The language of Bion

The language of Bion si presenta come un dizionario di concetti, quindi più come uno strumento di consultazione occasionale, ma di fatto si fa leggere dall’inizio alla fine: molti lemmi sono dei veri e propri saggi, a volte anche piuttosto estesi, ed è il caso di dire che mai come in questo caso le ripetizioni sono utili e consentono di mettere gradualmente a fuoco concetti che indubbiamente non sono facili da maneggiare sia per una certa quota d’ambiguità che lo stesso Bion riconosceva, e anzi rivendicava, sia perché possono apparire così luminosi da sedurre a un uso stereotipato.

Particolarmente intriganti sono, alla fine di ogni lemma, i rimandi interni e la rubrica critica degli “abusi” (misuses) e dei fraintendimenti (misunderstandings). Altro carattere specifico del lavoro è l’ampio uso di citazioni, e in particolare di citazioni tratte dalla trilogia Memoria del futuro, che molti trascurano, ma di cui Sandler, che ne ha curato la traduzione in portoghese, dimostra l’estremo interesse, la pregnanza teorica e la funzione specifica che essa riveste all’interno del sistema complessivo del pensiero di Bion.

Naturalmente non è possibile dar conto in poche righe di un libro che conta 850 pagine. Mi limito a elencare almeno un altro paio di punti qualificanti. La centralità, nell’interpretazione dell’autore, del concetto di paradosso: quasi ad ogni pagina Sandler ribadisce che se non si riesce a tollerare il paradosso non c’è molto da sperare di cogliere l’essenza delle teorie di Bion336 Poi, l’adozione sistematica della prospettiva storica: affascinante è, ad esempio, il modo in cui sono delineati i vari passaggi evolutivi che portano dal lavoro-del-sogno al concetto “vuoto” di funzione .

L’unico punto debole del volume sta, a mio avviso, in una comprensione non sempre condivisibile del clima epistemologico maturato nella filosofia critica del post-strutturalismo e dei principi che lo ispirano e delle ricadute sulla psicoanalisi cosiddetta post-moderna. Ma questo neo, ammesso che si sia concordi nel considerarlo tale, è ampiamente compensato dai tanti pregi che rendono questa un’opera che non esito a definire indispensabile.