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Discussioni Controverse

27/07/21
Melanie Klein e Anna Freud

Melanie Klein e Anna Freud

Discussioni Controverse

A cura di Sandra Maestro

Le “discussioni controverse” è il termine dato ad una serie di conferenze (sei) organizzate dalla Società Britannica tra il Gennaio 1943 e il Febbraio del 1944  per discutere le divergenze teoriche e scientifiche, createsi tra i due gruppi della società stessa, capeggiati rispettivamente da Melanie Klein e Anna Freud.

Discussioni Controverse. A cura di S. Maestro

Contesto Storico

Tra il 1934 e il 1938 un nutrito gruppo di analisti viennesi si trasferì a Londra per sfuggire alla persecuzione nazista. Freud con la sua famiglia fu tra gli ultimi a lasciare Vienna. All’epoca la Società Psicoanalitica Britannica contava non più di una 40 di membri ed era influenzata dalle teorie di Melanie Klein, trasferitasi a Londra nel 1926. Le sue idee consistevano fondamentalmente in una estensione delle teorie della psicoanalisi ai bambini ed erano guidate prevalentemente dall’osservazione clinica dei piccoli pazienti;  il suo modo di procedere era passionale e impetuoso, a discapito a volte della chiarezza e sistematizzazione del suo corpo teorico per la cui comprensione i suoi stessi seguaci sentivano la necessità di momenti di discussione e chiarificazione delle sue posizioni. Malgrado ciò,  le sue teorie avevano informato in modo molto significativo la formazione teorica e tecnica dei candidati fino all’arrivo dei “viennesi” nel 1938.

Con lo scoppio della guerra, tra il 39 e il 42 gli analisti inglesi o naturalizzati inglesi si erano rifugiati in varie zone dell’Inghilterra e della Scozia per sfuggire ai bombardamenti della capitale; altri analisti erano entrati nell’esercito ( J.Bowlby, E. Balint, W.R.Bion) e quindi non partecipavano se non sporadicamente alle riunioni della società. In quel periodo i legami tra gli altri analisti e in particolare tra la Klein e i suoi sostenitori venivano mantenuti soprattutto a livello epistolare. Nel frattempo  Edward Glover portava avanti la vita societaria a Londra, con pochi incontri a  cui partecipava il  gruppo sparuto degli analisti di recente immigrazione a cui non era consentito allontanarsi dalla capitale. Tra questi c’era Anna Freud. Anna Freud aveva raccolto attorno a sé un gruppo di analisti con cui organizzava degli incontri a cadenza quindicinale a casa propria per discutere le sue idee sulla possibilità di applicare la psicoanalisi ai bambini .

Discussioni Controverse. A cura di S. Maestro 1

All’impoverimento numerico dei partecipanti attivi alla vita istituzionale si sommava l’ulteriore problema della concentrazione di più cariche all’interno di una stessa persona. Glover , ad esempio, era Direttore della Clinica Psichiatrica dove lavorava, segretario scientifico della Società Britannica, segretario della Associazione Psicoanalitica Internazionale e presidente del Comitato di training.Quindi i problemi della vita societaria si intrecciavano con le vicissitudini dei singoli analisti, costretti a migrare e alle ristrettezze economiche.  In sintesi nel backgrown delle discussioni controverse va considerato il contesto della guerra e il trauma conseguente allo stravolgimento della vita dei singoli individui, tra cui la separazione dagli affetti, l’arruolamento nell’esercito degli uomini, e la povertà economica dovuta alla mancanza di pazienti e di candidati disponibili per il training.

In questo clima, la portata rivoluzionaria, e per alcuni sovversiva, delle teorie  di  Melanie Klein ebbero un forte impatto sul gruppo dei freudiani che si era ricostituito a Londra e che si considerava il portatore della tradizione. A questo punto, però, nella Società Britannica si erano creati tre gruppi. Il gruppo dei Kleininai che comprendeva oltre a Melanie Klein Joan Rivier, John Rickman, , Susan Isaacs, Money-Kyrke e inizialmente anche D.W.Winnicott; il gruppo dei Viennesi  con Anna Freud, Barbara Law, Marjorie Birerly, Dorothy Burlingam, Ella Sharpe appoggiato da Glover ;infine  un gruppo intermedio di cui facevano parte Bowlby, Balint , la Pyne ed altri.

Nel 1942, a seguito dell’accesa conflittualità, fu deciso di organizzare una serie di  “riunioni straordinarie” per affrontare le divisioni all’interno della Società Britannica. Durante l’ultimo di questi incontri, nel Giugno 1942, fu deliberato di proseguire con una serie di conferenze per discutere le divergenze teoriche e scientifiche tra i due gruppi, divergenza che avvrebbero avuto ricadute sulla formazione degli allievi, sulla vita societaria e sullo sviluppo della psicoanalisi.       Lo scopo delle discussioni era di presentare alcuni concetti estratti dalle teorie della Klein e argomentarne la validità e la congruenza con la tradizione psicoanalitica. Secondo Glover infatti l’onere della prova spettava ai seguaci della Klein, ogni nuova ipotesi doveva dimostrare la congruenza e la contiguità con i concetti della tradizione. Gli analisti coinvolti nelle presentazioni furono Susan Isaacs, W Ronald Fairburn, Paul Heinmann , Melanie Klein stessa mentre tutti gli altri partecipavano alla discussione.

Contenuti delle discussioni controverse

Nella prima conferenza, Susan Isaacs chiarisce la distinzione tra la phantasy, prodotto dell’inconscio, ed il fantasticare ad occhi aperti (l’immaginazione). La phantsy come prodotto diretto dell’inconscio era un corollario della psiche e in quanto rappresentante psichico della pulsione, è innata e coincide con l’appagamento allucinatorio del desiderio. Isaacs riteneva che, per Freud, le pulsioni nella prima infanzia potessero agire solo attraverso il meccanismo della regressione ma che sarebbe giunto a conclusioni diverse se avesse avuto l’opportunità di osservare clinicamente i bambini piccoli. Isaacs aggiungeva che Anna Freud avesse modificato la teoria Freudiana relativa alla nascita dell’Io. Nel libro scritto insieme a Dorothy Burligham, veniva osservato che sebbene introiezione e proiezione siano meccanismi che necessitano di un Io differenziato, già dal secondo semestre di vita il bebè è in grado di riconosce l’esistenza dell’oggetto e di percepirne la gratificazione legata alla sua presenza o la frustrazione all’assenza. In definitiva il disaccordo riguarderebbe solamente il primo semestre di vita in quanto introiezione e proiezione sono meccanismi strutturanti lo sviluppo dell’Io e quindi presenti fin dalle origini della vita psichica. Conclude con un’osservazione relativa al fatto che la vita nelle prime fasi dell’infanzia è ben lungi dall’essere piacevole, per cui tutti gli urti del “non me” formano la base delle angosce persecutorie e necessitano anche la strutturazione di meccanismi di difesa.

Anna Freud osservò che le teorie della Isaacs spostavano lo sviluppo dell’Io nelle primissime fasi della vita e si chiedeva che implicazioni avrebbe avuto questa anticipazione dal punto di vista della tecnica. La Payne osservò che pur considerando la risoluzione del complesso edipico la fase conclusiva dello sviluppo del bambino, alcune difficoltà di natura psichica potevano insorgere anche in fase pre-edipica, suggerendo implicitamente la necessità di una meta-psicologia degli stati primitivi dello sviluppo

Nella seconda conferenza Glover propose la lettura di un articolo di Fairbairn che arrivava a conclusioni molto simili a quelle di Melanie Klein. Secondo l’autore il concetto di fantasia andava integrato più direttamente con il concetto di realtà interna dell’Io, che è popolata dai suoi oggetti interni. Gli oggetti interni sono entità dotate di una identità propria con cui l’Io intrattiene rapporti analoghi a quelli che ha con gli oggetti della realtà esterna. Quindi il concetto di fantasia inconscia va integrato con l’intensa rete di relazioni che l’Io stabilisce con suoi oggetti interni.

Nella terza conferenza, Anna Freud chiarì la sua posizione riassumendola in tre punti fondamentali. Dissentiva dall’idea di Melanie Klein per la quale il bambino fosse consapevole di una realtà esterna al sé prima dei sei mesi. Nel primo semestre di vita, a sua detta, il bambino è solo preoccupato dal raggiungimento del proprio piacere e benessere, quella condizione che Freud definisce come narcisismo primario. La consapevolezza di un oggetto esterno viene acquisita solo dopo il primo semestre ed è mediata dall’esperienza di gratificazione e manipolazione da parte della madre. Dissentiva dall’idea di una percezione dell’oggetto, anche su base allucinatoria. Ipotizzava una netta prevalenza della pulsione libidica sulla pulsione di morte pulsione che Klein ipotizzava alla base dell’atteggiamento ostile del neonato nei confronti degli stimoli esterni.

Nella quarta conferenza, la Heimann partiva dal presupposto che Freud avesse lasciato in sospeso ciò che accade fra il periodo dell’esperienza al seno e le fasi successive dello sviluppo. Definiva i processi di introiezione da parte dell’ Io come l’equivalente di un incorporare e un divorare, parallelamente la proiezione era l’equivalente dello sputare, rigurgitare, evacuare. Il bebè non può tuttavia disfarsi della pulsione di morte, perché è intrinseca all’organismo, innata ed endogena. La relazione precoce con il seno viene interiorizzata e precede la fase auto-erotica. Precocemente viene interiorizzato un seno-buono e il bebè tenta di espellere il seno cattivo. Da questa scissione nascono le radici del super-io; angoscia e colpa si generano nell’attacco all’oggetto interno. Gli oggetti interni possono essere anche benevoli e incoraggianti, non solo persecutori e terrificanti. Durante la discussione della sua paper le furono fatte alcune obbiezioni sull’uso indiscriminato di divoramento incorporazione/introiezione/identificazione e questo richiese l’organizzazione di altri due incontri.

Nell’ultima discussione controversa che si tenne nel Febbraio 1944, Melanie Klein intervenne per chiarire che il punto non era negare o affermare la pulsione di morte, ma esplorare le origini dell’aggressività rivolta verso l’oggetto.  La Klein poneva l’accento sullo sviluppo delle fantasie pre-edipiche, teorizzando che l’organizzazione della vita psichica del bambino partiva dal rapporto col seno, e della loro analizzabilità attraverso gioco del bambini nella stanza d’analisi. Al contrario, Anna Freud non credeva che si potesse attribuire al rapporto col seno la funzione organizzativa dei primi stati mentali e valorizzava il materiale clinico relativo allo sviluppo psicosessuale come effettivamente analizzabile.

Conclusioni Le discussioni controverse non portarono a nessun accordo dal punto di vista teorico. Fu deciso infatti che Melanie Klein e Anna Freud avrebbero continuato a tenere nell’ambito del training due seminari paralleli sulla psicoanalisi infantile dove ciascuna avrebbe continuato a sviluppare le proprie teorie e le loro implicazioni per la tecnica. La  discussione all’interno della Società proseguì sugli altri punti sollevati e in particolar modo su come le controversie teoriche potevano influenzare la formazione dei candidati e come ristrutturare l’intero comitato didattico e l’iter formativo degli allievi. L’intera vicenda rappresenta una occasione molto ricca di apprendimento sulle radici delle principali teorie e scuole di pensiero che hanno influenzato lo sviluppo della psicoanalisi dei bambini;  rappresenta  inoltre  un esempio dell’accesa conflittualità che si attivò all’interno della comunità psicoanalitica intorno al tema dell’identità e delle appartenenze al gruppo nonché delle resistenze che le nuove idee e teorie hanno incontrato  prima di affermarsi.

Bibliografia

Fairbairn W. Ronald D (1944) Endopsychic structure Considered in terms of object relationships, IJPXXV (pp70-93)

-Freud A (1926)Quattro conferenze sulla psicoanalisi infantile, Opere, Vol I Boringhieri editore,

-Grosskurth P. (1986) Melanie Klein il suo mondo e il suo lavoro, Bollati Boringhieri editore

-Heimann P (1952) Certain Functions of Intojections and projections in Early Infancy, in Melanie Klein et all Developments in Psycho-Analysis, Hogart Press, London

-Isaacs S(1948) The nature and Function of Phantasy, IJP XXIX, pp73-97

-Klein M (1927) Symposium sulla analisi infantile, in Scritti 1921-1958, Bollati Boringhieri Editore

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