Notizie dalla Presidente – Gennaio 2021

Carissimi,

vi scrivo per darvi i più affettuosi auguri per il nuovo anno. Spero che ci porti salute, serenità e creatività nel lavoro. Veniamo da un anno difficile che ha complicato, non poco, il lavoro di tutti noi sul piano clinico, istituzionale e personale. Abbiamo visto alcuni colleghi ammalarsi e altri prematuramente sono scomparsi, e questo ha lasciato molto dolore nella nostra comunità. Purtroppo i prossimi mesi ci appaiono ancora complessi, ma la prospettiva del vaccino ci rassicura, anche se per la maggior parte di noi in tempi non vicinissimi.

Festeggiamo per fortuna l’elezione del nuovo esecutivo, a cui do le mie più vive congratulazioni e un grande in bocca al lupo per il lavoro impegnativo, ma interessante e stimolante che dovranno fare.

La nostra SPI è viva ed è importante mantenere con i soci un dialogo che è al contempo culturale, scientifico e sociale.

Le difficoltà oggi per la psicoanalisi sono all’esterno delle nostre istituzioni, in un mondo che alcuni considerano alieno al nostro stile di lavoro e al nostro modo di pensare, ma anche all’interno della stessa SPI, che è una organizzazione antica, con le sue ovvie comprensibili resistenze.

Come ho fatto alla fine di ogni anno, ripercorrerò rapidamente i progressi raggiunti e alcune delle difficoltà incontrate.

Il bilancio che stavolta esporrò riguarderà tutti gli anni del nostro esecutivo, anche se solamente per brevi cenni. Nel corso dell’assemblea di marzo, ci soffermeremo in modo più approfondito sui vari temi e questioni per facilitare il passaggio e la continuità di gestione. Inoltre i miei compagni di viaggio, i colleghi dell’esecutivo, approfondiranno l’area di loro competenza che io qui ricorderò per brevi cenni.

Devo anzitutto ricordare che inevitabilmente, in questo ultimo anno e mezzo, abbiamo cercato di far fronte alle difficoltà che la pandemia ha creato. Ci ha preoccupato molto dover annullare l’assemblea di marzo 2020 e spostare il nostro convegno nazionale, che è uno dei momenti cruciali della nostra vita comunitaria e che solitamente vede un confronto scientifico a più livelli e il piacere di ritrovarsi personalmente tra amici e conoscenti. Siamo stati costretti a farlo ed è stata una buona decisione.

Nello stesso tempo abbiamo trasposto le attività scientifiche nazionali in differenti webinar e la maggior parte di noi ha deciso di lavorare utilizzando il remoto. Abbiamo aperto un dibattito su SpiWeb per confrontarci sui problemi insorti nell’uso di questi strumenti. Facendo una valutazione, ancora prematura, i nuovi strumenti, a cui prima non eravamo abituati e che abbiamo utilizzato per far fronte alla situazione, si sono rivelati efficaci.

Anzi, per quanto riguarda i webinar scientifici, un inusitato numero di partecipanti dall’interno e dall’esterno della SPI, pronti a dialogare, ci ha mostrato l’utilità di usare questa tecnologia, anche se abbiamo sofferto l’insostituibilità della presenza fisica, fatta di corpo, sensazioni, odori, spazi, luminosità etc. etc.

Avviandomi verso la conclusione, e guardando retrospettivamente, sono colpita dalla mole di lavoro effettuato e dai cambiamenti registrati.

Raggrupperò in sezioni i risultati raggiunti e gli insuccessi che abbiamo collezionato.

Di ogni settore specifico vi parleranno più diffusamente i responsabili: Fabio Castriota, Massimo Vigna Taglianti, Malde Vigneri, Gabriella Giustino, Leonardo Resele e Paola Marion.

Io farò solo brevi accenni ad alcune di queste attività.

CAMBIAMENTI DEGLI ORDINAMENTI SOCIETARI E DELLA  GESTIONE AMMINISTRATIVA

Abbiamo avviato un contratto con una società informatica, certificata dal Garante della Privacy, per l’espletamento delle nostre votazioni on line. Questo ha diminuito le spese e aumentato la base votante e la partecipazione dei Soci.

Malgrado lo studio fatto, abbiamo rinunciato a proporre la creazione di quella che avevamo immaginato in un primo tempo come “Fondazione”, pensata per una migliore e più fruttuosa gestione delle risorse economiche della Società. Il nuovo esecutivo  valuterà se modificare  la struttura amministrativa e come eventualmente farlo.  La mia impressione è che la SPI si è talmente ingrandita che è necessario immaginare alcune modifiche statutarie per rendere agevole la sua gestione ed evitare che pesi progressivamente sui soci.

