LETTERA DA VARSAVIA

Con il permesso dell’ International Journal of Psychoanalysis, le lettere saranno pubblicate nell’ IJP 1, 2018.
LETTERA DA VARSAVIA
L’INIZIO DELLA PSICOANALISI IN POLONIA

La storia del movimento psicoanalitico in Polonia è segnata da continue perdite e da ripetuti inizi. Le circostanze storiche e sociali hanno a lungo ostacolato o impedito la fondazione di una forma istituzionale della Psicoanalisi del movimento per lungo tempo.

Gli aspetti più caratteristici del movimento psicoanalitico in Polonia sono l’entusiasmo e la passione, così come i profili delle personalità più significative che si sono dedicate all’idea della psicoanalisi.

Il pensiero psicoanalitico  fu presente in Polonia quasi dal principio della sua formulazione da parte di Sigmund Freud. All’epoca e fino al 1918, la Polonia non esisteva come stato essendo divisa in tre parti tra impero austro-ungarico, Germania e Russia. Per questa ragione molti studiarono non solo a Cracovia o Varsavia, ma anche nei maggiori centri di vita scientifica dell’area, cioè a Vienna, Berlino e meno spesso a Mosca.

Come hanno scritto gli autori della mostra sulla storia della Psicoanalisi Polacca [1]:  tra i membri della Società Psicoanalitica di Vienna fino al 1938, ben 19 persone erano nate in  Polonia ed erano considerate polacche. Alcuni di loro erano anche membri della Società di Berlino. Ricordiamo: Sigfried Bernfeld, Berta Bornstein, Stefania Borstein-Windholz, Gustaw Bychowski, Bernhard Dattner, Helena Deutsch, Ludwik Eidelberg, Salomea Gutmann-Isakower, Ludwik Jekels, Salomea Kempner, Edward Krohengold, Johaness Jaroslaw Marcinkowski, Hermann Nunberg, Beata Rank, Jozef Reinhold, Izydor Isaak Sadger, Max Schur, Eugenia Sokolnicka, Jenny Wälder.

La Polonia era un paese multinazionale allora, e le persone sopra menzionate erano di diverse nazionalità. Alcuni di loro provenivano da famiglie ebree assimilate, altri da famiglie miste polacco-ebree o polacco-tedesche. Comunque, la maggior parte di loro si riconosceva  fortemente nella  cultura polacca. Diverse persone di questo gruppo si sentivano polacche e mantenevano un forte legame con la Polonia. Provarono a instillare le idee psicoanalitiche tra gli psichiatri polacchi traducendo Freud in polacco. Noi li consideriamo i pionieri della psicoanalisi in Polonia. Erano Ludwik Jekels, Hermann Nunberg and Gustaw Bychowski. Le loro biografie e il loro pensiero illustrano la significativa influenza degli psicoanalisti provenienti da questa regione d’Europa sullo sviluppo della psicoanalisi mondiale. Di fronte all’attacco del fascismo, emigrarono tutti negli Stai Uniti e continuarono la loro pratica clinica a New York. Tutti diedero un contributo significativo allo sviluppo della psicoanalisi locale. Ludwik Jekels nel periodo in cui abitò in Svezia contribuì a fondare con Otto Fenichel la Società Psicoanalitica Svedese-Finlandese di cui fu una figura chiave. (Wojciechowska et al., 2012).

A questo punto, è doveroso menzionare un’altra persona, che ha contribuito immensamente allo sviluppo del pensiero psicoanalitico mondiale e che fino alla sua morte è stata associata alla Polonia: Hanna Segal. Segal nacque a Lodz da una famiglia ebrea assimilata, crebbe e frequentò la scuola a Varsavia, e dopo una breve permanenza in Svizzera tornò a Varsavia per studiare. Lo scoppio della seconda guerra mondiale infine la obbligò a emigrare e a completare i suoi studi medici e il training psicoanalitico in Inghilterra.  Per il resto della sua vita sottolineò le sue radici polacche e ne fu orgogliosa. Hanna Segal insieme ad un altro analista britannico di origini polacche, Wiktor Sedlak, svolse un ruolo significativo nel periodo della rinascita della psicoanalisi in Polonia negli anni ‘80 e ‘90.

 

LA SECONDA GUERRA MONDIALE.

