Edoardo Weiss a Trieste con Freud – Rita Corsa, Alpes, Roma 2013

 

WEISSFRESCHIIl libro esplora gli anni triestini del padre della psicoanalisi italiana, Edoardo Weiss, quando le vicende private e professionali del protagonista si intrecciano con una fase di straordinari sovvertimenti storici. Terminata la sua formazione medica all’università di Vienna e divenuto psicoanalista sotto la guida di Freud e Federn, alla fine della Grande Guerra Weiss ritorna alla natia Trieste, dove viene assunto come psichiatra presso il locale frenocomio. Vi lavorerà per circa un decennio, dedicandosi nel contempo ad introdurre la novella scienza psicoanalitica nel contesto cittadino, in stretto contatto epistolare con Freud e con Federn.

L’autrice si è avventurata in una lunga e appassionata ricerca di documenti inediti d’archivio e delle cartelle psichiatriche originali di Edoardo Weiss, che l’ha condotta a esplorare zone buie e sfocate della biografia weissiana e di quell’epoca tanto travagliata. Spiccano le vicende emblematiche di due artisti triestini, il grande pittore ebreo Arturo Nathan, paziente “eccellente” di Weiss, e lo sloveno Vladimir Bartol, letterato di fama e a sua volta psicoanalista. La disamina degli archivi manicomiali ha infine consentito di rintracciare la cartella di Bruno Veneziani, lo sfortunato cognato di Italo Svevo.

Il libro accoglie un saggio di Vlasta Polojaz su Vladimir Bartol e la postfazione di Pietro Rizzi.

Casa Editrice: ALPES (Roma), pp. I-X, 1-217.

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