Dopo un primo insuccesso, l’ accettazione ,da parte dei soci, della variazione del quorum costitutivo dal 50% al 40%, ha consentito l’approvazione degli emendamenti su “la Sede, lo Scopo, le norme sulla Devoluzione del patrimonio”. Questo ha permesso una maggiore capacità di movimento , la richiesta dei fondi europei per l’archivio SPI e del 5 per mille.

Essendo stata bocciata la nostra proposta di conferire all’assemblea il diritto di scelta del direttore della rivista Psiche, l’esecutivo ha indetto un bando di concorso per la sua nomina. La commissione di valutazione era composta da alcuni   ex presidenti della SPI e ex  direttori della rivista Psiche.

Grazie al lavoro della task force (costituita da Ezio Maria Izzo, Giampaolo Kluzer, Andrea Marzi), della commissione deontologica e del referente per l’esecutivo, Leonardo Resele, il nuovo codice deontologico è stato approvato.

Gabriella Giustino, l’archivista dott.ssa Valente e la signora Francesca Anile,  hanno riorganizzato  l’archivio.
Io e Francesca Anile abbiamo riordinato in particolare la sezione deontologica dell’Archivio, provvedendo a rintracciare e raccogliere i materiali che erano dispersi.

Il comitato ad hoc per la riforma dell’ordinariato, guidato da Sarantis Thanopulos, ha prodotto una prima proposta provvisoria che dovrebbe andare in discussione ed essere poi votata.

Per una gestione più democratica e comunitaria, viene istituita una consulta dei presidenti dei centri con la coordinazione del presidente della SPI. La consulta si è riunita in occasione dei convegni nazionali  e più recentemente tramite zoom. Per il resto ha proseguito il lavoro in chat. Tale consulta, che si è rivelata di grande utilità  dovrebbe essere riconosciuta nello statuto, come organo stabile della SPI che è costituita ad oggi da 13 centri, ognuno abbastanza indipendente sul piano scientifico ed organizzativo.
La consulta dei presidenti consente di articolare le varie attività  e di informarsi  reciprocamente, mantenendo tra i centri l’unità della Società.

LA PSICOANALISI E LE ISTITUZIONI SANITARIE

Fin dall’inizio abbiamo colto al volo l’occasione che ci era offerta dal decreto Gelli di essere iscritti all’elenco, appositamente istituito e regolamentato con decreto del Ministro della Salute, delle società scientifiche e tecnico-scientifiche utile per molti scopi, e tra essi quello di partecipare all’elaborazione delle linee guida alle quali dovranno attenersi le professioni sanitarie. A tal fine, come previsto dal decreto ministeriale “Gelli” (n. 186 del 10 agosto 2017), abbiamo operato alcuni cambiamenti non sostanziali del nostro statuto, che erano però condizione necessaria per poter accedere come società scientifica all’iscrizione all’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Questo primo passo ha aperto una strada articolata. Anzitutto una commissione, guidata da Massimo Vigna Taglianti, ha partecipato alla discussione per i LEA sui disturbi dello spettro autistico.  Superata la fase del COVID, potremmo proporre ulteriore lavoro a questo livello.

Abbiamo organizzato a Roma (7 giugno 2019), presso Sapienza Università di Roma – Aula Magna del Rettorato, insieme con altre associazioni di orientamento psicoanalitico, una giornata di dialogo con le forze politiche e i tecnici delle istituzioni sanitarie per sottolineare l’importanza della Psicoanalisi nelle Istituzioni e la sua efficacia nella cura e nella prevenzione del disagio mentale. Il titolo della giornata: “L’efficacia della psicoterapia psicoanalitica nei contesti di cura. Un dialogo degli psicoanalisti con i Tecnici, i Politici e i Rappresentanti delle Istituzioni sul ruolo della psicoterapia nella prevenzione e nella presa in carico della sofferenza mentale”.

Lunedì 8 luglio 2019 la SPI è stata selezionata a partecipare alla giornata di ascolto delle Federazioni degli ordini e associazioni professionali, società scientifiche e sindacati nell’ambito della Maratona Patto della Salute organizzata dal Ministero della Salute. L’intervento  è stato presentato in quell’occasione, da Antonello Correale e da me .

