Stella and the Vampire Princess

Chair di una individual presentation di Maria Yassa della Swedish Association. 

Thoughts on form, formlessness and alterityin the psychotherapeutic work with a young woman

 Si tratta di una presentazione clinica che descrive un trattamento condotto ad una seduta la settimana. L’analista è consapevole delle limitazioni imposte al setting dalle “rocciose resistenze” della paziente e descrive i suoi sentimenti di insicurezza e inadeguatezza nel controtransfert, si sente forzata ad un silente lavoro di auto-analisi, rendendosi conto molto presto che l’attitudine della paziente alla critica e la noia rivelano un legame primario distruttivo, riattualizzato nel transfert. La paziente evita l’incontro con l’alterità dell’oggetto, compreso l’oggetto-analista e il riconoscimento del suo inconscio e di quello dell’analista stessa. Nella parte teorica vengono ripresi concetti di Laplance e di Bion, a supporto del lavoro sulle dinamiche transferali e del fine ultimo di rendere pensabile ciò che non lo era fino a quel momento. Il prendere forma, come co-costruzione della coppia al lavoro, della figura della Principessa Vampira permette di trovare un campo di comunicazione condiviso. Tale creazione funziona come un contenitore per accogliere un contenuto fino a quel momento impensabile, e in prospettiva ciò apre ad una riconsiderazione del contratto iniziale.