Un signore: Intervento dal pubblico

Mi scuso per il fatto che non userò un linguaggio ‘tecnico’ dal momento che non sono uno psicologo. Mi rivolgo alla dottoressa Berlincioni e a quella citazione da lei ricordata per la quale “Ogni civiltà produce i suoi stranieri nel senso che ogni civiltà produce i suoi nemici”. Secondo me bisogna distinguere la società che ‘crea’ i propri nemici dalla società che capisce che ‘ha’ dei nemici. Nel caso dell’Islam, ci sono storicamente valori che sono tradizionalmente, ‘naturalmente’, assolutamente incompatibili con i nostri. Ad esempio, nella piazza davanti a questa sala abbiamo la statua di San Pio V, quello della famosa battaglia di Lepanto, del 1571, in cui  la flotta cristiana riuscì a sconfiggere in una battaglia decisiva per le sorti dell’umanità la flotta islamica. Se non fosse stato così, magari, invece di avere le due competenti e affascinanti relatrici che abbiamo ascoltato adesso, avremmo magari avuto un parterre di cinque uomini e basta.

Quindi chiedo, a proposito degli scopi della psicoanalisi, sulla stessa questione posta dallo psicoterapeuta che mi ha preceduto, nell’Islam, che ha dei valori diametralmente opposti, cambia il soggetto che può esercitare la psicoanalisi? In Italia, la psicoanalisi è esercitata, se non ho capito male, nell’80% da donne. In Iran, invece, in teoria non potrebbe neanche darsi la psicoanalista donna: non possedendo il fallo, non possiede l’inconscio; non si può procedere con il metodo classico perché l’uomo sul lettino sarebbe posto in una condizione di subordinazione rispetto all’analista donna. Allora, rispetto a queste faccende, chiedo anch’io se cambiano anche gli scopi della psicoanalisi¸ penso ad esempio all’omosessualità, che in Italia dal 1973 è stata derubricata come disturbo nella cultura psichiatrica, giuridica e psicologica, mentre in Islam gli omosessuali sono condannati a morte. Allora: se un omosessuale chiedesse in Italia di essere ‘guarito’ tale richiesta suonerebbe quasi come una bestemmia, dal momento che non si può parlare di omosessualità come di malattia; invece in Iran un islamico omosessuale deve chiedere di essere guarito altrimenti sarebbe passibile, se colto in fallo, di impiccagione per condanna a morte. Per concludere: è compatibile la psicoanalisi praticata in Islam con la psicoanalisi occidentale?