di conservarla; rappresentarla nelle sue molteplici e non di rado discordanti espressioni; divulgarla; metterla in contatto e in dialogo con il mondo esterno.

Nei confronti dei lettori abbiamo il compito di fornire notizie precise con un buon linguaggio; di far trovare a tutti quello che cercano e anche quello che non sapevano di cercare. Dobbiamo saper parlare a tutti. Per questo, molti contenuti sono organizzati su più livelli: da un primo livello accessibile a chiunque fino a un livello molto approfondito pensato per gli specialisti. Le voci di Spipedia sono costruite secondo questo criterio: sono immaginate come tante carote.
Fra i lettori ci sono le persone che stanno cercando un sollievo nei problemi e nella sofferenza: devono sapere che la psicoanalisi ha le risposte, che uno psicoanalista può offrire l’aiuto desiderato. Abbiamo attivato la funzione “Cerca uno psicoanalista”.

Nei confronti dei colleghi, che devono mantenersi con una professione per la quale si sono formati a prezzo di grande sacrifici, sentiamo sopra ogni altra la responsabilità che la psicoanalisi resti nel mondo come una presenza viva, familiare, rintracciabile.
Il futuro, immenso e incerto, è dietro l’angolo, fuori dello studio, oltre il lettino. Noi vogliamo una cosa sola: esserci.

Stefania Nicasi
Torino 9 aprile 2014