Merciai S. & Cannella B. (2009). Recensione di La psicoanalisi nelle terre di confine. Tra psiche e cervello. Milano, Cortina. Recensione per Riv.Psicoanalisi in Rete n° 3, 2009

Recensioni di M.Ponsi 

La recensione è stata pubblicata sulla Riv.Psicoanalisi in Rete, n° 3, 2009. 

Fin dai suoi inizi la psicoanalisi si è connotata come una disciplina scientifica a statuto speciale, fondata su un metodo di indagine e su un impianto teorico del tutto originali, estranei ai metodi di indagine e agli apparati concettuali propri delle altre discipline scientifiche.

Le molte critiche rivolte nel corso degli anni a questo presupposto di base – critiche provenienti non solo da aree disciplinari esterne alla psicoanalisi ma anche da esponenti di rilievo della comunità psicoanalitica – non hanno portato a un sostanziale cambiamento della pratica e della teoria dell’istituzione psicoanalitica. La rappresentazione di sé presente nella maggioranza degli psicoanalisti va al di là dell’esercizio di una pratica terapeutica. Essi continuano a percepirsi come cultori di una disciplina un po’ speciale, da far crescere amorevolmente in circoli ristretti dove si possa parlare la stessa lingua e da difendere strenuamente quando venga sottoposta ad attacchi che ne mettono in discussione le asserzioni teoriche e i risultati clinici.

Col tempo, però, intorno a un nocciolo duro di fedeli dediti a conservare e a trasmettere asserti il cui valore viene ascritto sostanzialmente all’autorità di chi li ha formulati è andata crescendo l’area di coloro che a vario titolo (e cioè partendo dall’osservazione clinica oppure dalla ricerca o dalla riflessione teorica e epistemologica) fanno riferimento a risultati e metodi di altre discipline per riesaminare criticamente i propri dati e le proprie concettualizzazioni.

E’ in quest’area che si collocano i due Autori di questo libro, che già nel titolo dichiarano il loro intento: esplorare quelle terre di confine fra psicoanalisi e altre discipline – essenzialmente quelle che si raccolgono sotto il termine di neuroscienze – dove il pullulare di nuovi interrogativi, ma anche nuove risposte, sul funzionamento della vita mentale spinge a ripensare i concetti della tradizione psicoanalitica. Ad esempio: come confrontare la nozione psicoanalitica di inconscio con quella prodotta dalle neuroscienze cognitive? Come considerare le esperienze ricordate, o dimenticate, senza fare i conti con le scoperte sul funzionamento della memoria nelle macro- e micro-strutture del nostro cervello? Come spiegare la fenomenologia ansiosa senza fare i conti con ciò che le neuroscienze hanno acquisito nell’ambito dell’elaborazione delle emozioni? E’ ancora possibile concettualizzare lo sviluppo psichico ignorando i risultati delle ricerche basate sull’osservazione diretta del neonato e del bambino, e delle sue interazioni? 

Il viaggio che gli Autori hanno intrapreso per fare i conti con tutte queste cose, e con molte altre ancora, è iniziato alcuni anni fa durante i corsi tenuti nell’Università della Valle d’Aosta, intitolati rispettivamente “Modelli psicodinamici e loro applicazioni” quello di B.Cannella (psicologa e psicoterapeuta) e “Neurobiologia dell’esperienza relazionale” quello di S.Merciai (psichiatra e psicoanalista). Il materiale utilizzato in quei corsi è stato pubblicato come testo a più voci su Internet nel 2005 . Il libro che esce ora da Cortina è l’ampliamento di un capitolo di quel libro elettronico, del quale mantiene le caratteristiche sia per quanto riguarda l’aspetto didattico-esplicativo sia per la modalità con cui viene illustrato e discusso il ricco materiale passato in rassegna: la struttura discorsiva dell’insieme conserva, nella trasposizione cartacea, l’impronta iper-testuale della precedente redazione.

Da questo punto di vista la metafora del viaggio ha una doppia valenza: questo libro non è solo un ‘viaggio’ nelle zone concettuali condivise dalla psicoanalisi e dalle neuroscienze ma è anche un ‘viaggio-navigazione’: navigando fra le accurate illustrazioni delle ricerche neuroscientifiche, le lunghe citazioni di opere, i profili d’autore e le personali osservazioni dei due Autori, il lettore si ritrova immerso  in quella struttura iper-testuale a cui lo ha abituato la frequentazione di Internet.

Anche grazie a queste caratteristiche “La psicoanalisi nelle terre di confine” è accessibile a diversi tipi di lettore. E’ certamente utile a quello che frequenta le discipline ‘psi-‘ e vuole farsi un’idea documentata delle implicazioni per la psicoanalisi  delle nuove acquisizioni delle neuroscienze. Ma è altrettanto utile per chi, già un po’ a conoscenza dell’argomento, è interessato a conoscere meglio i termini in cui si svolge oggi il confronto inter-disciplinare. Il dialogo con le neuroscienze porterà a una revisione del suo apparato teorico? Influenzerà il suo metodo clinico? E’ utile ricercare la compatibilità fra le asserzioni  della psicoanalisi e le acquisizioni delle neuroscienze? O al contrario è fuorviante, perché la psicoanalisi perderebbe la sua specificità metodologica e epistemologica?

Su tali questioni, che fanno da sfondo all’ampia e aggiornatissima rassegna della letteratura, gli Autori esprimono in modo chiaro il loro punto di vista – che del resto è apertamente enunciato nel risvolto di copertina (“superare ogni arroccamento disciplinare per promuovere la rifondazione scientifica della psicoanalisi”). Ma lo fanno sempre dopo aver ben illustrato la posizione alternativa, in modo da dare al lettore un’informazione completa.