“Cento Edgar Morin” A cura di M. Ceruti Recensione di P. Ferri

"Edgar Morin, 100 e non più 100" di D. D’Alessandro, Huffpost 10/7/21 

CENTO EDGAR MORIN

100 firme italiane per 100 anni dell’umanista planetario

A cura di Mauro Ceruti

(Mimesis ed., 2021)

Recensione a cura di Paola Ferri

 

Consiglio caldamente la lettura del libro Cento Edgar Morin, testimonianza di 100 intellettuali sull’autore, in occasione del suo centesimo anno di età.

Gli rendono affettuoso e colto omaggio, e scrivono a testimonianza del pensiero di un filosofo che ha attraversato il 900.

 

Edgar Morin è noto per l’approccio transdisciplinare con il quale ha trattato un’ampia gamma di argomenti che hanno a che fare con lepistemologia, e nello specifico con la biologia, la genetica, la filosofia, l’ecologia, l’etica, la politica e la sociologia.

Durante la sua carriera accademica ha lavorato principalmente per l’École des hautes études en sciences sociales (EHESS) e il Centre national de la recherche scientifique (CNRS).

Prende parte alla liberazione di Parigi nell’agosto del 1944, e questo è solo l’inizio del suo impegno sociale e politico.

In sintesi, e mi spiace essere riduttiva, l’autore auspica la necessità di una nuova conoscenza che superi la separazione dei saperi presente nella nostra epoca e che sia capace di educare a un pensiero della complessità. Recentemente Lisa Marchiori su questo sito parla di Morin in relazione al cinema, perché anche di quello ha trattato, quale “fenomeno umano totale”.

Lo invito a conoscerlo perché propone un metodo per accedere a una  conoscenza improntata non sulla staticità di concetti e nozioni quanto piuttosto sul loro  dinamismo, sulla intercorrelazione, la processualità, e la metamorfosi dei fenomeni che li sottendono.

 

Mauro Ceruti, professore di Filosofia della Scienza , che ha proposto la stesura del libro e contattato gli altri commentatori, lo definisce un Umanista Planetario, e uno dei maggiori filosofi viventi. Le sue radici ebraiche e mediterranee hanno contribuito a un’identità aperta e multipla, e a definirne l’immagine come filosofo e saggista rinascimentale, nell’idea dell’Essere Umano come scheggia infinita di un’esplosione cosmica.

La sua epistemologia della complessità, ricerca un metodo di integrazione dei saperi, che ha lo scopo di connessione delle conoscenze, di ricerca di una scienza dotata di coscienza, che riproponga il problema del senso e dello scopo del nostro agire e del nostro pensare: un’antropologia globale e integrativa, che superi la parcellizzazione asfittica degli attuali saperi.

 

 

Il concetto di fraternità, così forte nella cultura francese, può essere un veicolo per la creazione di un sapere universale e condivisibile, con una spinta che prevede il bisogno dell’Altro (e qui riecheggia un altro celebre francese, Jacques Lacan) e l’integrazione degli opposti, di Eros (che cerca di unire) e di Thanatos (che cerca di distruggere), ma anche di Polemos, che cerca di contrapporre. O l’umanità sarà capace di questo, o potrebbe finire distrutta. O saremo capaci di questo nuovo fraterno rinascimento, perché si compia una comunità umana, ossia la coscienza che siamo figli e cittadini della Terra-Patria, o andremo alla perdizione e all’annientamento.

 

Questi sono i temi di fondo proposti in primo luogo da Ceruti, che vengono però raccolti da tutti gli altri commentatori, specificandone, ognuno, una particolare angolazione, a seconda si tratti di filosofi, di scienziati, di ricercatori, di artisti, di politici, o di psicoanalisti.

Chiara Simonigh, professoressa di teorie dei media e cultura virtuale, parla dell’esperienza estetica come fenomeno di comprensione universale, mentre Agiman, direttore d’orchestra, lo intravede nell’esperienza musicale.

