Canvas of change

 

 

 

 

“Ilany Kogan, Canvas of change”
Il ruolo dell’attività creativa nei figli dei sopravvissuti alla Shoà

Sabato 26 gennaio 2013, ore 9.30 – 13.00, Casa della Cultura. Milano, via Borgogna 3 

Il Centro Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti organizza un incontro in occasione della Giornata della Memoria, anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz 

“Canvas of change” 

Il ruolo dell’attività creativa nei figli dei sopravvissuti alla Shoà

Relazione di  Ilany Kogan

Analista di training della Società Psicoanalitica Israeliana, autrice di  numerosi libri sui figli della Shoà
Dialogherà con lei e con il pubblico  Simonetta Diena, Psicoanalista SPI

Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Giornata della Memoria

“Canvas of change”

Siamo onorati di avere oggi a discutere insieme a noi per la Giornata della Memoria 2013 Ilany Kogan, che presenta una relazione tratta dal suo ultimo libro.

Ilany Kogan è analista didatta della Società Israeliana di Psicoanalisi. Oltre al suo lavoro clinico in Israele, insegna e fa supervisioni a Bucarest, in Romania, a Istambul, Turchia, e in Germania a Monaco, a Amburgo e a Aachen.

Ha ricevuto il premio Elise Hayman dall’Associazione Internazionale di Psicoanalisi per i suoi studi sull’Olocausto e il Genocidio. Ha scritto quattro libri, “The Cry of Mute Children” (1995) “Escape from Selfhood (2007) “The Struggle against morning “ (2007) “The Canvas of Change (2012), oltre a numerosi articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste di Psicoanalisi Internazionali.

Canvas of Change si sviluppa secondo uno schema estremamente particolare, perché prende in considerazione la terapia analitica attraverso il prisma della creatività, a differenza di quanto normalmente ed ampiamente esplorato in precedenza, e cioè considerare la creatività attraverso il prisma analitico. 

Il ruolo dell’attività creativa nei figli dei sopravvissuti alla Shoà descrive la storia di Rachel, figlia di una sopravvissuta all’Olocausto. Fin dall’inizio dell’analisi Rachel ha utilizzato dipinti e poesie per trasmettere i suoi conflitti inconsci, le sue fantasie depressive e le sue angosce. L’attività creativa della paziente è stata una fonte estremamente importante di informazioni sul suo mondo interno. L’elaborazione dei suoi dipinti (che vedremo sullo schermo durante la conferenza) e delle sue poesie ha portato alla luce il rapporto fusionale di Rachel con sua madre e l’ha resa in grado di cercare particolari e dettagli riguardanti il passato traumatico materno. Il lavoro del lutto sostenuto durante il processo di separazione dalla madre ha aiutato Rachel a raggiungere una migliore percezione della realtà e del suo mondo interno, ha permesso una integrazione degli aspetti frammentati del suo Sé, ed ha migliorato la sua relazione con gli oggetti interni.

Il lavoro racconta anche come durante l’analisi l’analista abbia permesso la facilitazione del processo creativo, che a sua volta, ha facilitato il processo terapeutico. Il tutto ha prodotto scoperte sulla vita dei suoi genitori non immaginabili prima e apparentemente sconosciute alla paziente. 

La conferenza è aperta a tutti coloro che sono interessati all’argomento della creatività nel processo terapeutico, artisti o analisti o psicoterapeuti, e a tutti coloro che sono interessati al processo longitudinale che, iniziato durante l’Olocausto, continua ad influenzare i sopravvissuti in diversi stadi della loro vita. Molti psicoanalisti si sono rassegnati all’inevitabilità della trasmissione della patologia dai sopravvissuti ai loro figli. I bambini che sentono il peso di memorie che non sono le loro spesso risentono dell’eco del dramma vissuto dai loro genitori, e lo agiscono nelle loro vite di tutti i giorni. Ilany Kogan, che si occupa di questo tema da moltissimi anni, discuterà con il pubblico di questi argomenti. 

Simonetta Diena