La sopravvenuta pandemia e il conseguente lockdown ha creato una situazione di urgenza sul piano della salute mentale. Un gruppo di analisti, che è diventato nel corso del tempo sempre più numeroso, tra cui io stessa, ha deciso di svolgere un’attività volontaria di ascolto gratuito per telefono, skype o simili, delle persone che richiedevano un intervento. Questi colleghi – all’incirca, con vari andirivieni, 350 persone in totale – si sono poi spontaneamente riuniti all’interno dei singoli centri e alcuni all’interno dei centri di consultazione e terapie psicoanalitiche, realizzando un’impresa entusiasmante per la sua intensità e la sua originalità. Ad essa hanno partecipato paritariamente AFT, ordinari, associati e candidati. All’inizio la nostra iniziativa, che non era istituzionale, ma una libera e volontaria partecipazione di alcuni, è stata trainante di colleghi di altre associazioni e questo ha determinato il coinvolgimento dello stesso Ministero della Salute. Quasi 2000 psicoterapeuti di differente orientamento hanno lavorato ciascuno con il suo modello. Questo lavoro, iniziato per noi a marzo, quasi per tutti è finito a giugno 2020. Attualmente sto raccogliendo il contributo  dei colleghi che hanno lavorato all’Ascolto in un volume che a mio avviso sarà molto interessante e innovativo.

Il mio report sul sito dell’IPA e della FEP ha destato molto interesse a tal punto che sono stata richiesta di condividerlo nel Council Meeting della FEP dove  i presidenti europei hanno partecipato  vivacemente  alla discussione sul tema. Analoghe esperienza sono state fatte   in altre Società Europee ,anche se in modo diverso e con  un numero minore di colleghi coinvolti.

Attualmente le società scientifiche che hanno svolto l’ascolto gratuito sono riunite, tramite i loro delegati, in una consulta delle società scientifiche di area psicologica istituita dal consiglio dell’ordine degli psicologi e mantengono rapporti di scambio con il  Ministero. Tre di questi delegati, tra cui io stessa, ci siamo fatti promotori di un appello al Ministro che chiede per le società scientifiche riconosciute dal decreto Gelli, un maggior riconoscimento e  l’accreditamento di alcune delle attività da esse svolte, come ad esempio i centri clinici.

LA SPI E IL TRAINING

Come ricorderete, il congresso internazionale IPA di Buenos Aires del 2017 è stato anche il momento che ha sancito la modifica del modello di training Eitingon, con una schiacciante vittoria dei rappresentanti che nel board hanno votato a favore del cambiamento: 18 representatives a favore e solo 4 contrari.

Ciascuna Società psicoanalitica è stata libera di decidere intorno alla frequenza da tre e cinque sedute, sia per quanto riguarda le analisi trattate in supervisione dai candidati, sia per le stesse analisi di training. A settembre del 2017, l’esecutivo ha autorizzato la modifica a tre sedute della frequenza nelle analisi condotte dai candidati   ai loro pazienti in supervisione. D’altronde, nell’assemblea ordinaria SPI del 2016, era stato presentato il documento Updating the Eitingon Model, già sottoposto e approvato dall’esecutivo SPI e dal comitato di coordinamento del training. In esso era scritto che “i casi seguiti dagli allievi di Training in supervisione possono avere una frequenza delle sedute settimanali variabile tra tre e quattro sulla base delle caratteristiche del caso seguito e sulla base anche del momento del processo analitico, dietro accordo dei due, supervisore e allievi”.

L’esecutivo ha deciso di lavorare per un anno, fino a settembre 2018, prima di sottoporre a votazione la modifica della frequenza da 4/5 a 3/5 dell’analisi di training dei candidati. Nell’anno successivo, Malde Vigneri, la nostra segretaria nazionale di training, ha organizzato riunioni di studio e confronto sul tema. Il 15 dicembre 2018, con la partecipazione dei membri ordinari e ordinari AFT, unici per statuto ad aver diritto di voto sulle questioni di training, sono state approvate le modificazioni Eitingon con il 62,07% dei voti favorevoli e 37,07% contrari.

Naturalmente in tutto il mondo queste modificazioni hanno indotto aspre discussioni che ancora non sono concluse, anche perché si è aperta una fase di approfondimento e studio sul tema. La FEP ha organizzato a Bruxelles, nel novembre 2018, una giornata di studio su “I tre modelli di training”, aperta ai presidenti e ai segretari nazionali di training delle Società Europee. Da allora molte altre iniziative si sono avvicendate, non ultimo il primo confronto sui modelli della formazione organizzato dal PEC (Psychoanalityc Education committee) tra tre gruppi di società. La Spi ha partecipato al confronto in un primo gruppo con la società finlandese e quella francese. A questo appuntamento ha partecipato un rappresentante dei candidati.

