Davide Radice: Intervento dal pubblico [1]

Vorrei fare due piccole considerazioni sul discorso del corpo e sul rapporto con la filosofia. Mi sono occupato della traduzione del testo freudiano del 1926 La questione dell’analisi laica, quindi ho condotto delle analisi lessicali. Freud ha scritto circa 7000 pagine, nelle quali usa 77 volte il termine Körper, che è il corpo inanimato, in greco il soma; tale scelta rimanda, in un modo per me abbastanza inquietante, al dualismo tra anima e corpo, tra psiche e corpo, pur dichiarando spesso di aspettare che la filosofia risolva questo dualismo. Ci sono invece 97 occorrenze di Leib, che è il corpo vivente, che Freud spesso usa per parlare del corpo della madre, il primo corpo con il quale entra in contatto il neonato. Mi sembra in tal senso molto interessante la lettura di Boni, che individua nel rapporto di Freud con l’India quasi il rifiuto di Freud del rapporto con il corpo, come se non fosse completamente elaborato.

Vorrei inoltre dire che anche il rapporto con la filosofia è in Freud molto conflittuale, nonostante egli citi spesso Platone e Schopenhauer, ma non ha mai voluto fare i conti con Nietzsche, rispetto al quale si ritrae in un modo sospetto. Gli riconosce di aver usato tra i primi il termine Es, ma non va in fondo. Una caratterizzazione secondo me importante della filosofia è quella che lui fa in L’avvenire di un’illusione, dove parla della filosofia come di una costruzione paranoica, perché cerca, in un modo che a lui pare sospetto, di spiegare tutto.

[1] Filosofo. Con Antonello Sciacchitano, ha tradotto per i tipi di Mimesis Edizioni (2012) La questione dell’analisi laica di Freud.