Maestri della Psicoanalisi: Ignacio Matte Blanco di Alessandra Ginzburg

I maestri della psicoanalisi

Matte Blanco, Ignacio

(Santiago del Cile 1908- Roma 11.1.1995)

Matte Blanco ha introdotto l’infinito nella psicoanalisi ( Eric Rayner, 1995). La sua ricerca è stata dedicata prevalentemente al funzionamento dell’inconscio non rimosso e delle emozioni . Era infatti convinto che la più grande scoperta di Freud relativa alla illogicità dell’inconscio potesse essere ricondotta ad un vero e proprio sistema coerente di funzionamento, grazie agli strumenti della logica formale della matematica.

 

La vita

Era nato a Santiago del Cile nel 1908. Dopo la laurea in medicina conseguita nel 1930, già professore di fisiologia, decise di trasferirsi a Londra nel 1934, dedicandosi alla formazione come psichiatra e come psicoanalista. Analizzato da Walter Schmideberg, genero di Melanie Klein, con quest’ultima aveva fatto l’esperienza di seminari che riteneva decisivi per l’elaborazione delle sue teorie sull’emozione. Divenuto membro della Società Britannica nel 1938, si era trasferito successivamente negli  Stati Uniti dove aveva soggiornato fino al 1944 insegnando in diverse università.

Dopo il suo rientro nel Cile, si era impegnato con l’entusiasmo che gli era caratteristico in diversi progetti di ricerca. Nel 1949 era stata riconosciuta ufficialmente dall’IPA la Società psicoanalitica Cilena, a cui aveva dato un impulso determinante. In quel periodo era diventato professore nella locale cattedra di  Psichiatria, facendosi promotore, fra l’altro, della costruzione di un ospedale psichiatrico modello.

Dopo essere andato in pensione nel 1966, si era trasferito in Italia, un paese amato da sempre. A Roma era entrato a far parte del Centro di Psicoanalisi Romano, acquisendo nuovamente la funzione di analista didatta. Era stato inoltre docente di psicopatologia alla scuola di specializzazione dell’Università Cattolica, attivando un gruppo di ricerca intorno alle sue ipotesi teoriche. 

 

Il contributo alla Psicoanalisi

Nel contatto quotidiano con la malattia mentale, Matte Blanco viene colpito dalle analogie fra il pensiero schizofrenico e le caratteristiche dell’inconscio messe in luce da Freud. Arriva così a descrivere una nuova e compiuta forma di logica, la denomina simmetrica perché rende reversibile e dunque simmetrica qualsiasi relazione, ed è antitetica a quella classica formulata da Aristotele, basata sul principio di non contraddizione. Questa forma di logica è, per la sua qualità irriducibile, incompatibile con il pensiero perché dove si manifesta dissolve le differenze e trasforma ogni somiglianza in identità.

Matte Blanco getta così le basi di una nuova epistemologia, attraverso la formulazione dei due principi basilari, e dei loro corollari, che caratterizzano la logica simmetrica. Il primo, il principio di generalizzazione dove l’inconscio tratta una cosa individuale, persona, oggetto o concetto, come se essa fosse un membro o un elemento di un insieme o classe ce contiene altri elementi; il secondo, il principio di simmetria dove l’inconscio tratta la relazione inversa di qualsiasi relazione come se fosse identica alla relazione. Nell’applicazione sistematica dei due principi, Matte Blanco individua un’antinomia costitutiva dell’essere umano che si risolve in due modi di essere simultanei.Uno dividente, assimilabile al pensiero, che opera sulla differenza, l’altro indivisibile, analogo all’emozione, che tende all’indifferenziazione.

 

A partire da queste modalità contrapposte ma continuamente compresenti, la mente viene descritta come una entità stratificata i cui livelli più profondi coincidono progressivamente con la formazione di classi sempre più ampie ed onnicomprensive fino ad arrivare all’indivisibilità. Una dimensione questa che può essere sperimentata tanto come disorganizzazione del pensiero quanto come esperienza mistica.