Per quanto riguarda il training, di cui vi scriverà più approfonditamente Malde Vigneri, un elemento rilevante è stato l’apertura, ove possibile, del lavoro a molteplici livelli ai candidati, che sono stati chiamati a partecipare ai centri di consultazione e terapie psicoanalitiche prendendo in trattamento casi clinici con l’aiuto dei gruppi di supervisione  guidati da un AFT. Malde Vigneri, la nostra segretaria del training, si è impegnata su molti fronti e da informazioni esaustive sul  Bollettino, che ha visto la luce nel 2018 e dove si possono trovare tutte le complesse e articolate notizie sull’attività della didattica.

Abbiamo anche suggerito, al comitato nazionale e ai comitati locali del traning, di dare maggiore attenzione ai seminari sulle neuroscienze e di spingere i candidati ad una maggiore partecipazione alle attività scientifiche italiane e estere, per le quali paghiamo anche un contributo associativo.

Nei primi due anni di mandato è stata varata una commissione apposita per la revisione del programma didattico. Quanto è stato messo in opera a seguito del lavoro della commissione ha anticipato ciò che è poi stato richiesto formalmente dal MIUR: un maggiore rapporto fra clinica e teoria negli insegnamenti. In una recente convocazione, il MIUR ci segnala ancora una disparità esistente, tra materie teoriche e cliniche (50%), rispetto a quanto da loro richiesto (70% clinica e 30% teoria) e ci invita a correggere la proporzione. Personalmente ritengo molto opportuna tale disposizione.

Il futuro della Società Psicoanalitica Italiana è nelle mani e nelle menti dei nostri attuali candidati. Si rivolgono a noi ancora adesso persone già formate precedentemente, ma arrivano sempre di più giovani.

Possiamo essere orgogliosi del nostro training, profondo, colto, raffinato e impegnativo.

A fronte di ciò dobbiamo registrare l’assenza degli psicoanalisti dalle istituzioni pubbliche, territoriali e universitarie, e la politica di ostacolo verso le persone con la nostra formazione. Come superarla? Io credo che la SPI deve con cura esaminare questo problema ingravescente e tentare di fronteggiarlo.

Certamente è necessario un intervento di maggior dialogo con il sociale, è importante fare conoscere l’identità dello psicoanalista ma è altresì necessario dare attenzione al nostro training, affinché possa attrezzare i candidati ad affrontare la sfida delle nuove patologie, delle nuove diagnosi, della tecnica con la psicoterapia breve e le patologie gravi . Materie come l’infant research, il  lavoro con i genitori, le coppie, le famiglie, i gruppi, i pazienti gravi, le modificazioni della tecnica in età evolutiva, le neuroscienze, dovrebbero molto di più – a mio avviso – accompagnare l’ insegnamento   fondante della psicoanalisi. Nello stesso tempo bisognerebbe permettere ai nostri colleghi “psicoanalisti in formazione” di partecipare ai dibattiti internazionali .

DECLINAZIONI DELLA PSICOANALISI

Nell’ottica di cui sopra accennavo sono state create commissioni nuove.

La commissione per la ricerca sulla psicoanalisi con la coppia e la famiglia sta già alacremente lavorando. Ha partecipato attivamente ad un congresso internazionale su questi temi e raccoglie moltissimi colleghi in tutti i centri. Raccoglie all’incirca 80 soci.

La commissione “Psicoanalisi e giustizia”, nata prima come task force, ha raccolto quasi 70 colleghi e ha organizzato il suo primo webinar e avrebbe in procinto di organizzarne un altro.

La commissione “Psicoanalisi e Istituzioni” ha avuto alterne vicende. È da poco tempo coordinata da Paolo Boccara, ma occorre ricordare che nei singoli centri, ad opera di gruppi locali, il rapporto con le istituzioni sanitarie era già in atto.

La commissione di studio sull’ageing e il wellfare è stata coordinata da Valeria Egidi Morpurgo, che aveva svolto analoga ricerca in un Committee IPA e che purtroppo è venuta a mancare.

Il Gruppo di studio per la Storia della Psicoanalisi, il cui referente è stato Fabio Castriota, ha portato alla pubblicazione per l’editore Mimesis, a cura di Fabio Castriota e il Gruppo di Studio della storia della SPI, del libro “La Società Psicoanalitica Italiana. Un secolo di storia, di idee e di analisti”.

Il gruppo PER (Psicoanalisti Europei per i Rifugiati), già esistente su iniziativa di Anna Ferruta, attualmente ha come chair Fabio Castriota e ha incrementato il suo lavoro e l’organizzazione di attività, di convegni e  giornate seminariali.

ATTIVITÀ DI OUTREACH

È stato firmato un contratto con l’agenzia stampa “EIDOS”, al fine di predisporre al meglio la presentazione di tutto il nostro lavoro .

Accanto alle più note attività sul cinema, sono state inaugurate nuove iniziative  di outreach, come la mostra “Ludwig Pollak, archeologo e mercante d’arte (Praga 1868 – Auschwitz 1943). Da Giovanni Barracco a Sigmund Freud”, inaugurata il 5 dicembre 2018 presso il Museo Barracco della Sovrintendenza di Roma Capitale, mentre il 24 febbraio 2019 si è tenuta, con la partecipazione di Domenico Chianese, una giornata di studio sul tema “Sigmund Freud, Ludwig Pollak e l’ossessione dell’antico”.

Da menzionare anche i seminari organizzati dalla SPI, e in particolare da Lorena Preta e Anna Nicolò, con l’Istituto dell’Enciclopedia Treccani e la partecipazione di psicoanalisti in dibattito con filosofi, registi, politici, scrittori e antropologi, il cui tema è stato “Prendersi cura” e che saranno  pubblicati in un libro a cura di Lorena Preta.

Le seguenti attività di outreach sono state organizzate e coordinate da Fabio Castriota:

  • Annuali edizioni del Festival Cinemente al Palaexpo di Roma, dove si sono assegnati i premi “SPI-opera prima”.
  • Diversi cicli d’incontri nati dall’accordo quadro col Ministero della Salute e con gli Ordini dei Medici.
  • Di grande successo sono stati i dialoghi presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna, dove uno psicoanalista ha dialogato con uno storico dell’arte sui temi illustrati dai quadri presenti in galleria.
  • Il 29 settembre 2018 a Milano e il 6 ottobre 2018 a Roma, i convegni “Psicoanalisi e Psichiatria a 40 anni dalla approvazione della legge Basaglia” hanno celebrato l’anniversario della legge Basaglia, illustrando la partecipazione attiva di molti psicoanalisti a questo lavoro.

NUOVI CENTRI PSICOANALITICI

In questo ultimo anno, sono stati fondati e approvati dall’esecutivo due nuovi centri psicoanalitici: il Centro Psicoanalitico dello Stretto “Francesco Siracusano”, con la presidenza di Diletta La Torre, con sede a Messina, e il Centro Adriatico di Psicoanalisi,   con la presidenza di Cinzia Carnevali, con sede in Rimini.

I GRUPPI DI RICERCA

Un grande progetto di questo esecutivo è stata la creazione di gruppi di ricerca intercentri basati sull’osservazione clinica delle trasformazioni nel processo analitico. I gruppi hanno seguito il modello, già testato in molte società europee, del Three-Level Model for Observing Patient’s Transformations. Questo progetto, molto importante, ha coinvolto quasi 250 partecipanti a vari livelli – AFT, ordinari, associati, e tra essi 40 candidati – in un lavoro di intervisione di gruppo sul materiale presentato da un partecipante (presenter). Il gruppo si giova di un reporter e di un chair. L’utilità di questo lavoro è stata articolata su più piani: osservare le trasformazioni del paziente e della coppia analitica, mettendo a fuoco tali momenti e interrogandosi su quali sono i fattori terapeutici che producono il cambiamento. Questo ha permesso di migliorare la capacità di osservazione del clinico e del gruppo. Il confronto tra i modelli tecnici e teorici al lavoro è stato uno degli obiettivi raggiunti. Si è creato poi un clima di grande partecipazione societaria tra colleghi di differente provenienza e di differente estrazione teorica, che è stato arricchito dalla presenza dei candidati.

Un altro dei motivi, forse il più importante, è poi la convinzione che la mente dello psicoanalista e quella del ricercatore hanno molte similitudini e non si può essere un buon psicoanalista se non si pensa al proprio lavoro come una continua ricerca dentro di sé, nel paziente e nella coppia al lavoro.

Tre convegni successivi hanno permesso una messa a punto del lavoro fatto. Il primo convegno inaugurale (20 gennaio 2018) ha visto la presenza di Marianne Leuzinger-Bohleber; il secondo, (1° febbraio 2020), ha avuto come ospite Ricardo Bernardi e il terzo, (28 novembre 2020), si è giovato di una brillante e chiara esposizione di Marina Altmann. Il progetto attualmente si sta sviluppando grazie ad un team di colleghi al lavoro che hanno come obiettivo di fare una ricerca puntuale sui dati emersi e quindi proseguire negli obiettivi. La commissione è costituita da Anna Nicolò e Massimo Vigna Taglianti (in funzione di coordinatori) e da Gabriella Giustino, Luisa Masina e Antonella Sessarego.

I CENTRI DI CONSULTAZIONE E TERAPIE PSICOANALITICHE  

Dopo uno studio legale abbiamo deciso il cambiamento del nome dei Centri clinici, che è opportuno si chiamino ora “Centro di consultazione e terapie psicoanalitiche (CTP). Il CTP ha numerosi obiettivi: anzitutto offrire alle persone svantaggiate la possibilità di accesso a basso costo, a psicoanalisi o psicoterapie a indirizzo psicoanalitico; far conoscere e diffondere l’approccio psicoanalitico in un ambito sociale vasto; consentire ai soci i e ai candidati, che lo desiderino, di svolgere in quella sede attività clinica; promuovere la ricerca clinica a più livelli; favorire il lavoro, lo scambio e lo studio grazie ad un contesto di lavoro gruppale, stabilire accordi o convenzioni con le istituzioni territoriali o gli ospedali, consentire ai candidati in training di trovare pazienti per il training. Il Centro progressivamente, nel corso del tempo, potrà divenire luogo di scambio con gli operatori della salute mentale, dei servizi sociosanitari e con i colleghi impegnati nel lavoro e nell’assistenza dei neonati, delle loro famiglie, dei bambini e degli adolescenti.

Il CTP di ogni centro ha un coordinatore. Sono state effettuate periodiche riunioni dei coordinatori di tutti i centri psicoanalitici italiani. I primi report sono pubblicatgi su SPIWEB

A Genova è stato approvato dall’assemblea un nuovo Centro di consultazione e terapie psicoanalitiche. Alcuni Centri psicoanalitici hanno solo centri di consultazione.

TESORERIA

È stato avviato un lavoro di bonificazione delle spese  generali che ha portato ad una riduzione delle stesse, grazie alla riorganizzazione dei contratti. Si è immobilizzata in fondi assicurativi la somma di 40.000 euro per il TFR.

Alcuni contratti sono stati revisionati con riduzione delle spese, ma naturalmente altre spese sono aumentate  avendo moltiplicato altre attività oltre che le consulenze legali per la ristrutturazione del codice dentologico, per il training e per le cause legali In cui siamo stati impegnati.

ATTIVITÀ DI SPIWEB

Oltre all’imponente lavoro per la segreteria generale, l’archivio, i verbali delle assemblee e degli esecutivi, Gabriella Giustino ha lavorato su SPIWEB. Giustino vi informerà dettagliatamente sui dati statistici di frequentazione (Google analytics) di SpiWeb, in notevole crescita in questo quadriennio, e sulle varie iniziative intraprese in questi anni nel sito e sui social network della SPI.

Recentemente è stata studiata una sezione di confronto della SPI con il sociale, un minisito dal titolo “Psicoanalisi e Società: istruzioni per l’uso”. In esso dovrebbero trovare ospitalità tutte le attività di interfaccia della SPI con la società. Dovrebbero perciò esistere all’interno di esso diverse sezioni: Psicoanalisi e giustizia, Coppia famiglia, Genitorialità, Migrazione, e Centri di consultazione e terapie psicoanalitiche, (CTP), Rapporti con le istituzioni scolastiche, etc.

Al gruppo preposto per la sua strutturazione hanno lavorato, oltre a Gabriella Giustino (chair) e le colleghe Ravaioli, Ramacciotti e De Vita, anche le giornaliste dell’Agenzia Eidos.

RIVISTA DI PSICOANALISI

La rivista diretta da Paola Marion ha introdotto per la prima volta un comitato scientifico internazionale. Nel sito dell’editore Cortina, la pagina di presentazione della nostra Rivista è stata ristrutturata. La Rivista ha potenziato alcune indicizzazioni (Scopus) e ha introdotto il codice DOI.  La rivista ha mutato le copertine arricchendole con disegni originali. Ha inoltre inaugurato  la sezione in inglese di “Dialogues”,  alla quale si può accedere da SpiWeb.  L’intento di Dialogues è di favorire il confronto con i colleghi stranieri su temi teorici e clinici particolarmente significativi della psicoanalisi italiana, a partire da alcuni articoli pubblicati sulla Rivista e tradotti in inglese. Chiunque desideri intervenire può postare il suo commento.E’ stato introdotto l’invio di un pdf dell’Annual  ad un indirizzario internazionale.

Il webinar della Rivista sul numero monografico “Nuove forme  della psicopatologia ed evoluzioni della tecnica” si è svolto il 10/10/2020 con la partecipazione di Anna Nicolò, Stefano Bolognini e il coordinamento di Paola Marion.

ATTIVITÀ SCIENTIFICA

L’attività scientifica è stata articolata e numerose sono state le iniziative (vedi allegato). Il segretario della commissione scientifica, Massimo Vigna Taglianti, ve ne parlerà più accuratamente. Il link per tutte le attività scientifiche organizzate https://www.spiweb.it/events-categories/attivita-scientifiche-spi/?type=past

Ne commenterò solo alcune:

L’attività di ricerca dei gruppi “3 level Model” ha trovato un bilancio nei congressi fatti annualmente che ho sopra menzionato.

Il 23-25 novembre 2018 si è tenuto a Roma il convegno di Mid Term, dal titolo “Dalla consultazione alla costruzione della relazione analitica”. Il convegno ha raccolto i lavori di molti colleghi e ha messo a confronto i centri di consultazione e terapie psicoanalitiche italiani. Al Congresso è stato relatore principale Christopher Bollas. Il congresso ha avuto grande successo ed ha visto la partecipazione di 600 persone. Alla fine del Convegno è stato assegnato il premio Musatti al prof. Vittorio Lingiardi per la pubblicazione del PDM2 e per il suo lavoro di collaborazione tra psicoanalisi, psichiatria e università.

Il 21/22 settembre 2019 si è tenuto a Bologna il convegno dal titolo “Allucinatorio/allucinazioni: psicosi e oltre” che si è proposto di esplorare, da un punto di vista psicoanalitico, le origini della  psicosi e del fenomeno allucinatorio avvalendosi del confronto di alcuni psicoanalisti esperti di psicoanalisi delle psicosi (De Masi, Giustino e io stessa) con due neuroscienziati (V. Gallese, K. Hugdahl) ed è stato contemporaneamente l’occasione di una riflessione  sul rapporto tra Psicoanalisi  e  Psichiatria (F.M. Ferro, L. Ianiri, A. Siracusano).

Il confronto tra psicoanalisi e neuroscienze è stato sviluppato anche nei due convegni organizzati dalla commissione “Psicoanalisi e neuroscienze”, insieme con la segreteria scientifica. Il secondo, dal titolo “Il Sé e l’altro”, che si è tenuto a Roma sabato 18 gennaio 2020, ha visto la partecipazione di Gallese, Northoff, Ammaniti, Moccia e Vigna Taglianti.

Il webinar del 14 giugno 2020, Quali realtà in psicoanalisi?, che ha visto la partecipazione di Alberto Semi e di Michele Bezoari, chair Massimo Vigna-Taglianti, è stato un momento importante per riflettere sul tema  così pertinente con la realtà che viviamo.

Sabato 26 settembre 2020, si è tenuto un Webinar dal titolo “L’inconscio oggi: intrecci prospettici tra Psicoanalisi e Neuroscienze”, con la partecipazione di Mark Solms, Vittorio Gallese, Amedeo Falci e Giuseppe Moccia.

Sul tema della psicoanalisi dei bambini e degli adolescenti, organizzato dal segretario scientifico , il Convegno Nazionale sul lavoro psicoanalitico con bambini e adolescenti, che si è tenuto a Bologna nei giorni 22-23 novembre 2019 su “Sviluppo del Sé e perversità in adolescenza: attraversamenti, deviazioni, esiti”, ha visto la partecipazione anche di François Richard e Teresa Olmos de Paz. Il programma delle giornate di lavoro ha previsto inoltre la proiezione serale del DocuFilm “BOEZ-Andiamo via”, trasmesso  dalla televisione, aperto al pubblico non solo del convegno, realizzato con la supervisione di Tito Baldini.

Accanto tutti questi, naturalmente sono stati organizzati i seminari multipli, e altre attività che potrete trovare nell’attachment accluso o consultare nel link.

Il segretario scientifico – in accordo con la Commissione Scientifica e con l’esecutivo – ha organizzato  il Congresso Nazionale  “Inconscio/Inconsci “ dal 4 al 7  Febbraio del 2021 e trasferito buona parte dell’attività scientifica sulle piattaforme internet.

