Corpo Cibo Affetti.A cura di Carla Busato Barbaglio e Lucio Rinaldi – Borla, Roma, 2014

corpo cibo_affetti_immagineFRESCHICorpo Cibo Affetti è un testo multidisciplinare che affronta il tema del disturbo alimentare. Fa da perno alle differenti proposte di diagnosi e cura in dialogo tra di loro l’esperienza istituzionale che al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, psicoanalisti, endocrinologi, nutrizionisti, operatori di comunità, conducono da tempo, fatta la fondamentale scelta di confrontarsi e integrare le differenti prospettive terapeutiche e le ipotesi esplicative. Il tema del nutrimento attraversa tutta la vita sin dalla gravidanza. Epigenetica, neurobiologia, relazionalità madre-bambino, stili alimentari, culture familiari, transgenerazionalità, assetti psicopatologici, crescita mentale, superata l’annosa dicotomia mente corpo, suggeriscono e tracciano nuove strade interpretative e terapeutiche.

L’adolescenza poi, nella attuale  lettura neuro-scientifica, psicologica, bio-endocrinologica, si colloca in una posizione cardine tra l’infanzia e l’età adulta imponendo una rilettura multidimensionale delle distorsioni a carico della alimentazione.

L’introduzione in forma di intervista al sociologo Franco Ferrarotti è una interessante riflessione sulle aree di vita e di relazione coinvolte nella determinazione del disturbo alimentare:  cultura, economia, religione, come pure  latitudini e  diversità climatiche, plasmano e creano differenze e segnano i percorsi di ciascuno. Nella via della salute, della difficoltà o della malattia.

“Oggi il corpo viene negato attraverso una strategia del cibo che è intelligentemente e astutamente manovrata dalle grandi centrali che producono i mezzi di sussistenza, le cibarie. Questo è il punto; le straordinarie centrali produttrici del cibo sono in grado di determinare i gusti prevalenti, dai cereali per la mattina fino a tutte le altre cose, c’è un’opera  di vero e proprio condizionamento. Di qui l’enfasi sulla magrezza, sulla agilità, sui cibi che si suppongono esteticamente dotati, mentre possono avere, e di fatto hanno, effetti disastrosamente negativi sui giovani di oggi e specialmente sugli adolescenti. Siamo di fronte ad una vera e propria perversione del gusto, dei valori estetici della persona, del corpo desiderabile, seducente e appetibile, attraverso la manipolazione del cibo. Il cibo viene negato senza renderci conto che negare il cibo significa negare il corpo e negare il corpo vuol dire negare la residenza del soggetto; l’individuo diventa un soggetto senza fissa dimora se il corpo è la residenza del soggetto. Dimenticando questo, abbiamo dei soggetti senza memoria che vagano e non hanno più in sé i punti essenziali per la propria stabilità, sia psichica che culturale in senso generale, e per la pro-pria autocollocazione sociale”. Dal dialogo con Franco Ferrarotti nell’Introduzione

I curatori

Carla Busato Barbaglio, psicoanalista, membro ordinario e AFT (funzioni di training) SPI e IPA. Esperta in psicoanalisi dei bambini e degli adolescenti SPI e IPA; psicoterapeuta di bambini, adolescenti e famiglie modello Tavistock. Presidente del Centro di Psicoanalisi Romano. 

Lucio Rinaldi, psichiatra, professore aggregato di Psichiatria dell’Università Cattolica di Roma-Policlinico A.Gemelli. È responsabile delle aree: vita nascente, età evolutiva, adolescenza, disturbi del comportamento alimentare del Servizio di Consultazione Psichiatrica.

Contributi di: Michele Ceresola, Salvatore Maria Corsello, Annapina De Rosa, Silvia Della Casa, Vincenzo Di Donna, Ricky Emanuel, Elisabetta Greco, Carmelo La Rosa, Erika Leone, Paola Linguiti, Giacinto Miggiano, Maria Luisa Mondello, Maria Antonietta Muroni, Maria Pia Ricciato