Proprio l’esperienza dell’indivisibilità, suggerisce Matte Blanco, ha portato l’uomo a concepire l’infinito, un infinito che suddivide e moltiplica in parti ciò che nel profondo è sentito come una sola unità irriducibile. Tuttavia nella maggior parte del tempo è una terza logica quella di cui ci serviamo quotidianamente: la bi-logica in cui a seconda dei casi predomina l’una o l’altra componente di pensiero.

Ma anche nelle emozioni più intense, rileva Matte Blanco, si verificano gli stessi presupposti: l’individuo viene sostituito dalla classe e all’interno di essa per effetto della simmetrizzazione che opera nei livelli più profondi ogni elemento che la compone diviene identico e intercambiabile ad ogni altro: in questo modo la parte diventa identica al tutto, così come avviene nella definizione degli insiemi infiniti formulata da Cantor.

Poiché la grandezza dell’emozione è una funzione del livello di profondità, ne deriva che conflitti e manifestazioni patologiche possono essere visti come la conseguenza parossistica di una infinitizzazione che il pensiero non riesce a contenere e a tradurre se non in misura parziale, riducendo la multidimensionalità dell’esperienza emotiva altrimenti improponibile visti i limiti tridimensionali della coscienza.

 

Scopo della terapia psicoanalitica, da questo punto di vista, è spogliare l’individuo o la situazione dagli attributi infiniti impliciti nella classe.

Alcuni psicoanalisti, come Mauro Mancia hanno tratto ispirazione dalla concezione dell’inconscio non rimosso proposta da Matte Blanco, limitandola però al periodo non verbale. Un’ipotesi che sembra riduttiva rispetto alla visione più ampia di una mente che nel suo complesso e in tutte le sue manifestazioni accompagna l’essere umano lungo tutto l’arco della vita, acquistando però maggiore peso ed influenza nei periodi critici o francamente patologici dell’esperienza del singolo.

Il pensiero di Matte Blanco, giudicato a volte troppo astruso, non ha trovato sufficiente attenzione da parte degli psicoanalisti nonostante le grandi possibilità che offre alla clinica. E’ stato invece accolto con particolare interesse, fra gli altri,  dagli studiosi di letteratura, presso cui molti dei suoi concetti hanno trovato  applicazione e sviluppo.

E’auspicabile che concetti basilari come quelli relativi alla antinomia costitutiva di pensiero ed emozione, alla simmetrizzazione e alla mente come struttura bi-logica stratificata possano diventare patrimonio comune anche degli analisti, entrando a far parte del patrimonio di strumenti comuni che la psicoanalisi si è forgiata negli anni a partire dalla scoperta dell’inconscio e delle sue peculiarità.

 

Alessandra Ginzburg

 

Bibliografia

AAVV. Matte Blanco: Bi-Logiche dell’Inconscio in Rivista di Psicoanalisi LII-3-206

Ginzburg A, Lombardi R. ( a cura di) L’emozione come esperienza infinita. Matte Blanco e la psicoanalisi contemporanea, Milano, Angeli 2007.

Lombardi R., Formless Infinity. Clinical Explorations of Matte Blanco and Bion, Routledge, London 2015.

Matte Blanco I., L’Inconscio come insiemi infiniti. Saggio sulla bi-logica,Torino, Einaudi 1975.

Matte Blanco I., Il sogno: struttura bi-logica e multidimensionale in Branca V,Ossola I., Resnik S (a cura di) I linguaggi del sogno, Sansoni, pp. 267-91

Matte Blanco I., Pensare, sentire, essere. Riflessioni cliniche sull’antinomia fondamentale dell’uomo. Einaudi, Torino, 1995.

Rayner E., Unconscious Logic, Routledge, London, 1995

 

 

Vedi anche: