Resoconto sul 2° Ciclo di Seminari sull’Infanzia e l’Infantile in Psicoanalisi

 "Setting e Processi Trasformativi nell’Infanzia e nell’Adolescenza"
A cura di Maria Ceolin

Si è da poco concluso, presso il Centro Veneto di Psicoanalisi, il 2° Ciclo di Seminari sull’Infantile in Psicoanalisi: "Setting e Processi Trasformativi nell’Infanzia e nell’Adolescenza", seminari di formazione alla teoria e alla clinica psicoanalitiche, rivolti a quanti lavorano nell’ambito della psicologia clinica e della psichiatria infantile. La connessione continua tra teoria e clinica, ha reso queste giornate vive e partecipata la discussione al termine di ogni relazione.
Tali incontri si sono posti in continuazione di altre due iniziative del Centro Veneto: il 1°Ciclo di Seminari sull’Infanzia e l’Infantile in Psicoanalisi, svoltosi nel 2008 e il Seminario teorico-clinico sulla Psicoanalisi Infantile, organizzato nel maggio 2009 in collaborazione con la SEPEA (Société Européenne pour la Psychanalyse de l’Enfant e de l’Adolescent ).

5 giugno 2010
Relazione di Carla Busato: L’Ascolto del ‘non senso’ adolescenziale
Il sintomo adolescenziale, non segnala tanto -o forse solo- una patologia, ma una situazione di difficoltà, sofferenza, ricerca identitaria. La relatrice, citando una frase di Magritte "….il quadro finito è una sorpresa e l’autore stesso è il primo a esserne sorpreso….", ha avvicinato il tempo dell’adolescenza all’angoscia della tela bianca, angoscia di non riuscire a esprimere ciò che si sente, di sentirsi inadeguati, inetti o troppo poveri rispetto al mondo intero. La difficoltà di questo passaggio sta nel non ritirarsi dall’esperienza, nel riuscire a sopportare il senso di delusione, aiutando il paziente a sostenere quel "non senso", che talvolta si colloca nella comunicazione e nella relazione. Per questo nel lavoro con gli adolescenti diventa fondamentale la capacità di "stare con il fiato sospeso" e, a volte, con "il pensiero sospeso", nel rispetto di crescite problematiche e a volte preoccupanti, l’attesa e la fiducia.

29 settembre 2010
Relazione di Lucia Fattori: La disabilità intellettiva tra il corpo e lo psichico
La relatrice ha illustrato la letteratura sulla possibile eziologia del deficit cognitivo e sull’intreccio delle reciproche influenze fra il corpo e lo psichico, dalle ipotesi organicistiche di Frith alle posizioni di Diaktine e Simon che riconducono le difficoltà di pensiero a un disturbo relazionale precoce, alla proposta conciliativa di Misès di una nuova categoria diagnostica -psicosi a espressione deficitaria- che raccoglierebbe quel grande insieme di forme in cui l’intrico tra reazione psicotica e deterioramento delle funzioni cognitive appare inestricabile. In seguito, attraverso la presentazione di un esteso caso clinico, la relatrice si è soffermata sull’importanza del piacere della padronanza funzionale per lo sviluppo dell’Io, suggerendo che l’analista accolga controtransferalmente il bisogno di restaurazione narcisistica del piccolo paziente, assumendo la funzione di "contenitore deformabile" che potrà consolidarne il senso di sé, attraverso l’accoglimento e la conservazione dell’impronta di sé che lui avrà voluto lasciare

9 ottobre 2010
Relazione di Anna Maria Nicolò: Il setting con gli adolescenti: variazioni, eccezioni nel lavoro con gli adolescenti gravi
Con molte dettagliate e intense vignette cliniche, in cui mostra la possibilità-necessità di un’elasticità rigorosa, la relatrice dimostra come il setting, nel trattamento degli adolescenti debba essere sempre flessibile e articolarsi sui bisogni del paziente. Questo è soprattutto importante con gli adolescenti gravi, che come ci ricordano Winnicot e Ogden, trasferiscono nel setting non tanto la relazione oggettuale, quanto "l’esperienza dell’ambiente interno nel quale vivono". Il transfert sugli aspetti concreti del setting potrà infatti costituire uno degli aspetti in cui si articolerà il transfert e va particolarmente osservato, anche rispetto agli oggetti della stanza, possibili portatori di frammenti e continuità del sé del paziente.

6 novembre 2010
Relazione di Dina Vallino: Considerazioni sul lavoro clinico con Genitori e Figli: la Consultazione Partecipata
La relatrice, partendo dalla sua pratica decennale e consumata competenza nel campo dell’Infant Observation, ha affrontato il tema di una visione allargata di un approccio più ampio al disagio infantile. La Consultazione Partecipata, progettata inizialmente per genitori e bambini in tenerissima età, come strumento per sviluppare un intervento preventivo precoce, è stata poi da lei estesa anche a genitori e figli più grandi. Ciò che qualifica come psicoanalitico questo tipo di consultazione è l’assetto mentale dell’analista, il suo setting interno, dato non solo dal modo di osservare l’altro, ma anche dal mantenere il contatto con i propri vissuti, mentre tenta di stabilire un’alleanza terapeutica con la madre e il padre insieme al bambino. La Consultazione Partecipata prolungata, rappresenta un’occasione unica per il bambino e i suoi genitori di ‘parlarsi’ con strumenti mediati dal pensiero psicoanalitico e di rimettere il bambino al centro del proprio mondo, del quale i genitori sono parte essenziale e dove "i bambini trovano il coraggio di esistere".

18 dicembre 2010
Relazione di Chiara Cattelan: L’emergere del sé nelle aree autistiche
La riflessione della relatrice si è rivolta al processo che porta all’emergere dei primi rudimenti del sé negli stati autistici. Gli stati di non esistenza e di mancanza di senso legati alla bidimensionalità e alle pseudo-relazioni adesive che prevalgono nelle aree autistiche, costringono l’analista a interrogarsi su alcuni mutamenti della tecnica nell’analisi di questi pazienti. Il processo terapeutico avviene attraverso l’attribuzione di senso a quella sensorialità ancora disponibile alla trasformazione da elementi beta ad elementi alfa utilizzabili per il pensiero, ma anche attraverso l’aiuto dato al paziente per un possibile graduale avvicinarsi alla realtà condivisa. In quest’ottica la relatrice si sofferma su una delicata modalità di contatto tramite l”imitazione’.