Morin utilizza il termine reliance , crasi di relier (collegare) e alliance (alleanza). Occorre tentare di unire e collegare ciò che è diverso.

Tutte le conoscenze rimangono incompiute, ma è questo che le fa andare avanti, e  se un individuo si trova intrappolato tra due ingiunzioni indecidibili, può solo creare un ulteriore meta contesto che non implichi alcuna scelta. L’oggetto della conoscenza non è il mondo, ma noi nel mondo, come sappiamo dalla fisica quantistica (e Bologna presidente del WWF ce lo ricorda): complessità non è soltanto pensare l’uno e il molteplice insieme, ma anche l’inclusione dell’osservatore nell’osservazione.

Occorre tracciare il metodo che porti a ripensare il nostro stesso modo di pensare, la struttura del nostro pensiero, e apra lo spazio per una sorta di creatività politica e di vita activa.

Don Ciotti enfatizza il concetto di fratellanza, di ecosistema e di condivisione e riconoscimento dell’Altro, seguendo l’esempio teorico di papa Francesco nell’ultima enciclica,  la Fratelli tutti ; e Isabella Continisia, responsabile formativa in Medicina, ci ricorda il senso della parola cura, che rimanda al concetto di saper vivere, ben diverso dal semplice essere in vita. Ci ricorda l’approccio alla persona e non al sintomo, e nella formazione didattica il saper essere, al di là del saper fare. Ecco il problema posto da Morin: cos’è la conoscenza? E io, come insegno?

 

La Filosofia non è d’ostacolo alla Scienza, e il nostro daimon potrebbe essere proprio di tessere la complessa trama dell’esistenza. L’uomo non è solo sapiens ma anche demens, cioè non solo ragione, ma anche affetti ed emozioni. Occorre vigilare sulle nostre emozioni così come sulle nostre idee, ispirate da démoni (da non confondere coi demòni di Dostoewskij) che possono diventare benefici ispiratori anziché ossessivi sabotatori della creatività ( e mi sono ispirata al commento di Luca D’Alessandro, sociologo giuridico).

Insegnare significa insegnare a vivere (Carlos De Martin), e la presunzione da abbattere non è solo quella che si riferisce alla biologia alla psicologia e alla cosmologia, ma anche alla epistemologia, che nel suo La Methode, (6 volumi scritti tra il 1977 e il 2004) viene ad essere la base della fondazione di una originale concezione della conoscenza, nella elaborazione di un metodo della complessità, che riporterebbe a unità ciò che la scienza moderna ha separato e disgiunto.

Secondo Santa de Siena ( filosofa) il complexus, ossia ciò che è tenuto insieme può essere alla base di nuova coscienza ecologica planetaria.

In questo senso parleremo di Ecologia etica ( De Simone) e di Ecologia dell’azione (ossia dell’interazione, e dello studio della conseguenza delle nostre azioni (Felice de Toni, ingegnere).

E sono costretta a tralasciare altri importanti contributi, tra cui quelli di registi e architetti. La parlamentare europea Patrizia Toja parla di Unione europea come progetto di integrazione non ancora realizzato tra uomini e culture, segnante quel destino comune di cui parla Morin a proposito degli ideali universali nati dalla lotta ai totalitarismi e dalla Resistenza, a cui infatti Morin ha attivamente partecipato.

Mi spiace fare torto a molti, ma vorrei terminare con il riferimento che compete in questa sede alla Psicoanalisi, che è riportato negli interventi di Lorena Preta e di Annamaria Nicolò.

 

Lorena Preta fa riferimento al primo concetto che è venuto in mente anche a me avvicinandomi a questo autore, ossia il sentimento oceanico di freudiana memoria. Freud lo citava a proposito del suo interlocutore, Roman Rolland, amico mistico, al quale confessava di sentirsi estraneo, se non per fascinazione intellettuale, a quel concetto di unione con il mondo da lui descritto.  Freud ne parla a proposito del ricordo sull’Acropoli, in cui improvvisamente si sente estraneo alla sua cultura , riferendo poi questo sentimento di estraniazione all’ambivalenza affettiva nei confronti del padre.