Lo scoppio della seconda guerra mondiale e la firma del patto Molotov-Ribbentrop tra Germania e Russia influenzarono terribilmente la vita delle persone che vivevano in Polonia. Già dal principio, nel 1939 il nostro paese era diviso tra l’URSS comunista e la Germania fascista. è noto che la Germania fascista aveva intenzione di sterminare gli ebrei, ma deve essere sottolineato  che i due invasori stavano inoltre portando avanti una politica rivolta a cancellare  l’élite intellettuale polacca e trasformare la nazione in una massa di schiavi. Il corso della guerra in queste zone fu molto più feroce che nell’Europa Occidentale. La dimensione della distruzione, dei lutti e della rottura di continuità ebbe un grande impatto nel nostro destino. La guerra non distrusse solo l’economia, ma anche rovesciò i valori che fino a quel punto erano considerati inviolabili. Il trauma di questo periodo ha lasciato il segno sulla nostra realtà così come nelle nostre coscienze e sul nostro inconscio collettivo.

Per la psicoanalisi ha significato un completo disastro. Come ho detto prima, la maggior parte degli psicoanalisti emigrò prima dello scoppio della guerra. L’unico superstite della guerra in Polonia fu Maurycy Bornstein, un medico che negli anni 1908-1939 fu a capo del reparto psichiatrico dell’Ospedale Ebraico di Varsavia, dove era diffuso il pensiero psicoanalitico. Bornstein scrisse un manuale psichiatrico in cui raccomandava di lavorare con spirito psicoanalitico. Inizialmente trascorse la guerra nel ghetto di Varsavia, e più tardi si nascose in uno dei sobborghi di Varsavia. Dopo la guerra lavorò a Lodz e continuò a promuovere le idee della psicoanalisi che però non ebbero riscontro positivo.

 

IL REGIME COMUNISTA

La ricostruzione della vita in Polonia dopo la guerra si svolse nelle specifiche condizioni del regime comunista e di dipendenza dall’Unione Sovietica. La vita dietro la “cortina di ferro” portò con sé numerose difficili esperienze: autoritarismo, abuso di potere e limitazione delle libertà civili fondamentali. Gli anni ‘50 in particolare furono un periodo di repressione molto intensa da parte del regime stalinista: prigione e condanne a morte per i cosiddetti “nemici di classe”. Sin dal 1949 l’Unione Sovietica ufficialmente vietò la psicoanalisi quale ideologia borghese; di conseguenza, il pensiero psicoanalitico fu osteggiato in tutti i paesi dell’Est, compresa la Polonia. Nel dizionario filosofico di quel periodo (1955) possiamo leggere: “Il freudismo e il neo-freudismo sono al servizio dell’imperialismo americano, che usa “la teoria” che sostiene che la coscienza è subordinata al ‘subconscio’ per giustificare e sviluppare le aspirazioni e gli istinti umani più bassi e deprecabili ” (Wojciechowska et al., 2012).

DAGLI ANNI ‘60 AGLI ANNI ‘80. INIZIAMO DA CAPO.

Il contesto storico è necessario per capire perché le idee della psicoanalisi siano state assenti per tanto tempo e perché la loro rinascita sia stata lenta, inoltre, i processi sociali sono strettamente legati agli eventi storici. La fine degli anni ‘50, dopo la morte di Stalin, fu il cosiddetto periodo del ‘disgelo’. Come reazione diverse idee presero vita, tra queste il pensiero psicoanalitico. E anche in questo caso ci furono individui la cui passione e determinazione diede origine a un processo più ampio Come hanno scritto i colleghi del gruppo storico: “Infatti fino agli anni ‘90, la psicoanalisi fu insegnata in Polonia in maniera simile  a quanto avvenne all’inizio del movimento psicoanalitico nel resto d’Europa : la teoria veniva studiata e la pratica discussa in gruppi formati attorno a grandi personalità che svolgevano il ruolo normalmente svolto dagli istituti di training. Alcuni gruppi si formarono all’interno dell’istituto ed ebbero una natura più organizzata, mentre altri lavorarono in modo informale’ (Wojciechowska et al., 2012)

Vale la pena menzionare i nomi delle persone che hanno svolto un ruolo significativo nella promozione della psicoanalisi negli anni ‘60 e ‘70. Furono Jan Malewski, Michał Lapinski, Zbigniew Sokolik. Essi fecero le loro analisi andando avanti e indietro con la Cecoslovacchia o l’Ungheria e provarono a trattare i pazienti con lo stesso spirito, mentre promuovevano la conoscenza teorica organizzando seminari didattici. I partecipanti a questi seminari, a loro volta, provavano a diffondere la conoscenza acquisita nel loro luogo di lavoro, con il risultato che  il gruppo di persone interessate alla psicoanalisi cresceva.

