Frammenti per una teoria dell’inconscio

 
Un libro rivolto agli psicoanalisti, ma al tempo stesso divulgativo (nell’accezione di rendere pubblico), che ripropone i luoghi e il linguaggio della psicoanalisi fuori appunto dai luoghi comuni o meglio, dalle gabbie linguistiche in cui spesso rischia di rimanere chiusa. Una scelta di stile né dogmatico né banalizzante, ma che si apre con rigore e passione alla complessità delle questioni trattate:” L’inconscio tra rivoluzione e resistenze – Clinica dell’atto e dell’agire – E qualcosa resta chiuso fuori (a proposito delle psicosi) – Inconscio e interpretazione…”, per citare alcuni degli argomenti affrontati. Frammenti di un discorso psicanalitico che coglie quelle schegge di verità dell’insegnamento di Freud che ancora oggi colpiscono per la loro portata eversiva.
 
Particolare attenzione meritano i “frammenti” di casi clinici, riportati nel corso del libro, riguardanti pazienti con gravi patologie e alcune forme di delirio anoressico. Lontano dall’essere esposti come resoconti clinici e tanto meno come prove di guarigione, le storie di questi pazienti sono raccontate con una inconsueta intensità narrativa e mettono il lettore/psicoanalista a confronto con l’aspetto tragico dell’esistenza e della morte. Sono inoltre un’occasione per vedere lo psicoanalista al lavoro e cogliere il suo funzionamento mentale, ma soprattutto il particolare stile di ascolto e intervento, cioè la sua tecnica. Un analista che “agisce” accompagnato certo da teorie forti (Freud, Lacan, Winnicott) ma, come scrive l’autrice, “in quanto formato all’insegnamento dell’inconscio freudiano, libero di pensare e di speculare con la sua testa”.