 

 

Eugenio Gaburri lo riferirà alla perdita di nesso tra soggettività e alterità, che funge da connettivo per la comunanza del gruppo umano (Nessi inquietanti tra  soggettività e cultura, 1999), come difficoltà nella emancipazione dal corpo materno gruppale, nella definizione dell’identità soggettiva; e la Psicoanalisi infantile vedrà in questa difficoltà nella differenziazione il primo rischioso nucleo di disagio e malattia.

Morin sembra capovolgere ottimisticamente, a mio parere, questa visione pessimista: il senso di condivisione può non portare alla catastrofe, ma alla rinascita, non al narcisismo primario e patologico, non alla confusione, ma, come ci ricorda Preta, a quel’umanesimo planetario di cui parla Morin, come connettore universale, che ci permette di superare il vissuto circoscritto della nostra soggettività, per appartenere alla specie umana e per salvare la Terra, la nostra Madre Terra.

Anna Maria Niccolò pone l’accento sulla concezione di identità che per il filosofo francese implica l’articolazione con l’alterità. Abbiamo i già citati riferimenti a Lacan e a Rimbaud, ma anche a Winnicott, che parla del bambino che si rispecchia nella madre e con ciò costruisce il Senso di sé: il bambino è la madre inizialmente e riconosce se stesso attraverso di lei. Narciso annegherà perché non ha mai visto altro che la propria immagine, nel senso che non ha mai avuto qualcuno che l’abbia rispecchiato, primariamente.

L’uomo soggettivo non sarà però una monade chiusa in se stessa, ma un’unitas multiplex, che comprende molti punti di vista, relativi anche ad altre discipline, nella non pretesa di conoscere verità assolute, ma solo verità parziali, dialettiche, e sempre trasformabili: insature come ci ricorda  Wilfred Bion.

 

 

Note bibliografiche:

 

Bion W.R.– 1963-Gli elementi della Psicoanalisi-1973 Armando Ed.

Mauro Ceruti ( a cura di) 2021 Cento Edgar Mprin- Mimesis Edizioni

Freud S. (1929)-Il disagio nella civiltà-O.S.F. 10

Freud S. (1936)-Un disturbo della memoria sull’Acropoli. lettera aperta a Roman Rolland- O.S.F. 11

Gaburri E. ( 1999 )-Nessi inquietanti tra soggettività e cultura . da Enigmi della cultura e  disagio nella civiltà ( Gaburri e Contardi a cura di), 1999 Bollati B.ed.

Morin E.-1977/2004- Il Metodo (1 2 3 4 5 6) : La natura della natura, La vita della vita, La  conoscenza della conoscenza, Le idee habitat vita.., L’identità umana, L’etica-Feltrinelli e Raffaello Cortina ed, 1983/2005

Morin E.- (1952/1962)-Sul cinema un’arte della complessità-Raffaello Cortina ed, 2021

Morin E.-(1982)Scienza con coscienza-Franco d’Angeli, 1984

Morin E.-1990-Introduzione al sistema complesso-Serling e Kupfer, 1993

Morin E.-1997-Una politica di civiltà-Asterios 1999

Morin E.-2014-Insegnare a vivere-Manifesto per cambiare l’educazione, 2015 Raffaello  Cortina ed.

Morin E.-2015-Etica e identità umana Egea ed.

Morin E.-2015-Sull’estetica-2016-Raffaella Cortina ed.

Morin E.2019-La fraternità. Perché? 2020 AVE, ed.

Morin E.-2021 –La methode de la methode

Winnicott D.W.-1965-Sviluppo affettivo e ambiente-1975 Armando ed.

 

 

Vedi anche: