Complesso Edipico. A cura di Francesco Conrotto

Complesso Edipico 

A cura di Francesco Conrotto

Con la formula “Complesso Edipico” si designa la struttura fondamentale delle relazioni affettive e interpersonali nelle quali è immerso l’essere umano. Lo si può intendere come la totalità della strutturazione psicoaffettiva degli umani. Il termine, che deriva dal tema della tragedia di Sofocle, fu adottato da Freud a partire dall’esperienza della propria autoanalisi (Laplanche e Pontalis, 1967 pag. 84) e dall’analisi dei suoi pazienti. In base a queste esperienze, Freud ha ipotizzato che l’affettività dei bambini si organizza in questo modo intorno ai tre-cinque anni di età (Freud, 1905) e che, fisiologicamente, questa organizzazione debba declinare all’epoca della latenza per subire poi una parziale riacutizzazione all’epoca della pubertà.

 

Fisiologicamente, questa organizzazione psicoaffettiva si struttura in un sentimento di attrazione amorosa nei confronti del genitore dell’altro sesso e di una gelosia e ostilità verso il genitore del proprio sesso. Questa è la forma “positiva” del Complesso Edipico che però, a volte, si presenta in forma “negativa”, cioè attraverso un amore per il genitore del proprio sesso e una ostilità verso quello dell’altro sesso. Secondo Freud, il Complesso Edipico costituisce l’elemento fondante della strutturazione della personalità umana e, qualora esso non dovesse essere superato, costituirebbe il nucleo di base di tutte le psicopatologie.

 

La strutturazione triangolare dell’Edipo è, dunque, il fondamento universale della vita psichica degli umani (Freud,1912-13) e le strutture che compongono il mondo fantasmatico degli umani, i cosiddetti “Fantasmi Originari” – cioè la seduzione, la scena primaria e la castrazione, sono apparentate al Complesso Edipico che ne rappresenta lo sviluppo complessivo. Anche la formazione del Super-Io sarebbe il risultato della introiezione del divieto paterno di intrattenere relazioni sessuali con i genitori, i fratelli e i membri della famiglia in generale e così anche l’ “Ideale dell’Io”, inteso come espressione dell’ideale al quale il soggetto aspira di poter diventare.

 

Nella prospettiva freudiana esiste una fase precedente alla nascita del Complesso Edipico che può essere definita “fase preedipica”.  Questa sarebbe una situazione di tipo duale dominata da sentimenti ambivalenti di amore e ostilità del bambino, sia di sesso maschile che femminile, verso la madre (Freud,1931). Secondo M. Klein, il Complesso Edipico è presente sin dai primi mesi di vita dell’infante.

Dobbiamo a J Lacan (1960) un interessante sviluppo del concetto di Complesso Edipico. Secondo questo autore, il divieto paterno all’intimità sessuale verso i genitori si estende all’introiezione  di quelle che sono le leggi che regolano la convivenza umana in generale. In una serie di articoli, egli introduce la formula “Nome del Padre” che definisce l’accettazione della legge e segna il passaggio da una condizione potenzialmente psicotica e pre-umana a quella umana. Infatti, a suo parere gli psicotici non avrebbero interiorizzato la “legge del Padre” e quindi sarebbero al di fuori della sanità mentale. Questa posizione di Lacan si collega alla tesi di Lévi-Strauss secondo la quale il divieto dell’incesto costituisce una legge universale che differenzia lo stato della civiltà umana dallo stato di natura ( Laplanche Pontalis, 1967 pag.88).

 

Bibliografia 

Freud S. (1905) Tre saggi sulla teoria sessuale, OSF, 4

Freud S. (1912-13) Totem e tabu, OSF 7

Freud S. (1931) Sessualità femminile, OSF,11

Lacan J. (1960) Sovversione del soggetto e dialettica del desiderio.  In Scritti, Einaudi, 1974.

Laplanche J Pontalis J.B (1967) Enciclopedia della psicoanalisi, Laterza, Roma,1968

 

 

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