Podcast di Geografie della Psicoanalisi

Podcast di Geografie

Geografie della Psicoanalisi tenta di tracciare una mappa della psiche basata sulle interconnessioni e interazioni generate da culture anche distanti da quella di provenienza della psicoanalisi trattando temi problematici che trovano diversa espressione nelle varie realtà .

Con questo intento è iniziata una serie di podcast che saranno pubblicati sul web IPA. Il focus di questo primo ciclo è il tema problematico della morte nelle diverse culture e religioni e anche delle modalità di affrontarla nell’evenienza della pandemia.

 

Autori sono psicoanalisti e studiosi di diverse provenienze geografiche.

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#1 Sudhir Kakar – Morte in India

SUBODH GUPTA UFO5
SUBODH GUPTA UFO5

La morte, la sua paura e gli sforzi dell’immaginazione umana per affrontare la paura è un universale che è stato affrontato in modo diverso da civiltà diverse in tempi diversi della storia. Nel moderno Occidente scientifico, patria culturale della psicoanalisi, la morte non è solo la fine del corpo ma di tutta la coscienza. Il suo terrore è una separazione da tutto ciò che conosciamo, amiamo e a cui siamo attaccati. Ma cosa succede quando l’immaginario culturale, come quello della civiltà indiana, vede la morte come una forma di unione tanto quanto è anche un momento di separazione?

 

 

 

#2 Rubén Gallo – Morte e morire in Messico

ANA MENDIETA EARTH WORK
ANA MENDIETA EARTH WORK

 

Rubén Gallo è uno scrittore, autore di Freud in Mexico: Into the Wilds of Psychoanalysis (MIT Press, 2010) e professore alla Princeton University. In questo podcast, esplora il significato della morte in Messico, dalle famose immagini di scheletri gioiosi dipinti da artisti come Diego Rivera, alle manifestazioni politiche e sociali più cupe degli impulsi mortali nella società contemporanea, inclusa la violenza legata alla droga.

 

 

 

 

 

 

 

# 3 Gohar Homayounpour – Blues persiano

SHIRIN NESHAT, UNTITLED(WOMEN OF ALLAH), 1996
SHIRIN NESHAT, UNTITLED (WOMEN OF ALLAH), 1996

In ogni discussione sull’elaborazione della “morte” in Iran, ci si trova inevitabilmente di fronte all’idea, spesso discussa ed esaminata, che gli iraniani soffrano sintomaticamente all’interno di una cultura ossessionata dalla celebrazione della morte, della nostalgia e del lutto. Molti studiosi interdisciplinari negli ultimi decenni hanno esaminato e fornito dati che dimostrano tali tendenze e le loro disastrose conseguenze per gli iraniani. Qui, Gohar Homayounpour tenta di approfondire le varie tavolozze del “Persian Blues”, in nome dell’integrazione e di un continuo riesame delle nostre nozioni comodamente stabilite, tenta di aggiungere un ma , riferendosi ai vari derivati ​​di Eros passi sulla Persepoli di Persia, sognando che questo bu tpotrebbe diventare una possibilità di “collegamento”, un senso di orientamento, ispirazione, fuori da questi aspetti particolarmente distruttivi e malinconici della cultura iraniana, orientandoci verso un viaggio dalla melanconia al lutto.

 

 

 

 

 

 

 

DIEGO RIBEIRA, 1948

DIEGO RIBEIRA 1948

La particolare relazione dell’America Latina con la morte implica qualcosa di ancora peggiore: la pratica della scomparsa di persone in connessione con il terrorismo di Stato. La scomparsa dei rituali, che ha raggiunto un’estensione senza precedenti, ulteriormente aggravata in tempi di pandemia, non fa che aumentare l’ansia contemporanea. In questo contesto, il ruolo dell’analista è quello di funzionare meno come archeologi – come Freud immaginava – che come antropologi forensi “.

 

 

 

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