“Cyber generation” di A. Pellai e E. Papuzza. Recensione di D. Timpano

“CYBER GENERATION”

SFIDE EVOLUTIVE PER CHI CRESCE ONLINE

 di Alberto Pellai e Elisabetta Papuzza

Franco Angeli, Milano, 2019

 

Recensione  a cura di  Domenico Timpano

 

Scritto a quattro mani da due autori impegnati sia nel campo della formazione che nel campo della psicoterapia, “Cyber generation” si rivolge a tutti gli adulti che a vario titolo si occupano di bambini e adolescenti. Genitori e insegnanti, medici e pediatri, psicoanalisti e operatori sanitari apprezzeranno la duplice intelaiatura, psicoeducativa e psicodinamica, di un testo che esplora le nuove fenomenologie relazionali dell’I-Generation.

Se è vero che l’invenzione di Internet ha prodotto la ‘rivoluzione digitale’ dei nostri modi di essere e di vivere insieme, dobbiamo riconoscere che sono soprattutto i ‘nativi digitali’, i ragazzi nati a cavallo del 2000, i portatori integrali di questa trasformazione. Una trasformazione così veloce e radicale, da rendere difficile a chi nativo digitale non è la comprensione adeguata dei fenomeni che si sono venuti a creare. Piero Angela, nel suo ‘Viaggio dentro la mente’, sottolinea che ‘’la tecnologia procede molto più rapidamente della capacità culturale di adattamento” evidenziando uno scarto crescente tra tecnologia e cultura. Ma se pensiamo anche alle differenze intergenerazionali,  dobbiamo riconoscere che i nativi digitali hanno creato con Internet fenomenologie individuali e relazionali, sociali e globali che prima non erano immaginabili. Una ‘quarta rivoluzione’, secondo Luciano Floridi, dopo Cartesio, Darwin e Freud.

Essere online è la nuova condizione esistenziale degli esseri umani. Ci si disconnette in poche occasioni: in aereo, a volte di notte, o per disintossicarci da un uso additivo di Internet (Digital Detox). Gli autori di “Cyber generation”, adottando la terminologia di Luciano Floridi, chiamano questa condizione essere onlife.  Ne deriva che non è possibile più contrapporre nettamente un mondo reale a un mondo  virtuale, perché il ‘virtuale’ di internet è talmente vissuto e consistente da assumere lo statuto di realtà digitale. Di pari passo, i nostri confini spazio-temporali sono diventati più fluidi, non si riesce a distinguere nettamente tra un dentro e un fuori, tra Sé e altro da Sé, con inevitabili ripercussioni sui processi che definiscono le nostre identità individuali e sociali, anch’esse più fluide.  Rimane tuttavia un’importante distinzione, quella tra essere connessi ed essere in relazione, ad orientarci nel nostro impatto con i comportamenti Internet-correlati. Connessione e relazione possono sia potenziarsi a vicenda, sia escludersi, a seconda di quanto le differenziazioni Sé-Altro da sé e dentro e fuori vengono mantenute e di quanto siano appropriate alla fase di vita degli utilizzatori.

“Cyber Generation” è una guida preziosa per orientarci nella comprensione di questi comportamenti. Ai suoi Autori va riconosciuto il merito di utilizzare un linguaggio non eccessivamente tecnico che rende la complessità della materia accessibile a un’ampia fascia di lettori. Ogni capitolo inizia con un racconto “inventato ma verosimile”, in cui molti riconosceranno quello che accade nelle camerette di tanti adolescenti e nelle aule scolastiche.

Rispetto alla sessualità dell’I-Generation, emerge come l’uso di Internet favorisca la ricerca della dimensione erotica rispetto a quella affettiva. Di pari passo sembra diminuire la capacità di coinvolgimento emozionale, che quando si verifica viene considerata un incidente di percorso, una malattia. “Catching the feeling” dicono in questi casi gli adolescenti americani.

Per quanto riguarda le varie forme di sessualità su Internet, quali il sexting, l’adescamento e le pornografia, vengono suggerite specifiche modalità di intervento sia a livello familiare che scolastico.

Il capitolo dedicato alle nuove dipendenze è molto ricco. Vengono esaminate accuratamente le varie forme di dipendenza da internet: il videogioco, il gioco d’azzardo, lo shopping online, il sesso virtuale, l’Hikikomori e le questioni relative ai siti che istigano all’anoressia, alla bulimia, all’autolesionismo e al suicidio. L’inquadramento teorico utilizza una cornice molto ampia, che va dalla fenomenologia descrittiva dell’Internet Addiction Disease-IAD alla psicodinamica dei traumi avvenuti all’interno delle relazioni primarie. Il concetto di dipendenza viene esaminato sia nelle sue varianti sane che patologiche.

Il Cyberbullismo viene descritto particolarmente in ciò che lo distingue dal bullismo tradizionale. L’anonimato del molestatore gli consente di agire sotto mentite spoglie e di essere più difficilmente reperibile. La mancanza di un contatto diretto tra gli attori, e quindi di un feedback sulle conseguenze delle azioni del bullo, provoca un allentamento delle remore morali. E poi, una volta immesso in rete, un contenuto acquista vita propria e possibilità di diffusione potenzialmente infinite.

I problemi connessi con l’uso pervasivo di Internet richiedono che i caregivers siano adeguatamente preparati, formati e maturi. E’ importante che conoscano bene il funzionamento di Internet, ma anche le strutture istituzionali cui possono rivolgersi in caso di bisogno e in emergenza. La rete è in grado di attivare contenuti perturbanti, vissuti interni rimossi e/o negati, che possono sia eccitare che spaventare. Gli effetti dell’eccitazione senza contenimento (J. Benjamin), infatti, hanno un impatto molto destabilizzante sulla regolazione affettiva degli stati del Sé ed è la funzione di contenimento, appunto, che il mondo adulto deve sforzarsi di preservare e di potenziare. Se è vero che viviamo in una “società liquida” (Baumann), per evitare straripamenti e inondazioni emotive dobbiamo cercare di migliorare le nostra capacità, sia a livello individuale che a livello sociale, di funzionare come contenitori.

 

Bibliografia

Angela P., Viaggio dentro la mente. Rai Eri. Mondadori, 2014

Baumann Z., Modernità liquida. Laterza, 2011

Benjamin J., “The ‘too muchness’ of excitement: Sexuality in light of excess, attachment and affect regulation”, Int J Psychoanal (2015),96,pp.39-63

Floridi L., La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo, Raffaello Cortina, 2010

 

 

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