Conclusioni

Nel nostro programma di presentazione delle candidature ci eravamo proposti una politica di apertura al sociale e con le istituzioni, un maggior dialogo con le neuroscienze e la ricerca teorico-clinica ,uno stimolo allo sviluppo dei centri clinici. Cercavamo anche un modo di superare certa disaffezione, di creare un clima più democratico e paritario.

Ho considerato retrospettivamente quanto abbiamo realizzato, come esecutivo e come presidenza, con sguardo critico, ma anche tentando di essere obiettiva. Potrà farvi sorridere il sapere che il nome della chat dell’esecutivo era “Ci piace lavorare?”. Non è stato semplice e tutto è stato discusso, soppesato. Abbiamo avuto successi e abbiamo anche commesso alcuni errori di valutazione. Abbiamo avuto alcuni fraintendimenti, sia tra di noi che nel rapporto con gli altri. Di questo ce ne scusiamo. Ho iniziato questo esecutivo parlando dell’umiltà necessaria per fare il lavoro dello psicoanalista. Altrettanta umiltà e disponibilità sono necessari  per affrontare la gestione di una società grande e complessa come la Società Psicoanalitica Italiana.

A questo punto devo ringraziare tutti i membri dell’esecutivo che hanno mostrato un impegno  imponente e responsabile, di altissima qualità scientifica e umana, e anche i molti che ci hanno aiutato nell’impresa, i molti che si sono lasciati coinvolgere con noi nel lavoro.  Questa è stata una caratteristica del nostro lavoro: il tentativo di coinvolgere  i colleghi a lavorare con noi.

Molte delle nostre attività hanno rappresentato l’intento di potenziare il rapporto della SPI con il sociale, le istituzioni, di stimolare lo studio di nuove frontiere di ricerca, di approfondire l’interfaccia tra la psicoanalisi e le nuove conoscenze cliniche e neuroscientifiche. La psicoanalisi non è solo un metodo   di lavoro, ma è anche un funzionamento della mente che deve potersi applicare non solo al setting duale ma in molti altri contesti lavorativi. Avremmo potuto anche solo limitarci ad approfondire la clinica e il metodo della psicoanalisi. Alcuni dei nostri colleghi sarebbero stati più contenti. L’effetto però sarebbe stato quello di chiuderci ancor di più in una torre d’avorio preziosa, ma isolata e irraggiungibile. Uno stato questo gratificante per il nostro narcisismo, ma distruttivo. In fondo sarebbe stato un ritiro difensivo. Avevamo avuto sentore di questo nelle accuse che talora colleghi di altre discipline ci fanno, nella scelta recente che è stata fatta  in alcuni concorsi di privilegiare altri modelli terapeutici, scartando espressamente gli psicoanalisti.

La Spi è un’Istituzione grande, articolata e complessa, una sorgente da cui sorgono molti fiumi, più grandi, più piccoli, tumultuosi o tranquilli. Ha una molteplicità di attività, gruppi di studio e lavoro, seminari e congressi, molti dei quali realizzati nei singoli Centri di psicoanalisi, alcuni dei quali sarebbero all’estero vere e proprie società autonome.

Ha poi una ricchezza e variegatezza di orientamenti, metodi, modelli al proprio interno che per fortuna convivono e necessitano di confrontarsi, perché non è dimostrato da nessuna parte che un metodo è meglio dell’altro. Non esiste la vera Psicoanalisi. Alcuni si auto-attribuiscono questo stemma sulla base  di criteri che essi stessi si sono costruiti. L’unica validazione la dà l’altro, il paziente, il collega per la nostra capacità di contenere il dolore mentale, di poterlo trasformare.

Come organizzazione societaria, non è più il tempo degli scambi familistici basati sull’amicizia o sull’appartenenza al gruppo. La Spi è diventata una grande organizzazione. Oggi abbiamo bisogno inevitabilmente di regole trasparenti, paritarie, giuste che permettano l’accesso al potere, alla gestione e allo scambio scientifico a tutti i soci secondo il merito, la competenza, la scelta democratica e rispettosa.

Abbiamo perciò pensato di raccogliere queste sfide sapendo che non avremmo mai potuto raggiungere tutti questi obiettivi, ma ci siamo messi in cammino. Alla fine del nostro mandato, che contenti cediamo al nuovo esecutivo, non consegniamo una meta raggiunta, ma il nostro lascito è il cammino intrapreso.

Vi do i più affettuosi auguri per il nuovo anno, che sia felice e sano.

Anna