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Intervista con Antonino Ferro, AREL-LA RIVISTA, 2/2016

AREL- LA RIVISTA     2 / 2016 Intervista con Antonino Ferro :«La psicoanalisi è il più efficace metodo di cura della sofferenza psichica, il suo cammino sarà ancora lungo» INTRODUZIONE: Mariantonietta Colimberti,direttrice di AREL La Rivista e Emanuele Caroppo , psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, intervistano il Presidente Antonino Ferro sull’efficacia e la vitalità del metodo … Continue Reading »

Intervista a Filippo Maria Ferro

A cura di Luisa Masina Introduzione Filippo Maria Ferro ha insegnato Psichiatria all’Università di Chieti. Novarese, alunno a Pavia dell’Almo Collegio Borromeo, laureato in Medicina e Chirurgia, è specialista in Neurologia e Psichiatria. Ha ricoperto varie cariche accademiche e istituzionali ed è stato fra i fondatori della Società Italiana Psicoanalisi di Gruppo. Dagli anni di gioventù … Continue Reading »

VideoIntervista ad Antonino Ferro

A cura di Luca Caldironi Antonino Ferro: APsaA Meeting NYC 2013 Abbiamo approfittato della presenza al Meeting di Antonino Ferro, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana, per registrare una breve video – intervista dove Ferro ha fornito alcune considerazioni e pensieri a caldo sul clima psicoanalitico attuale.    

Intervista ad Antonino Ferro

A cura di Nelly Cappelli 
 
D.: L’occasione è l’uscita del tuo ultimo libro: Tecnica e creatività; la motivazione: l’interesse e l’apprezzamento per il tuo pensiero; ma la determinazione a intervistarti è nata mentre mi trovavo ad Aix en Provence, al Colloquio Franco-Italiano e osservavo, come avevo già notato in numerosi convegni all’estero, quanto il tuo lavoro fosse citato e come il tuo pensiero fosse profondamente radicato e assimilato.

R.: Nota amaro-dolce… La nota dolce è quest’intervista. La nota amara è che si fa molto più riferimento alle cose che ho detto e che ho scritto all’estero: dal Sud America al Nord America, per esempio, di quanto non si faccia in Italia. Sicuramente in Italia c’è stato, almeno finora, meno interesse: questo mi amareggia un po’. In fondo la mia spinta ad andare all’estero è nata proprio dal fatto di vedere che quello che scrivevo e pensavo non era recepito più di tanto. Così mi sono detto: “Vediamo se attecchisce all’estero” e ho cominciato ad accettare gli inviti che mi giungevano da fuori Italia; da questo punto di vista, il riscontro minore avuto in Patria si è rivelato positivo. Ho dovuto lottare contro l’handicap della lingua, ma anche questo è diventato uno stimolo… Per necessità ho dovuto migliorare il Francese e imparare l’Inglese, almeno quel tanto da permettermi di presentare e discutere i miei lavori in quella lingua.