“Edoardo Weiss a Trieste con Freud. Alle origini della psicoanalisi italiana” di Rita Corsa

Edoardo Weiss a Trieste con Freud. Alle origini della psicoanalisi italiana.

Le vicende di Nathan, Bartol e Veneziani.

 

Autore: Rita Corsa

 

Editore: Alpes

Anno: 2018

“Seconda edizione”

 

Questo libro racconta gli anni triestini di Edoardo Weiss, il fondatore della psicoanalisi italiana. E’ un periodo in cui le vicende private e professionali del protagonista si intrecciano con una fase di straordinari sovvertimenti storici. Terminata la sua formazione medica all’università di Vienna e diventato psicoanalista sotto la guida di Sigmund Freud e di Paul Federn,  alla fine della Grande Guerra il giovane Weiss rientra a Trieste, dove viene subito assunto come “medico secondario” nel locale frenocomio. Vi lavorerà per circa un decennio, lasciando ampie testimonianze della sua attività clinica. Nel contempo, Weiss si dedica ad introdurre la novella scienza psicoanalitica nel contesto cittadino, operando in stretto contatto epistolare con Freud e con Federn. Tuttavia, l’euforia psicoanalitica che infiamma gli animi degli intellettuali riuniti nei caffè non cattura l’enclave medica e psichiatrica locale, e l’iniziale apostolato si scontra con ostacoli e incontra cocenti delusioni.

L’autrice si è avventurata in una lunga e appassionata ricerca di documenti inediti d’archivio e delle cartelle psichiatriche originali, che l’ha condotta a esplorare zone buie e sfocate della biografia weissiana e di quell’epoca tanto travagliata.

Spiccano le vicende emblematiche di due artisti triestini, il grande pittore ebreo Arturo Nathan, paziente “eccellente” di Edoardo Weiss, e lo sloveno Vladimir Bartol, letterato di fama e, a sua volta, psicoanalista.  La disamina degli archivi manicomiali ha infine consentito di rintracciare la cartella di Bruno Veneziani, lo sfortunato cognato di Italo Svevo.

Questo libro parla di un giovane uomo e del suo tenace sforzo di battersi per un’idea.  Di un uomo a tratti fragile e sofferente, ma capace di creare futuro.

 

Rita Corsa è medico, psichiatra, psicoanalista e membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association. Ha diretto servizi psichiatrici pubblici e si è occupata di formazione del personale psicologico e psichiatrico. Per circa vent’anni è stata professore a contratto di Psichiatria nell’Università Statale e poi nella Bicocca di Milano; è stata collaboratrice dell’Osservatorio Nazionale sulla Violenza Domestica presso l’Università di Verona (2009-2016). Autrice e coautrice di numerosi articoli, saggi e volumi in Italia e all’estero su temi psicoanalitici, psichiatrici e criminologici. Ha curato Il dolore psicotico nella donna depressa (Pacini, 2004) e Oggi, la Speranza? Una contraddizione della contemporaneità (Quaderni C.M.P., 2016) e con altri Corpo, generazioni e destino (Borla, 2012); ha pubblicato con altri Nuove pagine di criminologia (Wolters Kluwer, 2017); ha scritto Se la cura si ammala. La caducità dell’analista (Kolbe, 2011); Edoardo Weiss a Trieste con Freud. Alle origini della psicoanalisi italiana (Alpes, 2013); con Lucia Monterosa Limite è Speranza. Lo psicoanalista ferito e i suoi orizzonti (Alpes, 2015).

 

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