Questo fu un periodo molto intenso e la società sperimentò sia profitti che perdite  quando due dei personaggi citati sopra emigrarono definitivamente dalla Polonia . Allo stesso tempo, verso la fine degli anni ‘70 e in particolare negli anni ‘80 si stavano sviluppando i contatti con terapeuti dell’Europa Occidentale. Con l’aiuto di analisti di origine polacca che vivevano all’estero, e grazie all’attività dei nostri colleghi, fummo in grado di stabilire contatti con psicoanalisti in Germania, Regno Unito e Svezia. Ricevemmo un aiuto eccezionale da queste società psicoanalitiche, sia in termini di contenuti (supervisioni, seminari, condivisione di libri) sia di assistenza economica e organizzativa. Senza questo aiuto non saremmo stati certamente capaci di svilupparci in un tempo così breve. I ricordi legati a quel tempo e la gratitudine per l’aiuto ricevuto sono ancora vivi nei nostri circoli.

 

DOPO LA CORTINA DI FERRO: LE PRIME ISTITUZIONI PSICOANALITICHE.

Dopo il 1989, la situazione politica in Polonia cambiò e iniziò il processo di democratizzazione. Insieme a questo arrivarono l’apertura al mondo, la libertà e il risveglio dei contatti con l’Europa occidentale. Fu un periodo estremamente importante di sviluppo dinamico per il movimento psicoanalitico in Polonia. Quasi allo stesso tempo (1991) si formarono due associazioni: la Società  Polacca per lo Sviluppo della Psicoanalisi e l’Istituto di Psicoanalisi e Psicoterapia. Entrambi miravano a un ulteriore sviluppo della psicoanalisi.

La Società per lo Sviluppo della Psicoanalisi organizzò training psicoanalitici regolari modellati sugli standard IPA e discusse la possibilità di accettare alcuni dei suoi membri come membri IPA . Gli sforzi dei colleghi polacchi ebbero come esito la possibilità  in una cooperazione permanente con l’IPA volta a creare le condizioni per una stretta integrazione all’interno della struttura dell’IPA.

Il punto di svolta fu l’organizzazione del Terzo Seminario Europeo Orientale EPF a Pultusk vicino a Varsavia. 60 persone dai paesi dell’Europa dell’Est, di cui 15 dalla Polonia e 40 psicoanalisti e rappresentanti  dei paesi occidentali parteciparono all’evento. Dopo questo incontro, fu presa la decisione di creare una modalità speciale di richiesta diretta per diventare membri IPA per i paesi dell’Europa dell’est.  Fu istituito  un Site Visit Committee per monitorare la preparazione per la creazione di uno Study Group. A seguito di questa cooperazione e di numerosi sforzi nel decennio successivo, 12 persone divennero membri diretti dell’IPA.

In questo periodo molti colleghi hanno sostenuto la nostra società ed è impossibile nominarli tutti, ma Haan Groen Prakken, una psicoanalista olandese, ha svolto un ruolo chiave. Come rappresentante dell’EPF e dell’IPA ha visitato i paesi dell’Europa centrale e orientale  e visitato la Polonia molte volte dal 1989 al 1998. Gli autori della mostra l’hanno descritta così: “La sua facilità nel riconciliare le persone, ridurre i conflitti e comprendere le complesse realtà dei paesi post-comunisti furono incommensurabili. Haan Groen Prakken ha sostenuto la nostra società in un modo molto specifico ma anche amichevole fino a quando abbiamo ottenuto lo status di IPA Study Group. Si deve al suo impegno la creazione dell’Eastern European Psychoanalytic Institute for Eastern Europe dell’EPF (l’Haan Gröen-Prakken Psychoanalytic Institute for Eastern Europe) che ha lavorato per molti anni formando analisti in paesi in cui la psicoanalisi si stava solo sviluppando, dando la possibilità agli psicoanalisi polacchi di avere il ruolo di insegnanti (Wojciechowska et al., 2012).

ENTRIAMO NELL’IPA!

Sono 20 anni che è stata fondata la Società Psicoanalitica Polacca (PPS). Al Congresso di Barcellona nel 1997 abbiamo avuto lo status di Study Group. L’anno seguente abbiamo iniziato la formazione dei candidati, che a quel tempo era monitorata dallo Sponsoring Committee. La Società allora consisteva di 18 membri e 16 candidati. Nel 2004 diventammo  Provisional Society e 10 anni fa, nel 2007 ricevemmo lo status di Component Society – allora avevamo  31 analisti and 28 candidati. Fu un momento molto speciale;  il culmine di molti anni di grande lavoro di colleghi polacchi e dei nostri amici di altri paesi.

Sin dall’inizio dello sviluppo della Società, i docenti hanno posto l’accento su una preparazione scrupolosa, che ha richiesto molto lavoro perché la letteratura psicoanalitica in inglese era difficilmente disponibile e, nella maggior parte dei casi, non era tradotta in polacco. Copiavamo e traducevamo noi stessi brani scelti o utilizzavamo lavori fatti dai nostri colleghi più anziani. Grazie a questi sforzi abbiamo preparato una buona base per  sviluppare la nostra posizione e partecipare alla vita psicoanalitica internazionale.

La Società Psicoanalitica Polacca si sta sviluppando dinamicamente: al momento abbiamo 63 membri e 33 candidati. Sempre più persone che hanno completato il training sono state coinvolte nelle attività e nelle strutture della Società, il che ha permesso uno sviluppo complessivo dell’intera Società. Credo che abbiamo evitato l’inibizione che deriva dal desiderio di un ristretto gruppo di persone di mantenere controllo o il potere. Quando Otto Kernberg (2006) scrisse delle tendenze autoritarie nel training psicoanalitico, anche  la nostra Società discusse il tema. Per anni idee e tendenze diverse si sono scontrate e le discussioni hanno portato a cambiamenti democratici. Un buon esempio di questo può essere  il fatto che per diversi anni il presidente della Società Psicoanalitica Polacca è stato eletto tra i colleghi che appartengono alla cosiddetta seconda generazione, ovvero coloro che sono stati formati nella nostra Società Anche la commissione di training ha una composizione simile, infatti presiedono le subcommissioni analisti di training di seconda generazione. Vale la pena menzionare  il fatto che tra i membri e i candidati della nostra Società ci sono persone che vivono in diverse zone della Polonia, non solo nelle più grandi città di Danzica, Cracovia, Poznań o Breslavia, ma anche in piccoli paesi.  Al momento più del 10% dei candidati vive fuori Varsavia, e i nostri sforzi volti a facilitare il training per queste persone sembrano avere effetti positivi.

Un’importante caratteristica della nostra società è la curiosità e la volontà di scambio con gli psicoanalisti di altri paesi. Per molto tempo il direttivo della Società ha sostenuto tutti i tipi di iniziative volte allo scambio internazionale. Invitiamo molti ospiti stranieri di differenti orientamenti teorici che conducono lezioni e seminari. Questa cooperazione è estremamente interessante e fruttuosa. Sin dall’inizio della PPS, abbiamo organizzato conferenze, di solito una volta all’anno in maggio. Quest’anno festeggeremo il  ventesimo anniversario della Conferenza PPS. Per diversi anni abbiamo organizzato le conferenze d’autunno dedicate a due temi  alternati: la psicoanalisi di bambini e adolescenti e il pensiero di D.W. Winnicott. Gli psicoanalisti che hanno partecipato alle nostre conferenze vengono da diverse parti del mondo e da diversi background teorici. Le nostre conferenze attraggono molto interesse, negli ultimi anni hanno attirato circa 350 partecipanti ciascuna, il che mostra che c’è un interesse significativo e costantemente in crescita per la psicoanalisi in Polonia.

Il risultato di questi processi è una nostra più significativa presenza nel movimento psicoanalitico internazionale. è stato un grande onore per la nostra Società ricevere la proposta di organizzare la 31° Conferenza  EPF dal 22 al 25 Marzo 2018. Speriamo che la conferenza sia un’occasione per uno stimolante scambio di idee sul tema “L’origine della vita”, ma anche per familiarizzare altri colleghi con il nostro paese e con la nostra Società, che è stata recentemente agitata dalla situazione politica corrente non solo in Polonia ma anche in altri paesi. Sebbene Varsavia abbia sperimentato gli effetti del totalitarismo in un modo molto doloroso, attualmente vive la rinascita di sentimenti antisemiti e fascisti. Questo è il motivo per cui può essere il posto giusto per intraprendere una più ampia discussione non solo sull’origine della vita, ma anche sull’origine della distruzione che tanto ci preoccupa. A nome dei membri della Società Psicoanalitica Polacca e mio personale vi invito a prendere parte alla discussione. Saremo felici di di vedervi a Varsavia.

Ewa Gold, Presidente della Società Psicoanalitica Polacca.

Traduzione a cura di Laura Ravaioli

[1]Vorrei ringraziare i colleghi del gruppo che ha lavorato sulla storia della psicoanalisi polacca: Ewa Wojciechowska,  Agnieszka Makowiecka-Pastusiak, AgnieszkaMyśliwiec-Ferduła e Anna Szypusińska: la mostra preparata da questo gruppo per il 15 anniversario della PPS sarà aperta in occasione della Conferenza EPF a Varsavia.